22.12.09

Natale a Napoli

Natale a Napoli, corse affannate per i regali, traffico, caos, auguri di facciata... mi dedico una vecchia poesia di Giuseppe Ungaretti che mi fa rivivere il Natale dell'infanzia e della "letterina", della poesia recitata ai genitori durante il pranzo del Natale.
Giuseppe Ungaretti scrisse proprio a Napoli, nel 1916 questa poesia. Il Natale napoletano di Ungaretti è lo specchio della realtà napoletana ancora attuale e viva in tutti coloro che vivono quest'amore-odio per questa città.
Rileggendo oggi il Natale di Ungaretti riesco a percepire l'inesprimibile sostanza di quella Napoli priva di senso che mi circonda.

Natale
Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole di fumo
del focolare
(Giuseppe Ungaretti)

12.12.09

Storia, iconografia e magia del Natale


Legambiente/Neapolis 2000 e Centro di Cultura Popolare
presentano

Storia, iconografia e magia del Natale
Ne parla Lorella Starita ospite del ciclo di incontri che sto organizzando

Seguirà
Jesce Sole
performance di danza Butoh
Ideazione e danza: Mattia Doto (Compagnia Aracne)
con brindisi inaugurale per gli accordi sul clima.
Brindisi per abbassare la febbre del pianeta!

18 dicembre 2009 - ore 17.00
Giardini Aldobrandini - Chiesa Santa Maria delle Grazie
Piazzetta Mondragone

ingresso libero
info: 081.294511

10.11.09

Salvalarte di Legambiente in Campania

La denuncia di Legambiente

per il progetto di funivia della Regione Campania per il Museo di Capodimonte

e la mancanza di sorveglianza nella Reggia di Caserta, assediata dalle auto

Con Salvalarte il concorso “Made in Italy”per gli studenti delle Accademie:

i migliori prototipi di porcellana saranno prodotti da Richard Ginori 1735

Inventare oggetti in porcellana pura per entrare a far parte del panorama del design mondiale. E’ questa l’opportunità offerta agli studenti delle Accademie nazionali delle Belle Arti dal concorso MANIfactory di Legambiente e Richard Ginori 1735, nell’ambito della campagna Salvalarte per la salvaguardia del patrimonio artistico minore.

A presentare la tappa campana della campagna di Legambiente, con la collaborazione di Richard Ginori 1735, questa mattina presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli Federica Sacco responsabile nazionale Salvalarte, Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania, Carmine Maturo, responsabile Turismo e Beni Culturali di Legambiente Campania, Giovanna Cassese,direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli, Aurora Spinosa, professoressa Storia dell’Arte dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli.

Al centro di Salvalarte quest’anno c'è il ruolo delle Accademie nazionale delle Belle Arti, antichi centri di creatività artistica che incidono sul ruolo del Made in Italy nel sistema economico moderno. E’ proprio agli studenti delle Accademie che non hanno compiuto il 30° anno d’età che si rivolge MANIfactory, il concorso di Legambiente e Richard Ginori 1735 che richiede la creazione di un prototipo di porcellana a dimensione reale di varie tipologie di oggetti d’uso comune da consegnare entro il 31 maggio 2010. I 20 progetti migliori saranno esposti in una mostra itinerante, al termine della quale verrà nominato il vincitore per ognuna delle quattro sezioni in concorso. I prototipi vincitori verranno, quindi, prodotti negli stabilimenti Richard Ginori 1735 per la distribuzione su larga scala. Tema di fondo del concorso la contaminazione tra le arti per unire al mondo della porcellana, fondato su solide basi artigianali, la sperimentazione e l’utilizzo di suggestioni relative a linguaggi artistici apparentemente distanti.

“Il concorso è un'occasione per ribadire l'importanza del made in Italy nella storia del design – dichiara Federica Sacco responsabile nazionale della campagna Salvalarte – e per sottolineare l'importanza strategica di questo settore nell'economia nazionale. Il Made in Italy è una ricchezza da valorizzare e promuovere: nelle nostre Accademie transitano risorse e talenti su cui è necessario investire, per dare modo alle eccellenze italiane di continuare ad imporsi nel panorama del disegn mondiale.”

“Due sono i motivi per cui il rapporto tra Accademia di Belle Arti di Napoli e Legambiente è importante – ha dichiarato Giovanna Cassese, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Il primo, perché il concorso “Made In Italy” in collaborazione con Ginori mette in gioco uno degli aspetti fondamentali della nostra didattica, quello della produzione. Il secondo, perchè è in via di definizione un protocollo d’intesa con il quale Legambiente coinvolge l’Accademia in una campagna prima di sensibilizzazione, quindi di azione, per il coinvolgimento dall’interno dei nostri allievi sui temi della salvaguardia del patrimonio artistico e ambientale”.

E come ogni anno Salvalarte accenderà i riflettori sulla valorizzazione del patrimonio culturale ed artistico. Al centro della tappa campana di quest’anno la mobilità del Museo di Capodimonte e lo stato di abbandono della Reggia di Caserta.

La denuncia di Legambiente in Campania - ha dichiarato Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania – è rivolta allo stato di degrado in cui versa la reggia di Caserta, assediata da centinaia di auto che sostano nei cortili del Palazzo Reale, nonostante di recente sia stato costruito un nuovo parcheggio sotterraneo nello spazio antistante che attualmente è sempre vuoto. Ma Legambiente segnala anche la mancanza di sorveglianza nel Palazzo e nel Giardino della Reggia dove i turisti girano senza alcuna forma di controllo e imperversano venditori ambulanti che propongono la propria merce con prezzi al ribasso rispetto ai negozi autorizzati”.

Legambiente denuncia anche le problematiche legate alla celebre reggia di Capodimonte a Napoli, uno dei più importanti musei d'Italia, vittima di un turismo “mordi e fuggi”, destinato a peggiorare ulteriormente. Con il progetto attuale la Regione Campania punta, infatti, a spostare i circa 132mila visitatori attuali, che oggi arrivano in pullman, su una funivia che dal centro storico li porterà direttamente al museo. Il piano, oltre a non affrontare l’attuale problema di mobilità nel territorio di Capodimonte, con il suo tragitto limitato e diretto, non indurrà i visitatori a visitare il territorio circostante, penalizzando l’economia locale.

“Questo progetto ridurrà la mobilità fra il centro e la collina di Capodimonte al semplice spostamento dei turisti tra i due musei più importanti della città, tralasciando le esigenze dei cittadini e non aiutando l'osmosi tra il movimento turistico e l'economia del territorio– Carmine Maturo, responsabile Turismo e Beni Culturali di Legambiente Campania -. Oltre a proporre da anni ai turisti un trekking urbano per rilanciare la storica passeggiata del Moiariello, Legambiente propone come alternativa la costruzione di una rete di scale mobili lungo le risalite di Capodimonte, un'idea più facilmente realizzabile, economica, attraente per i turisti ed anche economicamente vantaggiosa per i cittadini dei vicoli e delle strade napoletane”.

9.11.09

Salvalarte in Campania - Occhi verdi puntati su Capodimonte e la reggia di Caserta

NAPOLI - Arriva a Napoli Salvalarte, la campagna di Legambiente per la scoperta e la tutela del patrimonio artistico minore. Ad aprire la tappa campana il 10 novembre alle ore 11,00 la conferenza stampa a Napoli presso l’Accademia delle Belle Arti, nella sala Storia dell’Arte 110. Al centro della conferenza le attuali problematiche della Reggia di Caserta e di Capodimonte, ma anche la presentazione del concorso di idee MANIfactory che coinvolgerà gli studenti delle Accademie Statali nella preparazione di un prototipo di porcellana a dimensione reale di varie tipologie di oggetti d’uso comune e articoli da regalo. I prototipi migliori saranno poi esposti in una mostra itinerante, al termine della quale verranno nominati i vincitori del concorso che vedranno la propria opera prodotta da Richard Ginori 1735.


17.10.09

CORSO- LA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO CULTURALE DAI RISCHI NATURALI

Il Coordinamento Nazionale di Protezione Civile Legambiente iscritto all'elenco nazionale del Dipartimento della Protezione Civile, Il circolo Neapolis 2000 di Legambiente, con la collaborazione dell’Associazione “Loro di Napoli” hanno organizzato, nell’ambito della Campagna L’arte salvata ‘ 2009, patrocinata dal Nucleo Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri, un corso di formazione gratuito, volto a specializzare nella messa in sicurezza dei beni mobili, nel rilevamento dei danni agli edifici storici e monumentali, nel concorrere alla stesura dei piani di emergenza per i musei, nella valorizzazione, nel monitoraggio e nella tutela dei beni culturali sul nostro territorio.
Questo settore ha dimostrato grandi capacità aggregative verso gli operatori rappresentando il fiore all'occhiello della Legambiente nelle attività di protezione civile.

E' bene ricordare che salvare i beni culturali in caso di emergenza è importante non solo per il valore intrinseco dell'opera d'arte, ma anche per il valore psicologico e di comunità che rappresentano per le popolazioni locali, nonché per salvaguardare quell'economia locale che vive intorno ai beni culturali.

L'obiettivo è creare una task force del territorio di Napoli e Campi Flegrei, formata da specialisti del settore, pronta ad intervenire tempestivamente in caso di calamità sul territorio nella messa in sicurezza dell'immenso patrimonio culturale Alla fine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Chi può partecipare: Tecnici, studenti e laureati, cittadini che intendono collaborare con il settore pprotezione civile e beni culturali di Legambiente.
Quando si svolgerà il corso: 6,7 e 8 novembre.
Dove si svolgerà il corso: il corso si svolgerà a Napoli
Modalità di partecipazione: Inviare domanda entro il 31 ottobre all’indirizzo e.mail neapolis@hotmail.com con indicati nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, recapiti, recapiti, breve curriculum e indicazioni sulle motivazioni di partecipazione.
A parità di valutazione si farà riferimento all'ordine cronologico di consegna.

La partecipazione è gratuita è obbligatoria l'iscrizione a Legambiente.

Selezione: Gli allievi verranno prescelti su base motivazionale e/o esperenziale, riservando la possibilità a chi ha fatto domanda di essere informati su altri corsi che si realizzeranno

Sarà rilasciato attestato di partecipazione

Per informazioni telefonare ai seguenti numeri: 081.29.45.11

26.9.09

Napoli - Puliamo il Mondo e XXX giornata mondiale del turismo


La Giornata Mondiale del Turismo è celebrata ogni anno il 27 settembre. Quest’anno il tema della “giornata” è dedicata alla “diversità".
Il tema di quest’anno è un'opportunità per mettere in evidenza il ruolo del turismo sostenibile e responsabile nel preservare la diversità.
Io la festeggio in Piazza Bellini partecipando a Puliamo il Mondo non solo per sensibilizzare cittadini e Amministrazione sul problema dei rifiuti, ma anche per esaltare le diversità e spazzare via dal Centro storico di Napoli il razzismo e l’omofobia

19.9.09

La TV nazionale Rai non garantisce piu' ai giornalisti di Report (rai 3) la copertura legale. Significa che gli inviati di Milena Gabanelli, da sempre attivi nel denunciare le illegalita' e i soprusi che ci circondano, dovranno provvedere di tasca propria alle spese legali cui, da bravi inchiestisti, vanno continuamente incontro.

I firmatari con la CHIEDONO alla societa' RAI Radiotelevisione Italiana S.p.A, il ripristino della copertura legale per gli inchiestisti del programma Report, trasmesso su Rai3, al fine di assicurare il libero esercizio della loro professione per arrivare alla verita' e rivelarla agli italiani.



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Sign for Report non deve chiudere. FIRMA LA PETIZIONE


18.8.09

Inno Nazionale: Bossi fa marcia indietro.'O Sole mio resta la "Canzone Nazionale"

Inno di Mameli: Bossi ha fatto marcia indietro. Succede spesso in questi ultimi anni sentire dire che il pensiero di un politico è stato interpretato male dalla stampa.
La risposta provocatoria a Bossi è stata lanciata da questo blog per dimostrare che le argomentazioni del senatore non sono per niente valide, soprattutto se sono legate alla popolarità delle melodie.
Nel precedente post ho sintetizzato la popolarità de 'O sole mio e se la proposta di un nuovo inno nazionale si dovrà basare sulla universalità dei brani, certo 'O sole mio non ha concorrenti.
Intanto anche sulle "Gabbie salariali" bisogna dire a Bossi che già esistono. Infatti dall'analisi "condotta dall'Ancot, Associazione Nazionale Consulenti Tributari sulle anticipazioni dei dati diffusa dal Dipartimento delle Finanze relative alle statistiche sulle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2008 e quindi riferite ai redditi del 2007" risulta che che in Lombardia la media dei redditi delle persone fisiche è pari a 22.460 euro mentre al secondo posto figura il Lazio con 21.130 euro e al terzo posto l'Emilia Romagna con una media di 20.450 euro.
Fra le regioni che hanno una media superiore a quella nazionale figurano: Piemonte con 20.030 euro, Valle d'Aosta 19.900 euro, Liguria 19.880 euro, Veneto 19.580 euro, Trentino Alto Adige 19.480 euro, Friuli Venezia Giulia 19.360 euro e Toscana 19.360 euro. Le regioni dove la media dei redditi è al di sotto del dato nazionale sono: Umbria 17.820 euro, Marche 17.460 euro, Sardegna 16.200 euro, Abruzzo 15.920 euro, Campania 15.850 euro, Sicilia 15.160 euro, Puglia 14.770 euro, Molise 14.390 euro, Basilicata 14.180 euro e Calabria 13.410 euro." (ADNKRONOS)
Ritornando all'Inno nazionale, sono convinto che la provocazione lanciata da questo Blog resta una semplice provocazione, resto altrettanto convinto che 'O Sole mio non sarà mai l'Inno nazionale ma sicuramente continuerà ad essere la canzone più conosciuta e cantata nel mondo e quindi la nostra "Canzone Nazionale" :-)

17.8.09

Caro Bossi, solo ‘O Sole Mio può essere l’Inno nazionale italiano.

E’ la canzone più famosa nel mondo pare che i suoi royalties fruttano circa 150 mila euro all'anno.

E’ stata cantata ovunque perfino nello spazio infatti, si dice che Jurij Gagarin, nel corso del volo che portò per la prima volta un uomo intorno all'orbita lunare, scelse di cantare proprio 'O sole mio.

Jazzisti e cantanti lirici, pop e del rock, tutti possono vantare di aver cantato e di cantare "'O sole mio”. Si ricorda fra tutti Elvis Presley con "It's now or never".

‘O Sole mio è proprio la melodia più appropriata per l’Inno nazionale italiano proprio perché è universale e tutti la conoscono e riconoscono come musica italiana. Tra l’altro è stata già sperimentata come tale, infatti alle Olimpiadi di Anversa del 1920 il direttore della banda musicale, che non aveva lo spartito dell'Inno nazionale italiano, scelse al suo posto di suonare 'O sole mio, che tutti i musicisti conoscevano a memoria


6.8.09

Ente Regionale Parco Campi Flegrei:


I rappresentanti di Consiglio Giunta e Presidenza rinunciano alle proprie indennità per consentire il pareggio del bilancio.

I componenti delle associazioni ambientaliste presenti nel Consiglio Direttivo dell’ente Parco dei Campi Flegrei (Carmine Maturo Legambiente, Domenico Cristofori Lipu, Vincenzo Russo WWF) evidenziano il grande senso di responsabilità dimostrato dal presidente e da tutti i componenti del Consiglio nel tagliare le proprie indennità al fine di consentire il pareggio del bilancio e una minima continuità operativa dell’Ente, a causa del finanziamento regionale 2009 del tutto inadeguato (83.000 euro annuali) e addirittura inferiore del 40% dei fondi 2008.

La scelta responsabile di Consiglio e Presidente di apportare tagli considerevoli sulla spesa ordinaria dell'Ente Parco, partendo da quelle afferenti alle prescritte indennità, evidenziano la non sostenibilità della situazione finanziaria attuale nella quale, a causa di fondi regionali irrisori, si rischia di non poter attivare azioni di primaria importanza che la legge affida all’Ente Parco. Per tale motivo, concludono Maturo, Russo e Cristofori, la rinuncia alle identità rappresenta un sano atto di protesta civile per chiedere alla Regione di garantire la gestione amministrativa, cioè dotare, finalmente, gli Enti Parco di personale e fondi adeguati, perché possano, come loro compete, svolgere la loro missione di conservazione della natura, di tutela della biodiversità, di vigilanza dei vincoli di salvaguardia.

Info: 349.45.97.997

14.7.09

LEGAMBIENTE DENUNCIA: “IN MOLTI PUNTI DELLA NOSTRA COSTA MANCANO I CARTELLI DI DIVIETO DI BALNEAZIONE”





DECINE DI SEGNALAZIONI AL CENTRALINO DI LEGAMBIENTE :

MONDRAGONE, CASTELVOLTURNO, GIUGLIANO, PORTICI, CASTELLAMARE”

DOVE NON E’ PREVISTA LA BALNEABILITA’ I COMUNI SI ADOPERINO PER ASSICURARE LA PRESENZA DELLA SEGNALETICA.

UN ATTO DOVUTO A TUTELA DELLA SALUTE DEI BAGNANTI”


Sono decine le segnalazioni e le richieste di cittadini giunte presso la sede di Legambiente Campania per denunciare la mancata apposizione di cartelli del divieto di balneazione su molti tratti di costa della nostra regione dove è vietato fare i bagni.
La denuncia arriva da Legambiente Campania una situazione che diventa intollerabile nell’avvicinarsi del periodo estivo. “Stiamo ricevendo decine di segnalazioni - dichiara Giancarlo Chiavazzo, responsabile scientifico Legambiente Campania- da parte di cittadini che ci denunciano che in diversi comuni dove è vietata la balneazione non esistono i cartelli di divieto. Segnalazioni in tal senso ci sono giunte da Mondragone, Castel Volturno e Giugliano, mentre lungo la fascia costiera che va da Portici a Castellammare di Stabia risultano tanti i bagnanti in acque non balneabili. Così pure presso le foci di diversi fiumi dichiarate non balenabili da ARPA Campania. Chiediamo con decisione che vi sia una efficace comunicazione riguardo la balneabilità da parte delle amministrazioni comunali. Necessari sia i cartelli sulle spiagge, che la diffusione tramite tutti i mezzi di comunicazione, e l’invito ai gestori di stabilimenti balneari di esporre l’ordinanza all’ingresso della spiaggia. E’ un atto dovuto soprattutto se pensiamo che la mancanza di segnaletica dei divieti determina un rischio igienico sanitario per i bagnanti che sono ignari. Prosegue quindi l’iniziativa di Legambiente “L’ultima Spiaggia” . Cittadini, bagnanti e turisti potranno segnalare in prima persona le illegalità che mettono a rischio lo stato di salute del nostro mare. I piccoli e grandi episodi di saccheggio alle coste possono essere segnalati a campania@legambiente.campania.it o chiamando il numero verde del Noe dei Carabinieri 800.253.608

10.5.09

NAPOLI E' MULTIETNICA.


NAPOLI E' MULTIETNICA. 
I napoletani sono un popolo che hanno eretto a simbolo della propria città un dio migrante, un dio alessandrino- egiziano: Il dio Nilo, o' cuorp 'e Napule.

7.5.09

l’Ecomafia non conosce crisi - Un business di 20,5 miliardi di euro per 25.776 ecoreati accertati


25.776 ecoreati accertati, quasi 71 al giorno, 3 ogni ora. Circa metà dei quali (più del 48%) si è consumato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia), il resto si spalma democraticamente su tutto il territorio nazionale. Il 2008 è l’anno dei record per le inchieste contro i trafficanti di rifiuti pericolosi, ben 25, con un fatturato che supera i 7 miliardi di euro. Tutti soldi sporchi accumulati avvelenando l’ambiente e i cittadini. La montagna di scorie industriali gestite illegalmente dalla “Rifiuti Spa” in un solo anno ha raggiunto la vetta di 3.100 metri, quasi quanto l’Etna. Non è mai stata così alta.
Anche l’abusivismo edilizio non conosce tregua: 28 mila nuove case illegali e un’infinità di reati urbanistici, soprattutto nelle aree di maggior pregio. E poi il saccheggio del patrimonio culturale, boschivo, idrico, agricolo e faunistico. Tutto per un totale di 20,5 miliardi di euro: questo l’incasso totale dell’ecomafia, di quei 258 clan censiti da Legambiente nell’ultimo anno (19 in più rispetto all’ultimo dossier presentato), che hanno continuato a fare affari e guadagnare enormi cifre alla faccia della crisi economica in atto.
Questi gli impressionanti numeri dell’Italia sfregiata dal malaffare nella foto puntuale del rapporto Ecomafia 2009 di Legambiente, presentato oggi a Roma, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Sebastiano Venneri, responsabile Osservatorio Ambiente e Legalità Legambiente, il procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso, il vicepresidente della commissione Antimafia Fabio Granata, il presidente della commissione sul Ciclo dei rifiuti Gaetano Pecorella, il responsabile Ambiente del PD Ermete Realacci, Enrico Fontana del direttivo Legambiente, il presidente del Copasir Francesco Rutelli e Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente.
Dal dossier, in positivo emerge la maggiore efficacia degli interventi repressivi da parte delle Forze dell’ordine. Aumentano gli arresti, passati dai 195 del 2007 ai 221 del 2008 (+13,3%) e i sequestri: dai 9.074 del 2007 ai 9.676 dello scorso anno (+6,6%), mentre diminuiscono il numero di reati ambientali (dai 30.124 del 2007 ai 25.766 del 2008), a causa, soprattutto della tendenza da parte delle Forze dell’ordine a concentrare le attività investigative sui reati di maggiore gravità, tali da determinare provvedimenti e interventi repressivi più severi, come l’arresto e il sequestro appunto.

“Il fatturato totale dell’ecomafia non è mai stato così alto ed è cresciuto a livelli record proprio nell’anno più nero per l’economia mondiale – ha dichiarato il responsabile dell’Osservatorio Ambiente e legalità di Legambiente, Sebastiano Venneri -. Segno che il business degli ecomafiosi non conosce congiunture sfavorevoli e che quindi è necessario mettere in campo tutti gli strumenti possibili per combattere chi lucra avvelenando l’ambiente e mettendo a rischio la salute dei cittadini. Speriamo quindi, vista la disponibilità mostrata da numerosi rappresentanti di entrambi gli schieramenti politici, che questo sia finalmente il momento giusto per inserire i reati contro l’ambiente nel codice penale e per confermare la possibilità, per le Forze dell’ordine, di utilizzare le intercettazioni telefoniche e ambientali nelle indagini contro gli ecomafiosi. Tutte le operazioni raccontate in questo rapporto infatti, difficilmente avrebbero potuto concludersi con successo senza l’uso di questo insostituibile strumento d’indagine.”

“La criminalità organizzata ha esteso i propri tentacoli in tutto il paese e ha avviato redditizie attività in molte aree del Nord Italia – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza -. Lo ha reso evidente un arresto che ha fatto scalpore, quello di Mario Chiesa, già protagonista di Tangentopoli, ora impegnato nel redditizio business del traffico dei rifiuti, realizzato con la collaborazione di insospettabili “colletti bianchi”: imprenditori, faccendieri e dipendenti pubblici corrotti. Le mafie si infiltrano quindi in tutti i settori economicamente vantaggiosi ed è per questo che abbiamo voluto istituire l’Osservatorio Ambiente e legalità in Abruzzo, per vigilare affinché la ricostruzione post terremoto non diventi l’ennesima occasione per fare vantaggiosi affari sporchi e pericolosi ai danni dei cittadini e dell’ambiente”.

Le attività operative delle Forze dell’ordine. Il Comando per la tutela ambientale dell’Arma dei carabinieri ha operato, nel 2008, ben 130 arresti, 115 dei quali relativi al ciclo dei rifiuti. Il maggior numero di infrazioni in materia d’ambiente viene accertato dal Corpo forestale dello Stato (il 56,5% del totale) e molto intensa è l’attività delle Capitanerie di porto per quanto riguarda sia la pesca illegale sia l’abusivismo edilizio nelle aree demaniali. Cresce anche l’azione della Guardia di finanza, con un aumento del 24,8% delle infrazioni accertate rispetto al 2007, come quella della Polizia di Stato (più 13%) e dei Corpi forestali delle regioni e province a statuto speciale (più 9,9%). Di grande rilievo è il lavoro svolto dall’Agenzia delle dogane, con 4.800 tonnellate di rifiuti sequestrate, sei volte tanto il quantitativo intercettato nel 2007.

Rifiuti S.p.a. Dal 2002, anno di entrata in vigore del delitto di organizzazione di traffico illecito di rifiuti, salgono a 123 le operazioni giudiziarie portate a termine contro i “signori dei veleni”, raggiunti da ben 798 ordinanze di custodia cautelare, con 2.328 persone denunciate e 564 aziende coinvolte. Un risultato straordinario che testimonia tutta l’efficacia di quello strumento normativo. Il lavoro per gli investigatori, del resto, non manca: la montagna di rifiuti speciali spariti nel nulla secondo l’ultimo censimento disponibile è la più alta di sempre: 3.100 metri con una base di tre ettari per un giro d’affari che raggiunge circa 7 miliardi di euro con un incremento significativo rispetto al 2007, quando i trafficanti si erano spartiti circa 4 miliardi e mezzo. 31 milioni di tonnellate è infatti, il quantitativo di rifiuti industriali di cui è certa la produzione ma assolutamente ignota la destinazione finale.
Tra i casi che hanno fatto scalpore nell’ultimo anno, l’indagine che ha svelato gli affari illeciti di Mario Chiesa (ex tangentopoli) in combutta con i “colletti bianchi”: dipendenti pubblici corrotti e imprenditori d’assalto; l’ingresso del Piemonte e della Lombardia tra le regioni più coinvolte dai traffici illeciti e il fenomeno dell’interramento dei rifiuti industriali a Milano (6 ettari di bosco compromessi), come nelle cave dei cantieri per l’alta velocità ferroviaria nel Parco del Ticino e in Calabria, dove le scorie della ex Pertusola Sud miscelate alle polveri dell’Ilva sono state utilizzate per costruire un aeroporto, l’acquedotto, le strade, le scuole. In vetta alla classifica dell’illegalità ambientale in questo settore si piazza saldamente la Campania con 573 infrazioni accertate (il 14,7% sul totale nazionale) e ben 63 arresti nel corso dell’ultimo anno. Al secondo posto si piazza la Puglia con 355 infrazioni accertate, 416 denunce, 271 sequestri, e 15 arresti. Al terzo posto la Calabria (293 infrazioni, 238 denunce, 567 sequestri), seguita dal Lazio con 291 reati, 358 denunce, 172 sequestri e ben 11 arresti. Il Piemonte è diventata la prima regione del Nord per numero di reati accertati, incidendo per il 6,5% sul totale nazionale. Ma è la Campania la regione dei record: secondo i dati dell’Arpa, sono 2.551 i siti da bonificare tra discariche, zone di abbandono incontrollato di rifiuti o sversamenti di residui industriali. Negli ultimi tre anni, si ipotizza siano stati smaltiti illegalmente in tutta la regione circa 13 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie, che tradotti in camion significano 520 mila tir che hanno attraversato mezza Italia per concludere i rispettivi tragitti nelle campagne napoletane, nell’entroterra salernitano, nelle discariche abusive del casertano o ancora, più recentemente, nei terreni scavati per l’occasione nel beneventano e nell’avellinese.
A livello nazionale invece, i reati commessi sul fronte rifiuti, nel 2008 sono stati 3.911, quasi il 38% dei quali nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa; sono state denunciate 4.591 persone e sono stati effettuati 2.406 sequestri. Ma, soprattutto, ben 137 persone sono finite in manette. A testimonianza della crescita del business poi, crescono pure i paesi coinvolti nei traffici internazionali di rifiuti, che passano da 10 a 13 tra nazioni europee (5), asiatiche (5) e africane (3).

Il ciclo del cemento. Stabile e solida al primo posto la Campania anche per quanto riguarda il ciclo illegale del cemento, a riprova che quest’ultimo e i rifiuti rappresentano un’abbinata pressoché inscindibile negli interessi della camorra. Anche in questo caso cifre e dati sono impressionanti. Ben 1.267 infrazioni accertate, 1.685 persone denunciate e 625 sequestri. Il cemento è il luogo ideale per riciclare i proventi dalle attività criminose e nel caso campano si tratta di proventi ingenti che si traducono in interi quartieri abusivi. Basti pensare che il 67% dei comuni campani sciolti per infiltrazione mafiosa, dal 1991 a oggi, lo sono stati proprio per abusivismo edilizio. All’indiscusso primato campano contribuiscono anche i dati provenienti dal territorio che un tempo era definito agro sarnesenocerino e che ora di agricolo ha conservato ben poco, con 300mila metri quadri cementificati illegalmente su un’area di 158 chilometri quadrati. Ma l’abusivismo non risparmia neppure le località di pregio, a cominciare dalle costiere (amalfitana e cilentana) e dall’area dei templi di Paestum, come a Ischia, l’isola leader della cementificazione selvaggia, dove gli abusivi hanno incontrato un alleato d’eccezione nel vescovo che ha lanciato un appello alla procura perché si eviti “il legalismo esasperato”, sospendendo gli abbattimenti “in attesa del Piano Casa del governo”.
In tutta Italia, dopo anni di costante flessione, nel corso del 2008 l’abusivismo sembra aver rialzato la testa con 28mila nuove unità (dati Cresme), grazie anche alle aspettative nei confronti del governo e alla percezione di un atteggiamento più possibilista nei confronti di ‘chi fa’ .
Stabile al secondo posto, nella classifica del cemento illegale, è la Calabria con 900 infrazioni, 923 persone denunciate e 319 sequestri. Anche in questo caso è singolare che una regione che presenta dati in recessione in tutti i comparti faccia registrare proprio nell’edilizia l’unico trend positivo. Secondo il rapporto della Direzione nazionale antimafia “l’attività delle imprese di costruzioni ha continuato a espandersi nel comparto delle opere pubbliche” e in particolare sulle due mega opere della regione, la Salerno-Reggio Calabria e la SS 106 jonica. Il tutto in attesa dell’affare più grosso: il Ponte sullo Stretto. Continua la scalata del Lazio, che quest’anno si colloca al terzo posto nella classifica del cemento illegale, superando la Sicilia. Sono quasi raddoppiate in un anno le persone denunciate e così pure i sequestri. E nella relazione ispettiva sul comune di Fondi, inviata dal prefetto di Latina al Ministero dell’Interno l’8 settembre del 2008, si fa esplicito riferimento alle infiltrazioni mafiose nel circuito degli appalti e dell’edilizia. Ma se il ciclo illegale del cemento resta uno dei business più proficui per la criminalità organizzata, esiste anche un sistema virtuoso di legalità organizzata, come quello realizzato in provincia di Trapani grazie a un progetto di riutilizzo sociale dei beni aziendali confiscati alla mafia. La Calcestruzzi Ericina, un’azienda sottratta al boss Vincenzo Virga, è stata affidata a una cooperativa di lavoratori, la Calcestruzzi Ericina Libera. Oggi al posto dell’impianto gestito da Cosa nostra è in funzione un sistema di riciclaggio dei rifiuti inerti tecnologicamente avanzatissimo, il primo del genere nell’Italia meridionale. La cooperativa è nata grazie al sostegno di Libera, l’associazione antimafia presieduta da don Luigi Ciotti, e dell’Unipol. E il calcestruzzo che produce può fregiarsi del marchio di Legambiente.

Zoomafie. Tre miliardi di euro è il business delle zoomafie. Per quanto riguarda il racket degli animali diminuiscono i combattimenti tra cani, mentre restano stabili le corse clandestine di cavalli: in 14 ippodromi si è verificata la presenza di scommesse truccate e infiltrazioni della mafia organizzata, con sequestri di immobili in Sicilia, Campania, Calabria, nella Marsica abruzzese, in Puglia e in Lombardia. Aumenta il business dei cuccioli venduti in clandestinità, con grossi quantitativi provenienti dai paesi dall’Est Europa per un mercato dei cani di razza del valore di 300 milioni di euro all’anno. Il 70% della fauna vertebrata risulta minacciata dal bracconaggio, situazione che rischia di aggravarsi con la nuova legge sulla caccia in discussione in Parlamento. La pesca di frodo nel 2008 vede 991 infrazioni e altrettanti arresti di persone mentre sono 884 i sequestri, con 5.119.874 chilogrammi di pesce confiscati dalle Capitanerie. Nonostante il divieto europeo del 2002, le spadare restano il principale strumento di saccheggio: sono almeno 300mila gli esemplari di specie viventi impigliati nelle reti killer non selettive. 25 miliardi di euro è a quanto ammonta, secondo il Corpo forestale il commercio internazionale delle specie protette, sia animali che vegetali, con 7-8 miliardi di euro di solo mercato illegale. Illecito che riguarda ben 784 specie già estinte e oltre 16 mila a rischio. In generale il racket di flora e fauna riguarda ogni anno 350 milioni di esemplari tra cui uccelli, scimmie, orchidee e di cactus. 

Archeomafia. Sono 1.031 i furti accertati con un lieve calo del 5% rispetto al 2007 quando furono 1.085. In testa il Lazio, seguito da Lombardia, Toscana, Piemonte e Campania. Sono aumentati invece i furti nei musei (21 a fronte dei 13 nel 2007), parzialmente compensati da un +55% di tesori di archeologia recuperati. Gli scavi clandestini sono aumentati del 15%, così come le falsificazioni (più 36%). Sale del 9,2% il numero delle persone denunciate. Sono i privati, in assoluto, i soggetti più colpiti dai furti di beni culturali, con 472 casi, seguiti dalle chiese (443 furti nel 2008).

26.4.09

OBIETTIVO CAPODIMONTE - FARE MENTE LOCALE


CAPODIMONTE
La Storia – Il Museo
Agli inizi del ‘700 la collina di Capodimonte era quasi del tutto disabitata, isolata dalla difficoltà dei suoi accessi dalla città, problematica che, dopo oltre 300 anni, con la sua modernità è rimasta immutata. Poi, un’ampia zona della collina fu recintata da mura per farne una riserva di caccia reale. Fu poi edificato un Palazzo che doveva accogliere la celebre collezione d’arte avuta da Carlo in eredità dalla madre Elisabetta Farnese.
Attualmente è uno dei più importanti Musei d’Italia dove si conservano splendide opere d’arte da Masaccio a Caravaggio, da Tiziano all’800 napoletano, incantevoli oggetti, armature e porcellane borboniche.

Il Turismo culturale
Il forte aumento della domanda di conoscenza e di fruizione dei beni culturali – quantitativamente afferente alla risorsa turismo – ha gradualmente condotto ad un mutamento nel loro ruolo sociale. Oggi il turismo culturale è plurimo e rende necessario considerare simultaneamente tutte le espressioni della sua domanda: educativa, turistica, di ricerca, di conservazione e di fruizione/consumo. E dunque se nel passato un Museo era considerato soltanto come un’onerosa memoria da custodire e conservare, il bene artistico oggi deve rappresentare una chiave per innescare un processo di sviluppo che porta ricchezza culturale ed economica a tutto il territorio che ospita l’attrattore culturale.
Alla biglietteria del Museo di Capodimonte nel 2008 si registrano 131,785 visitatori. La domanda: cosa hanno lasciato al territorio questi visitatori? La risposta: tanta pressione antropica (smog e rifiuti) quasi nulla in termini di ricchezza.

Un Museo produttore di ricchezza
Purtroppo c’è ancora molto scetticismo sulla possibilità che un Museo possa essere produttore di ricchezza e occupazione per tutto il territorio che lo circonda.
Le ragioni di questo atteggiamento sono da ricercare nel “muro” che separa il Museo dal resto del quartiere. Gli “addetti ai lavori” ed i cittadini non dialogano e spesso dirigenti ed operatori del Museo non conoscono le Vie, le Piazze e le Strade del territorio che ospita il Museo. D’altra parte, da una indagine che ho condotto personalmente risulta che solo 7 frequentatori del parco su 10 hanno almeno una volta visitato il Museo.

Obiettivo Capodimonte – turismo responsabile
“Obiettivo Capodimonte” promosso da Legambiente/Neapolis 2000 e Rosso Democratico è il concorso fotografico che per LEGAMBIENTE ha come obiettivo, tra l’altro, quello di incoraggiare il diritto della comunità locale a decidere sul turismo nel proprio territorio, principio essenziale del turismo responsabile
La premiazione avverrà oggi 27 aprile 2009 Le fotografie sono state selezionate dalla giuria composta da Lucio Terraciano, Pasquale Centanni e Biagio Ippolito.
Nel corso della premiazione sarà proiettato un video con tutte le foto dei partecipanti al concorso e sarà avviata una discussione sulle possibili iniziative finalizzate alla valorizzazione di Capodimonte; ne discuteranno: Vincenzo Acanfora, Gennaro Centanni, Mario Festa, Sergio Galietto , Carmne Maturo (il sottoscritto), Nicola Oddati. 

Fare Mente-Locale
“Fare mente locale”, cioè pensare con la mente del luogo, è l’invito che rivolgo a cittadini, frequentatori ed amministratori del territorio perché sono convinto che se non ci si localizza nel posto e nel luogo dove c'è un problema, questo non lo si può risolvere, il che significa che solo le persone che stanno in quel determinato postoo pensano come si pensa in quel posto, possono vivere le questioni e trovare le giuste risoluzioni. Per questo invito i lettori e gli amici che leggono questo post a fare "Mente Locale" e collaborare con il circolo Neapolis 2000 di Legambiente per avviare un'azione concreta e partecipata sul territorio di CAPODIMONTE

maturo.carmine@gmail.com

19.4.09

Primo giorno di lavoro al Museo Nazionale d'Abruzzo - Aquila - dei volontari di Legambiente Campania


Partita stamattina per l'Abruzzo con i fuoristrada messi a disposizione dei Parchi Nazionali del Vesuvio e del Cilento l'autocolonna di volontari di Legambiente Campania formata da esperti e volontari del settore.
Obiettivo della task-force di Legambiente è collaborare con le istituzione preposte al RECUPERO LA CATALOGAZIONE E MESSA IN SICUREZZA DEI BEI CULTURALI in Abruzzo.
"Faticoso ma gratificante il primo giorno di lavoro dei Volontari di Legambiente Campania" questo il commento di Nabil Pulita - restauratore e storico attivista di Legambiente." "Appena arrivati ci siamo messi all'opera" ha commentato Pasquale Raia responsabile Parchi di Legambiente Campania.
Due camion di importanti dipinti sono stati messi in sicurezza, grazie al lavoro delle Istituzioni e dei volontari di Legambiente.
Il lavoro di oggi è stato di catalogazione, imballaggio e trasporto delle Opere del Castello dell'Aquila -Museo Nazionale d'Abruzzo- che conservava opere dal XII al XVIII secolo.
Questa sera i Volontari saranno ospitati presso un Centro di Educazione Ambientale nel Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga 
http://www.facebook.com/home.php?#/note.php?note_id=169573520194&id=848049892&ref=share

18.4.09

Legambiente W.E. 18 - 19 aprile 2009 - Fermento e tante iniziative

Grande fermento in Legambiente e tante iniziative..
sabato 18 aprile alle 9.00 circa 20 dei nostri volontari partiranno per l'Abruzzo. Pieni di entusiasmo e non solo... già esperti, restauratori, Architetti, Storici dell'Arte o semplicemente innamrati dell'Italia Tutti però formati da Legambiente Protezione civile punteranno dritti verso l'Abruzzo. I nostri volontari saranno accolti da un Centro di Educazione Ambientale di Legambiente, faranno una esperienza unica e contemporaneamente dimostraranno il loro amore all'Italia. La prossima partenza si prevede per sabato 25. Chi intende offrire la propria disponibilità per la prossima partenza può riempire la scheda di partecipazione e rispedirmela..

Sempre sabato, nell'ambito della settimana della Cultura promossa dal Ministero per i Beni e le attività culturali Trekking Urbano da Via Foria a Capodimonte appuntamento ore 11.00 Via Foria ex Caserma Garibaldi
www.capodimonte.org

Ancora dali 18 aprile a Solofra iniziativa - Salvalarte

Per le scolaresche vi saranno le visite nella mattinata e nel pomeriggio di sabato 18 aprile, in modo da permettere di conoscere la nostra cittadina in maniera più libera, sempre accompagnati da una nostra guida esperta.
Per i gruppi organizzati, invece, sarà loro dedicata il pomeriggio del sabato e tutta la giornata di domenica 19 aprile.

Gli itinerari sono vari in modo da permettere a ogni tipologia di turista di parteciparvi, si può scegliere: il percorso dallo storico all’artistico o quelli legati all’archeologico industriale o escursionistico .
Saranno predisposte navette gratuite per potersi spostare tra i vari luoghi.

I siti resteranno aperti durante gli orari riportati di sotto, dove troverete delle guide che vi illustreranno i monumenti solofrani.

Sabato 18 : dalle ore 9.00 alle 13.00
dalle ore 17.00 in poi

Domenica 19 : dalle ore 9.00 alle 13.00
dalle ore 17.00 in poi


PERCORSI

- CENTRO STORICO
- PINACOTECA GUARINO
- ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE
- TRADIZIONE E STORIA

Piccola Grande Italia - Voler bene all'Italia
Voler Bene all'Italia, la giornata dei piccoli comuni si trasforma in una grande giornata di solidarietà. Domenica 19 aprile oltre 1700 piazze faranno un minuto di silenzio per i piccoli comuni abruzzesi colpiti dal sisma e raccoglieranno fondi gemellandosi con un piccolo comune dell’Abruzzo. Torna così, più solidale che mai, l’iniziativa di Legambiente dedicata alla Piccola Grande Italia, che valorizza e mette in mostra la bellezza e la forza delle amministrazioni con meno di 5.000 abitanti. Organizzata con la collaborazione di Enel Green Power insieme a un vasto comitato promotore di associazioni ed enti, sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica, l’iniziativa coinvolgerà numerosissime piazze in tutta Italia che si apriranno ai visitatori per gite culturali, escursioni, aperture straordinarie di musei, eventi eno-gastronomici e mercatini all’insegna dell’identità locale, ma anche per una inedita gara di solidarietà a favore dei comuni minori dell’Abruzzo colpiti dal sisma. A partire da domani, infatti, prenderanno il via anche i gemellaggi tra i borghi d’Italia e le zone terremotate, e verrà attivata una “banca delle risorse” per una corretta ed efficace gestione dei materiali e dei finanziamenti donati dai piccoli comuni italiani e dal mondo imprenditoriale ai piccoli comuni abruzzesi per affrontare positivamente il futuro.
In Campania I comuni vetrina scelti quest'anno sono Auletta e Pertosa.

Sempre domenica 19ppuntamento a Marina Grande alle ore 9.00: incontro con gli amici dei CICLOVERDI della Campania e via a farsi le colazioni al sacco da Aldo (panino alla caprese e acqua) a prezzo politico e poi in giro per le strade di Capri in bici!!!!
Ps. la bicicletta fa bene alla salute, all'ambiente e all'umore!!

per chi vuole vivere l'isola in maniera diversa, ecò

4.3.09

Filosofia zen, coaching in Provincia e tutti si scandalizzano - L'inizio di una nuova era


Filosofia zen, coaching in Provincia e tutti si scandalizzano.
Se il coaching è il processo attraverso il quale si aiutano individui e gruppi di persone a realizzare obiettivi che da soli non si potrebbero raggiungere perché gridare al nuovo scandalo?
Mi chiedo perché non averci pensato prima???!!!
Cioè, quando tanti obiettivi si dovevano raggiungere ed invece sono stati toppati.
Mi riferisco alla questione rifiuti, snellimento delle procedure, vivibilità etc etc.
Se la “nuova” tecnica “scoperta” dalla Provincia riesce a produrre risultati in modo veloce ed efficace perché solo ora? Non è mai troppo tardi e diamoci da fare... ed, allarghiamo non solo ai dirigenti queste esperienze ed invece di fare la “caccia alle streghe” ai fannulloni, motiviamo i pubblici dipendenti. Magari facciamo fare coaching anche agli amministratori dando loro la possibilità di amministrare in modo olistico il territorio e, potremmo, di riflesso, vivere in una città più bella e più gentile e soprattutto meno violenta.
Certo 40.000 € sono un po’ troppi , si potrebbe rivedere un po’ la cifra e coinvolgere altri dipendenti in un’esperienza nuova che potrebbe essere l’inizio di un “Nuova Era”, un vero nuovo cambiamento di crescita dove non si infonde solo competenza e informazioni ma soprattutto fiducia e senso di pubblica responsabilità.
Mi auguro che il grido allo scandalo lanciato dai quotidiani locali non blocchi questa possibilità di cambiamento e si possa dare il via ad un "Nuova Era"

26.2.09

LA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO CULTURALE DAI RISCHI NATURALI

LA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO CULTURALE DAI RISCHI NATURALI
Un Corso di Formazione di Legambiente per"La Salvaguardia del Patrimonio Culturale dai Rischi Naturali" obiettivo del corso è creare la prima task force del territorio di Napoli e Campi Flegrei, formata da specialisti del settore, pronta ad intervenire tempestivamente in caso di calamità sul territorio
nella messa in sicurezza dell'immenso patrimonio culturale.


Il Coordinamento Nazionale di Protezione Civile Legambiente iscritto all'elenco nazionale del Dipartimento della Protezione Civile, Il circolo Neapolis 2000 di Legambiente in collaborazione con la Soprintendenza BAP di Napoli e Provincia e Kronia Srl hanno organizzato un corso di formazione gratuito, volto a specializzare nella messa in sicurezza dei beni mobili, nel rilevamento dei danni agli edifici storici e monumentali, nel concorrere alla stesura dei piani di emergenza per i musei, nella valorizzazione, nel monitoraggio e nella tutela dei beni culturali sul nostro territorio.
Questo settore ha dimostrato grandi capacità aggregative verso gli operatori rappresentando il fiore all'occhiello della Legambiente nelle attività di protezione civile.

E' bene ricordare che salvare i beni culturali in caso di emergenza è importante non solo per il valore intrinseco dell'opera d'arte, ma anche per il valore psicologico e di comunità che rappresentano per le popolazioni locali, nonché per salvaguardare quell'economia locale che vive intorno ai beni culturali.

L'obiettivo è creare la prima task force del territorio di Napoli e Campi Flegrei, formata da specialisti del settore, pronta ad intervenire tempestivamente in caso di calamità sul territorio nella messa in sicurezza dell'immenso patrimonio culturale Alla fine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Chi può partecipare: Tecnici, studenti e laureati, cittadini.
Quando si svolegerà il corso: 13, 14 e 15 marzo.
Dove si svolgerà il corso: il corso si svolgerà a Napoli con inaugurazione a Palazzo Reale di Napoli
Modalità di partecipazione: Inviare domanda all'indirizzo e.mail neapolis@hotmail.com o consegnare entro il 6 marzo, a mano o via posta, presso la segreteria organizzativa Kronia S.r.l. Via M. Cervantes de Saavedra, 55 o presso il Circolo Neapolis 2000 di legambiente con indicati nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, recapiti, recapiti, breve curriculum e indicazioni sulle motivazioni di partecipazione.
A parità di valutazione si farà riferimento all'ordine cronologico di consegna.

La partecipazione è gratuita è obbligatoria l'iscrizione all'associazione.

Selezione: Gli allievi verranno prescelti su base motivazionale e/o esperenziale, riservando la possibilità a chi ha fatto domanda di essere informati su altri corsi che si realizzeranno

Per informazioni telefonare ai seguenti numeri: 081.29.45.11

16.2.09

Innamorarsi di Napoli

Abbiamo colto l'occasione di San Valentino, giorno di amori dichiarati e di feste tra innamorati per dichiarare il nostro amore per Napoli....

2.2.09

Innamorarsi di Napoli - Obiettivo Capodimonte

le associazioni
LEGAMBIENTE NEAPOLIS 2000 - ROSSO DEMOCRATICO

Promuovono un concorso fotografico amatoriale avente ad oggetto il territorio di Capodimonte e i suoi “gioielli” culturali ed ambientali che costituiscono un’importante qualificazione della zona (chiese, catacombe di San Gennaro, Reggia e Museo, Parco, Giardini pubblici, Osservatorio Astronomico, Porta Grande e Porta Piccola, le realtà artigianali ed umane esistenti sul territorio).

Tutti gli interessati potranno inviare non più di tre fotografie (a colori o in bianco e nero) formato 18x24 cm elaborate in digitale ovvero con tecnica classica a stampa, presso la sede dell’associazione Rosso Democratico entro il giorno 21 Febbraio 2009 alle ore 19,00
Il giorno 24 Febbraio 2009 alle ore 19.00 sarà comunicato il vincitore del concorso, a giudizio di una commissione di esperti, nell’ambito di un incontro pubblico presso la sede dell’associazione durante il quale saranno discussi anche i programmi di attività previsti per questo progetto.
Saranno assegnati due premi:
una camera fotografica e l'abbonamento al mensile "La Nuova Ecologia"

Gli elaborati fotografici dovranno essere consegnati su supporto magnetico (CDROM) ovvero su stampa fotografica oppure inviati via mail obiettivocapodimonte@gmail.com .
Ogni fotografia potrà essere commentata con un testo non più lungo di tre righi.
Le migliori elaborazioni saranno raccolte in un’apposita pubblicazione diffusa a cura delle associazioni promotrici.
Gli autori degli elaborati all’atto della loro consegna dovranno firmare un’apposita dichiarazione liberatoria ai fini “del trattamento dei dati personali” e “dei diritti d’autore”.

8.1.09

PALESTINA-APPELLO - La questione morale del nostro tempo

di Ali Rashid, Moni Ovaia. da IL MANIFESTO dell’8 gennaio ’09 – pagina 10


Le immagini che giungono da Gaza ci parlano di una tragedia di dimensioni immani e le parole non bastano per esprimere la nostra indignazione. Col passare dei giorni cresce la barbarie che insieme alla vita, alle abitazioni, agli affetti, ai luoghi della cultura e della memoria, distrugge in tutti noi l’umanità e con essa il sogno e la speranza. E deforma in noi il buon senso, mortifica la cultura del diritto, forgiata dalle tragedie del secolo passato per prevenirne la ripetizione.
Così diventano carta straccia le convenzioni internazionali e le norme basilari del diritto internazionale nonché le sue istituzioni, paralizzate dai veti e svuotate di autorevolezza oltre che di strumenti per l’agire.

Così crescono l’odio e il rancore, si radicalizzano le posizioni e le distanze diventano incomunicabilità. Le stesse responsabilità si confondono, tanto che la vita in una prigione a cielo aperto diviene la normalità, l’invasione di uno degli eserciti più potenti del mondo è alla stessa stregua dl un atto pur esecrabile di terrorismo.
Ma così non si aiuta la pace, che è fatta in primo luogo di ascolto, dialogo e compromesso. Certo, anche di diritto, ma abbiamo visto che per questa sola via sessant’anni non sono bastati e dopo ogni crisi ci si è ritrovati con un po’ di rancore in più e di certezza del diritto in meno.
Noi sappiamo che l’occupazione genera resistenza, la guerra rafforza il terrorismo, la violenza cambia le persone e i fondamentalismi si alimentano reciprocamente. Ma abbiamo anche imparato in tutti questi anni che gli obiettivi di pace, sicurezza e prosperità non Passano attraverso l’uso della forza delle armi, ma attraverso l’adozione di scelte accettabili per entrambe le parti in causa e l’avvio di un processo di riconoscimento reciproco, del dolore dell’altro in primo luogo, che è il primo passo verso la riconciliazione.
Al contrario, ogni volta che ci si è avvicinati ad un compromesso accettabile, il ricorso scellerato alla violenza. all’assassinio premeditato, all’annichilimento dell’altro, è servito a demolire ciò che si era pazientemente costruito, quel po’ di fiducia reciproca in primo luogo.
Il tutto viene poi complicato dal peso della storia che in questo contesto, nel rapporto fra Europa. «Terrasanta» e Medio Oriente, agisce come un macigno non elaborato, generando falsa coscienza, ipocrisia. irresponsabilità.
L’esito è stato l’incancrenirsi di una questione, quella palestinese, che ha avuto ed ha effetti destabilizzanti in tutta la regione ed anche oltre, diventando - come ebbe a definirla Nelson Mandela - «la questione morale del nostro tempo».
Di questo vulnus si sono nutriti in questi anni il terrorismo e il fondamentalismo, regimi autoritari e cultori dello scontro di civiltà. A pagare sono state le popolazioni della regione, sono i bambini e i ragazzi cresciuti in un contesto di odio, di violenza e di paura, ma anche la democrazia e la cultura laica che pure traevano vigore dalle tradizioni ebraiche e arabo- palestinesi.
Così anche da questa guerra, assassina e stupida come ogni guerra, a trame vantaggio saranno solo i fondamentalismi e chi pensa che la soluzione possa venire dall’annichilimento dell’avversario.

Come hanno scritto nei giorni scorsi corsi Vaclav Havel, Desmond Tutu ed altri uomini di cultura «.. .quello che è in gioco a Gaza è l’etica fondamentale del genere umano. Le sofferenze, l'arbitrio con cui si distruggono vite umane, la disperazione, la privazione della dignità umana in questa regione durano ormai da troppo tempo. I palestinesi di Gaza, e tutti coloro che in questa regione vivono nel degrado e privi di ogni speranza non possono aspettare l'entrata in azione di nuove amministrazioni o istituzioni internazionali. Se vogliamo evitare che la Fertile Crescent, la “Mezzaluna fertile” del Mediterraneo del Sud divenga sterile, dobbiamo svegliarci e trovare il coraggio morale e la visione politica per un salto qualitativo in Palestina».

Per questo facciamo appello alle persone che amano la pace e che vedono nella tragedia di queste ore la loro stessa tragedia, di fare tutto ciò che è nelle loro possibilità affinché vi sia:
l’immediato, totale, cessate il fuoco - non la beffa delle «tre ore»;
la fine dell’assedio sulla Striscia di Gaza e il rispetto delle istituzioni palestinesi democraticamente elette;
l’intervento di una forza di pace internazionale sotto l’egida delle Nazioni Unite in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza lungo i confini del ‘67;
l’avvio di un negoziato per arrivare ad una soluzione politica basata sul rispetto dei diritti dei popoli, delle minoranze e della persona, nell’ambito di un processo che possa garantire nell’immediato confini sicuri per lo Stato di Israele e per Io Stato di Palestina;
la creazione di un comitato per la pace in Palestina, che superi i limiti e le strumentalizzazioni che hanno caratterizzato le iniziative degli ultimi anni;
l’adesione delle persone e delle associazioni che hanno a cuore la pace in Medio Oriente per impedire che il conflitto si trasformi in guerre di religione e tra civiltà, con la promozione di iniziative su tutto il territorio italiano e la convocazione di una manifestazione nazionale al più presto.

Non di meno, in un contesto dove l’interdipendenza è il tratto del nostro tempo e come persone che hanno comuni radici mediterranee, non smettiamo di pensarci come cittadini di una comune regione post-nazionale euromediterranea, parte di una cultura che - attraverso la storia di conflitti tra città e campagna, o nella concorrenza tra fede e sapere, o nella lotta tra i detentori del dominio politico e le classi antagoniste — si è lacerata più di tutte le al- tre culture e non ha potuto fare a meno di apprendere nel dolore come le differenze possano comunicare.
In questo spirito ci impegniamo a ricostruire quel che la guerra sta abbattendo, i ponti fra le persone, le culture, i luoghi della pace in e fra entrambe le società, per creare nuovi terreni di relazione e collaborazione fra l’Italia e la Palestina, intensificando altresì gli atti di solidarietà verso tutte le vittime, in modo particolare la popolazione della Striscia di Gaza.

Per le adesioni a questo appello paceinpalestina@gmail.com