28.7.06

Ridecolla il turismo degli italiani

ROMA - L'industria del turismo "made in Italy" ha ripreso a correre come non accadeva dal settembre del 2001, dai giorni della grande paura. Sono passati 5 anni, la voglia di viaggi e di vacanze si è rinvigorita, a dispetto del ciclo economico e delle finanze personali non sempre brillanti. In numeri assoluti, dice Federalberghi, significa che 23,5 milioni di italiani maggiorenni (rispetto ai 23 milioni del 2005) dichiarano di aver già fatto o di accingersi a fare vacanze in estate. Quest'anno si spenderanno in media 935 euro che determineranno un giro d'affari pari a 21,9 miliardi di Euro rispetto ai 19,6 miliardi di Euro del 2005 (+11,5%). Più italiani possono dunque andare, ma aumentano quelli che non ci vanno per motivi economici (44,2% rispetto al 32,4% del 2005). Chi opera nel settore attende ora di conoscere quali misure il governo metterà in campo per il rilancio definitivo e proiettare l'Italia ai primi posti mondiali

27.7.06

Napoli vista dal mare

Domenica 6 agosto primo appuntamento del nuovo ciclo di escursioni viamare organizzato dall'Ascultur Campania e promosso dall'Assessorato alTurismo del Comune di Napoli.
La manifestazione denominata "Napolivista dal mare" rappresenta ormai un appuntamento fisso per il mese di agosto per chi rimane in città ed intende trascorrere qualche ora andando per mare riscoprendo le bellezze del nostro golfo tra le lucidel tramonto.
Nel primo appuntamento verrà illustrata la costa metropolitana.
Partendo dal Beverello, si costeggerà via Partenope -Castel dell'Ovo - via Caracciolo - Mergellina - le Ville di Posillipo -Nisida e Bagnoli.
La guida è Adelaide De Martino che farà rivivere la storia e le leggende dei siti più significativi visti dal mare.
Domenica 13 agosto l'itinerario è intitolato "viaggio nei Miti e neiSiti dei Campi Flegrei" per approfondire la storia del Rione Terra, di Baia e le leggende dei Campi Flegrei Martedi 15 agosto l'itinerario èla costa delle Sirene.
Partendo dal Beverello si costeggerà l'area vesuviana con le splendide ville del Miglio d'Oro - Castellammare -Vico Equense fino a Sorrento con i suoi alti costoni.
Domenica 20agosto "L'isola di Arturo" si arriverà fino a Procida (La Corricella)attraversando tutti i paesi dell'area Flegrea.
L'imbarco è alle ore17.15 la partenza è alle ore 17.30 imbarco n. 1 del molo Beverello
La motonave è la Galaxy ed il rientro è previsto per le ore 20.00 alBeverello
I costi sono: € 11,00 adulti e € 6,00 i bambini (fino a 11anni)
Prevendita: agenzia Viale Elena Centro Viaggi, viale Gramsci 17Napoli tel. 081/7611510
Per informazioni e prenotazioni: ASCULTURCAMPANIA 081/665532 - 3355345697

25.7.06

LE AREE PROTETTE CAMPANE:STALLO E OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO A RISCHIO PER 1.500.000 ABITANTI DELLA CAMPANIA

NAPOLI
27 luglio 2006-07-25
Ore 10-11

SALA DELLA LOGGIA
MASCHIO ANGIOINO, Napoli

c o n f e r e n z a s t a m p a

delle Associazioni Ambientaliste:
AMICI DELLA TERRA, LEGAMBIENTE,LIPU, ITALIA NOSTRA, VAS, WWF

LE AREE PROTETTE CAMPANE:
STALLO E OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO A RISCHIO
PER 1.500.000 ABITANTI DELLA CAMPANIA


Parchi e riserve naturali rischiano di esistere solo su carta

Subito il completamento degli organi di gestione, pena la perdita di milioni di euro di fondi europei
Allo stato attuale, le aree protette regionali non esercitano un attivo ruolo: non fanno conservazione e non propongono e determinano sviluppo. Spesso sono viste negativamente dalle popolazioni locali o sono del tutto inavvertite.

Una situazione di stallo malgrado siano passati ben tredici anni dall’istituzione di parchi e riserve regionali in Campania.
Infatti:
- nel 1993 viene varata la legge regionale n.33 che istituisce le aree protette in Campania
- ma solo, nel 2002 e nel 2003, dopo alterne vicende, sono stati emanati i decreti definitivi per l’istituzione di parchi e riserve regionali
- solo nel 2005 sono arrivate le nomine dei Presidenti
- allo stato attuale ancora si sta aspettando la nomina dei direttori e degli consigli direttivi.

Di fatto Parchi e Riserve per poter funzionare, per accedere ai nuovi fondi europei 2007/2013, per promuovere conservazione e sviluppo sostenibile necessitano obbligatoriamente di direttori, personale e consigli direttivi.

Le Associazioni Ambientaliste dunque chiedono:

la sollecita istituzione dei consigli direttivi, l’espletamento del concorso per i direttori e la individuazione del personale (senza questi organi le aree protette regionali esistono solo sulla carta). Parimenti si chiede che contemporaneamente riprenda ad operare il Comitato Consultivo Regionale per le aree protette.

20.7.06

Festambiente 2006

Quest'anno siamo alla XVIII edizione: il festival di Legambiente è diventato maggiorenne...e per festeggiare questo evento un ricchissimo programma: concerti, dibattiti, rassegne e degustazioni di prodotti tipici, laboratori scientifici e gastronomici, la città dei bambini, teatro per ragazzi, artisti di strada, cinema, escursioni, giochi sulla spiaggia, conferenze, incontri a tema, e tanta musica.
Programma Spettacoli:
venerdì 4 agosto PFM Premiata Forneria Marconi
sabato 5 agosto Stadio
domenica 6 agosto Edoardo Bennato & Alex Britti
lunedì 7 agosto Stefano Bollani “i Visionari”
martedì 8 agosto Carmen Consoli unplugged
mercoledì 9 agosto Francesco De Gregori
giovedì 10 agosto Paolo Belli & Big Bandvenerdì
11 agosto MAU MAUsabato
12 agosto Max Gazzé & La Camera Migliore
domenica 13 agosto Roy Paci & Aretuskalunedì
14 agosto Teo Teocoli Show in ‘Non ero in palinsesto’
martedì 15 agosto Africa Unite

Per maggiori informazioni circa il programma telefonare a: Circolo Festambiente Rispescia (GR) consultare il sito www.festambiente.it

Per informazioni riguardo la possibilità di pernottamento nei pressi di Festambiente rivolgersi a APT di Grosseto 0564 462611

Ue: chi inquina paga

Con 439 voti favorevoli, 74 contrari e 102 astensioni il Parlamento Europeo ha approvato il principio per cui "chi inquina paga" riferito al trasporto aereo. Un pacchetto di misure che internalizzano i costi ambientali del settore, con particolare riferimento ad una tassa sul kerosene e alla rimozione ventuale degli incentivi fiscali al settore. Un percorso che vedrà anche l'introduzione di biocarburanti, il finanziamento della ricerca e dello sviluppo di carburanti e di tecnologie alternativi e la minimizzazione della concorrenza sleale tra il settore aereo ed altre modalità di trasporto in seno all'Ue.

Il turismo fa bene alle comunità locali che vivono nei territori ricchi di biodiversità

E' positivo il quadro che emerge dal Secondo rapporto dell’Osservatorio Turismo & Natura istituito da WWF, Legacoop Turismo, AIGAE e FederCultura Turismo Sport/Confcooperative, incentrato sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica del turismo in aree ad alto valore naturalistico. L’Osservatorio ha lo scopo di monitorare, con indagini semestrali, gli andamenti della domanda di turismo naturalistico sul piano qualitativo e quantitativo, i cambiamenti e le novità sul versante dell’offerta, le indicazioni sull’impatto ambientale prodotto dal turismo. Nell’indagine sono state coinvolte 238 cooperative/società/associazioni legate alle quattro organizzazioni che potevano fornire anche più di una risposta alla stessa domanda. Decisamente significative le risposte relative alla ricaduta delle attività di turismo naturalistico sul territorio e sulla estesa rete di collaboratori che le imprese attivano grazie alla proprie attività. Il 41,67% delle imprese intervistate dichiara di avere più di 10 realtà economiche collegate per le proprie attività (l’85% di queste sono rappresentate da altri operatori del turismo, il 58% da associazioni culturali e il 53,33% da società di servizi). Complessivamente il 50% degli operatori dichiara che il 100% degli addetti fissi dell’impresa appartengono alle comunità locali delle aree in cui si svolgono le attività. Per il 60% degli intervistati la comunità locale ha una considerazione positiva delle attività di Turismo e natura, e il 51,67% dichiara che non ci sono mai stati conflitti legati alla presenza di turisti sul territorio (causati per il 30% degli intervistati dalla presenza invadente di escursionisti e nel 10% dei casi da campeggiatori abusivi). Diversi i vantaggi per il territorio dalle attività di turismo, che ha contribuito al suo miglioramento estetico (45%) al recupero del centro storico (41,67%), al miglioramento degli esercizi commerciali (40%), senza portare (61,67% delle risposte) a un aumento dei prezzi e del costo della vita per la comunità locale. Infine il turismo ha sviluppato il senso di appartenenza del territorio (43,33%), all’identificazione della comunità locale con l’area di interesse naturalistico (43,33%), e addirittura, nel 35% dei casi al cambiamento d’opinione in chi era contrario all’istituzione di un area protetta. In questi ultimi 5 anni, dichiarano gli operatori, la sensibilità dei turisti nei confronti dell’ambiente è aumentata, in particolare, nel rispetto degli elementi naturali (58,33%) e nell’attenzione alla raccolta differenziata (40%), mentre risulta decisamente aumentata complessivamente per quasi il 27% degli intervistati. Le “bestie nere” dell’ambiente, ossia gli impatti provocati dai turisti nelle are verdi sono i rifiuti (67%), i danni a sentieri provocati da cavalli, mountain bike, moto fuori strada, passaggi fuori sentiero rappresentano il 46,67%; altre criticità provengono da traffico e mobilità (41,67%) e dall’ asportazione e danneggiamento di elementi naturali (40%). I gestori delle aree protette potrebbero però fare la loro parte per contenere questi guai, redigendo dei piani di capacità di carico turistico (63,33%), riqualificando i sentieri più battuti (45%) e chiudendo le strade secondarie al traffico motorizzato (48,33%). Nel 70% dei casi non esiste all’interno dell’impresa una certificazione o una carta di qualità che contiene riferimenti specifici di attenzione alla sostenibilità ambientale, mentre ben il 55% degli intervistati è ignaro che il Ministero dell’Ambiente ha definito per le attività turistiche nei parchi un marchio di qualità. Secondo il 61,67% delle imprese coinvolte nell’inchiesta, i turisti potrebbero pagare un ticket di ingresso di 1-3 euro per accedere a un’area protetta, purchè il ricavato venga investito a beneficio del parco stesso

Parlamento Ue riconosce il commercio equo

E' stata approvata a grande maggioranza all'Europarlamento di Strasburgo la relazione sul commercio equo e solidale recentemente discussa alla Commissione Sviluppo dell'Unione Europea, alla quale hanno diffusamente partecipato le reti internazionali del commercio equo. Una risoluzione importante, che permette di porre nuovamente al centro della discussione politica della Commissione la necessità di una revisione nei termini di maggiore equità e giustizia le dinamiche del commercio internazionale a partire da un settore in netta espansione. Si tratta di un importante primo riconoscimento europeo per il settore.

"No al vino di Pinocchio"

Trucioli di legno, invece dell’affinamento in barrique, per dare profumo e corpo al vino. Una barbarie enologica, una “taroccata” sprezzante delle tradizioni e della qualità che tuttavia rischia di trovare la via della legalità grazie al provvedimento dell’Unione Europea che ammette l’uso di trucioli di legno per l’invecchiamento artificiale dei vini italiani ed europei al posto del tradizionale passaggio nelle piccole botti di rovere, le barrique appunto. Per contrastare questo provvedimento si rafforza la mobilitazione per tutelare il vino italiano: Città del Vino, Coldiretti e Legambiente scendono di nuovo in campo e con loro Ermete Realacci, deputato dell’Ulivo e presidente dell’VIII Commissione alla Camera, che in questi giorni ha presentato una mozione, sottoscritta da parlamentari di maggioranza e opposizione, per chiedere al Governo un impegno contro la normativa dell’Unione Europea sull’uso dei trucioli e per tutelare il vino italiano di qualità.
La mozione è stata presentata, nel corso di una conferenza stampa presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, alla quale hanno preso parte Ermete Realacci, deputato dell’Ulivo e presidente dell’VIII Commissione alla Camere (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici), Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, Stefano Masini, Responsabile Ambiente e Consumi di Coldiretti, Floriano Zambon, Presidente di Citta del Vino.
Nella mozione, che vede tra i firmatari anche gli On. Franceschini, Lion, Alemanno, Tabacci, Cacciari, Stradella, Sereni, Saglia, Orlando, Bianco, Stramaccioni, Mariani, Bressa, Soro, Oliverio, Fundarò, si chiede al governo un impegno specifico per intervenire presso tutte le sedi comunitarie affinché vengano privilegiate la qualità e le tipicità del vino italiano e tutelato il lavoro dei produttori vinicoli, scongiurando l’introduzione di sistemi produttivi che abbiano come obiettivo il livellamento dei gusti verso il basso; per definire, con una apposita normativa nazionale, regole e restrizioni nell’utilizzo della pratica in oggetto, in relazione alle varie categorie vinicole, assicurando il diritto dei consumatori a non essere ingannati attraverso l’adozione di chiare modalità di etichettatura; a precisare l’esclusione della pratica enologica dei trucioli di legno per i vini classificati Doc, Docg e Igt.
Il settore vinicolo. Qualche dato.Il settore vitivinicolo coinvolge in Italia circa 700.00 persone che ruotano attorno alla filiera produttiva; tra questi circa 560.000 sono impegnati tra vigneti e cantine, e i restanti 140.000 nella trasformazione e distribuzione. Dei circa 670.00 ettari di Vigneto Italia, solo 250.000 sono stati più o meno recentemente rinnovati; si suppone che la maggioranza di questi vigneti faccia parte di Denominazioni di origine; restano da rinnovare circa 400.000 ettari per un valore complessivo di 20 miliardi di euro, tenendo conto di un valore medio dei terreni di 50.000 euro ad ettaro.Il settore partecipa al sistema economico italiano per una quota di circa 20 miliardi di euro, di cui circa 9 miliardi sono imputabili al vino, mentre per l’indotto si stimano più di 2 miliardi di euro; volendo fare una ulteriore ripartizione di quest’ultimo dato, si possono quantificare circa 650 milioni di euro spesi per l’energia, 600 per le bottiglie, 100 milioni per i tappi, 160 milioni per le etichette e 240 milioni per il packaging (fonte: Ministero per le Attività Produttive).
A questi, vanno aggiunti anche i dati relativi al turismo del vino che ha riscontrato un sensibile incremento nel corso degli ultimi anni, sia in termini di giro d’affari (pari a circa 2,5 miliardi di euro), sia per il coinvolgimento di un’ampia fascia di turisti (circa 4 milioni di enoturisti), con un tasso di crescita stimato del 6%. (fonte: Osservatorio Turismo del Vino – Censis Servizi-Associazione nazionale Città del Vino). Inoltre, il turismo enogatronomico può avvalersi di ben 136 Strade del Vino e dei Sapori, non tutte ancora adeguatamente strutturate come strumenti di offerta turistica integrata, ma sicuramente testimoni di un fermento organizzativo in questo settore che può soltanto migliorare. Nel corso degli ultimi venti anni molte cose nel mondo del vino italiano sono cambiate. Proprio venti anni fa lo scandalo del metanolo (che provocò vittime e danni permanenti alle persone) segnò come una linea di confine tra vecchio e nuovo modo di “fare” vino, e la qualità è diventato il punto di riferimento costante. Una qualità che, partendo dal presupposto che il buon vino si fa nella vigna, ha contribuito allo sviluppo socio economico dei territori rurali, come testimoniano alcuni fattori:· la crescita del valore dei terreni vitati, l’incremento delle attività socio economiche legate al turismo enogastronomico (agriturismo, ristorazione tipica, bed & breackfast, ecc.);· l’accresciuto valore simbolico del patrimonio collettivo di un territorio, costituito dalle produzioni vitivinicole, artigianali, agro alimentari, dalla cultura, dal paesaggio, dalla bellezza dei borghi antichi, delle opere d’arte;· il riconoscimento sempre più marcato del valore ambientale dei vigneti come elemento di difesa dai rischi idrogeologici, dalla desertificazione, dagli incendi;· infine, la possibilità di utilizzo dei residui vegetali, dei sottoprodotti o dei prodotti di distillazione per il risparmio energetico o la produzione di bioetanolo.In pratica, possono essere creati, dei sistemi territoriali intorno al vino che sintetizzano e racchiudono varie forme di offerta: turistica, culturale, produttiva, di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico.Rispetto a vent’anni fa produciamo meno vino (-37,4%), ma il prodotto vale di molto di più. Il fatturato è triplicato dal 1986 (+260%), come il valore dell’export (+250%). Il numero dei vini doc, docg e igt è raddoppiato: dalle 228 denominazioni del 1986 alle 450 del 2005; il loro peso nella produzione complessiva è più che quintuplicato, passando dal 10 al 58%. Intanto è fortemente diminuito anche l’impiego della chimica, a vantaggio della salute dei consumatori: dalle 44.680 tonnellate di agrofarmaci usati nel 1986 si è passati a poco più di 14.000, ben il 68% in meno! Diminuiti anche i consumi di acqua destinata all’irrigazione dei vigneti.L’Italia è il primo esportatore mondiale di vino in valore, con il 25% del fatturato globale. L’Italia è il primo esportatori in Usa, con 2 milioni di ettolitri. Dal 2001 al 2004 il valore del vino esportato negli Stati Uniti è cresciuto molto in fretta (+21%) delle quantità esportate (+17%). Bene anche sul mercato britannico: dal 2001 al 2004 +25%, con un aumento del valore del 27% pari a 311 milioni di euro. In crescita anche il mercato canadese e le esportazioni in Spagna, Russia (+139,4% in quantità e +177,6% in valore), Australia, Nuova Zelanda, e nel corso degli ultimi due anni in Cina (+97,8% in quantità e +115,4% in valore) (fonte: Città del Vino, Coldiretti, Fondazione Symbola).

15.7.06

Il Ramo d'Oro
Via Risorgimento n° 108
Bacoli (Na)
sabato 22 luglio 2006
TRENTADUE ANTE
performance live per blues, poesia e degustazione


Le Trentadue Ante nascono da sedici poesie di Eugenio Lucrezi ispirate ad altrettanti disegni di Carla Viparelli, messe in musica dalla band. Il concerto compre
nde alcune di questi componimenti, oltre a brani originali della band e alcuni standard blues. Un concerto blues dal cuore poeta.Blues mood, blues spleen, blues come come attitudine di fondo comune a vari linguaggi artistici.Blues come suono della terra, del vento, del tufo cavo delle grotte flegree.La suggestiva cornice naturale del Ramodoro di Bacoli rimescola i reciproci affacci e ridona un'atmosfera complessiva di grande intensità.

con
SERPENTENERO
Eugenio Lucrezi basso, testi
Geremia Tierno batteria
Alfredo Vitelli chitarra, voce
e con
Carla Viparelli voce
Per informazioni e prenotazioni ramodoro@tin.it Tel . 081 /8545351 Cell. 338/4272096 e 335/1561701