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29.6.23

Scale di Napoli, al via i lavori del progetto de La Napoli Verticale. Si inizia dal Moiariello, esultano le associazioni.

 

Scale di Napoli, al via i lavori del progetto de La Napoli Verticale. Si inizia dal Moiariello, esultano le associazioni.
Sta vincendo la rivoluzione della spinta gentile.
Si è aperto al Moiariello il Cantiere dei lavori della cosiddetta Napoli Verticale, con le risorse economiche del Patto per Napoli del 2016, che prevede la rigenerazione degli antichi percorsi delle scalinate di Napoli.
Dopo ben 20 anni di iniziative, visite guidate, festival, rassegne e petizioni, finalmente siamo testimoni di un importante risultato, sta vincendo la rivoluzione della spinta gentile delle oltre 20 associazioni del coordinamento scale di Napoli.
Le scalinate di Napoli sono parte integrante dell'identità della città, offrono non solo un mezzo di mobilità sostenibile ma anche uno spazio sociale e culturale per i residenti e i visitatori.
Il progetto de la Napoli Verticale, prende spunto dalle continue e ventennali iniziative delle Associazioni del Coordinamento Scale di Napoli che si propongono di rendere le scalinate ancora più accessibili, sicure e attraenti, garantendo una migliore esperienza per chi le percorre.
A Nome del coordinamento Scale di Napoli desidero ringraziare tutti coloro che hanno sostenuto e continuano a sostenere questa causa: i cittadini, le istituzioni locali, gli studiosi, gli artisti e gli amanti della cultura napoletana.
Ma siamo solo all'inizio ci sono oltre 200 scale a Napoli e vanno tutte recuperate alla vivibilità e destinate alla socialità e alla mobilità sostenibile, eppoi è necessaria la cura, la pulizia, e la manutenzione.
Il Coordinamento guarda avanti con entusiasmo all'evolversi del progetto de la Napoli Verticale e all'impatto positivo che avrà sulla nostra amata città di Napoli.
Continueremo a vigilare e a promuovere la conservazione del nostro patrimonio urbano, affinché possa essere apprezzato dai napoletani e dai visitatori.
Quali sono le Associazioni fondatrici del Coordinamento?
Green Polis, Legambiente Parco Letterario Vesuvio APS, WWF Napoli, Gente Green APS Lo Sguardo che Trasforma, Associazione Napoletana Beni Culturali, Locus Iste – Luoghi e Memoria APS. Quartiere
Intelligente - Montesanto 3
Ecco invece le Associazioni e soggetti aderenti:
Amici del Real Bosco di Capodimonte, Angeli del Bello Napoli, Ponti tra quartiere e vallone, Fiab Napoli Cicloverdi, Marinella Di Martino, Zela Rotundi, Pachamama odv, APSIS Associazione, Associazione Liberamente, Apsartexperienze, Associazione Semenza -Associazione Semenza Foresta cooperativa sociale, Murìcena Teatro Ass. culturale, Muna: Multicontaminazioni Napoli aps, Borgo Ponti Rossi OdV, Shen Wellness Education Health Coaching

19.9.22

Urbs Sanguinum, Napoli la città dei Sangui

 


Era il 19 settembre del 2000 quando assieme a Lucia Malafronte presentammo il libro Urbs Sanguinum con la presentazione di Marino Niola edito Intra Moenia Piazza Bellini . Da allora sono trascorsi 22 anni e  la casa editrice ha stampato ben 3 edizioni, purtroppo, senza darci la possibilità di integrare ed aggiornare il testo, pur avendo tante cose da aggiungere ancora, perché il libro è stato anche per noi uno spunto per un ulteriore ricerca.

L'ultima edizione non l'abbiamo ancora visionata, è pubblicata con le foto di Sergio Siano , sono sicuro che daranno un valore aggiunto al nostro testo.

Nel frattempo Guido Liotti ispirandosi al libro ha messo in scena la ricerca.

In questi 22 anni con Lucia (assieme o separatamente)  siamo stati intervistati tante volte anche da TV, radio o dalla carta stampata nazionale o internazionale come ad esempio la Rai.

La domanda che mi pongo è: abbiamo raggiunto l'obiettivo che ci siamo dati? Abbiamo contribuito a far “Scorrere il Sangue di Napoli” nelle vene e nelle arterie del mondo? La risposta spetta al lettore.

Intanto ho stilato una lista di punti significativi e di domande che mi sono posto e che inoltro qui e non solo:

Per la Chiesa lo scioglimento del sangue di San Gennaro non è un Miracolo ma un prodigio

Qual'è la differenza fra prodigio e Miracolo?

Per miracolo s’intende un evento sensibile, straordinario e meraviglioso che trascende le leggi della natura e che, pertanto, può fare solo Dio, padrone e signore di queste leggi e di tutto l’universo.

Per prodigio, invece, s’intende un evento sensibile, straordinario e meraviglioso ma che non trascende (se non apparentemente) le leggi della natura.

L'Urbs sanguinum, ovvero la "città dei sangui", è Napoli, e cosi fu definita nel 1632 da un osservatore dell'epoca rimasto attonito di fronte alle tremila reliquie di martiri cristiani gelosamente custodite in città nel chiuso dei conventi o delle dimore private

Quali altri prodigi del Sangue si svolgono a Napoli?

Santa Patrizia, San Giovanni Battista San Pantaleone, San Lorenzo, Santo Stefano Protomartire, Sant'Alfonso de' Liguori, San Luigi Gonzaga, Il sangue di San Gennaro 

Tanti hanno cercato una possibile prova o una plausibile spiegazione sia essa razionale o scientifica, sul prodigio del sangue. Tantissime le ipotesi:

Forse è un'”energia” che i mistici hanno cercato nel risveglio della “super-coscienza”?

Forse quella che i religiosi chiamano “grazia divina”?

Forse un operazione magica inconsapevole scaturita dalle preghiere delle “parenti”?

E se si trattasse di un semplice meccanismo naturale che oggi sfugge alla nostra mente ed alla nostra conoscenza scientifica?



24.5.22

Il Moiariello é uno dei luoghi piú belli della cittá


 Il Moiariello é uno dei luoghi piú belli della cittá, lo chiamano la Posillipo dei Poveri. Eppure, é abbandonato da "dio e dagli amministratori". Sono anni che il muro di tufo all'angolo di Via Ottavio Morisani é pericolante e piú di un anno che la strada é ufficialmente chiusa al traffico.

Sarebbe ora che a questo territorio, percorso da tanti turisti che scelgono di risalire la Collina Gentile a piedi per godersi il panorama prima di visitare il Museo di Capodimonte, gli venisse ridata dignità e vivibilità.

Sarebbe anche utile rendere Via Ottavio Morisani e una parte di Via Ottavio Morisani, Zona a Traffico Limitato per rendere più vivibile il territorio per i residenti e più accogliente per i turisti che risalgono le pendici di Capodimonte.

19.1.22

Le pedonalizzazion negli ultimi 30 anni hanno valorizzato Napoli

Napoli, assieme ad altre 2 località in Italia è stata recentemente scelta dal New York Times come meta turistica mondiale. 

Il futuro della nostra città però è “precario“, scrive il quotidiano, parlando di una recente ricerca: “senza interventi, la città rischia di trovarsi davanti a 55 giorni di caldo estremo entro il 2049 che potrebbero quasi raddoppiarsi entro il 2081”.

Eppure ci ritroviamo ancora a discutere su lungomare pedonalizzato/ lungomare aperto al traffico. Ieri 18 gennaio 2022 sono stato in audizione, assieme a tante altre Associazioni Ecologiste,  alla Commissione Infrastrutture, Mobilità e Protezione Civile, presieduta dal Consigliere Gaetano Simeone ed in Presenza dell'Assessore ai trasporti Edoardo Cosenza.

Ho ricordato ai presenti che sono state le pedonalizzazioni a rilanciare Napoli nel Mondo, ricordiamo Piazza Plebiscito dopo il G7 e il Lungomare dopo l'America's Cup.

Siamo stanchi di dire no allo smog e all'inquinamento, ho detto in Commissione - di dire basta al traffico ed i rumori assordanti e soprattutto, nel XXI secolo non vogliamo più sentire parlare del futuro della città a partire dai flussi veicolari. Un'amministrazione, una buona Amministrazione i flussi delle auto li indirizza e li veicola a vantaggio della vivibilità e della bellezza dei luoghi.

Infine ho sintetizzato in 2 punti le richieste di Green Italia:

1. Riattivare i provvedimenti precedenti al crollo del palazzo alla Riviera con pedonalizzazione di tutto il lungomare per creare una “green line” dal Centro Storico al mare  (Dante – Toledo – Plebiscito – Cesario Console – Nazario Sauro - Partenope)

2. Aprire un dibattito sulla mobilità a Napoli a partire dal Piano della mobilità sostenibile elaborato, assieme a tanti tecnici ed esperti a costo zero, da uno dei massimi esperti di mobilità in Italia: Anna Donati e tenuto chiu nei cassetti dell'Amministrazione per anni.

23.8.21

Napoli bella, vivibile e partecipata, oltre la crisi

Martedì, 8 settembre 2020

su NAGORA'


 “Non possiamo permetterci di sprecare una buona crisi” disse Rahm Emanuele, capo dello staff di Obama, all'epoca della crisi del 2008. Questa del Covid, nel nostro Paese e nella nostra città, pur nel dolore per le migliaia di vittime che ha seminato, potrebbe diventare “una buona crisi”. Una crisi per immaginare nuovi scenari urbani, fantasticare città diverse, più sostenibili ed ecocompatibili anche se molte scelte politiche nostrane risultano ancora insoddisfacenti.

Nel resto d'Europa alcune risposte le stiamo avendo. Penso, ad esempio, all'idea della “città a 15 minuti” della nuova Sindaca ecologista di Parigi Anne Hildago, ossia di una visione urbana policentrica: una proposta per quartieri residenziali dotati di servizi, verde, uffici e fabbriche nella quale poter raggiungere in un quarto d’ora, a piedi o in bicicletta, i luoghi per lo svago, per il pasto, per il lavoro e il divertimento. 

Un  altro spunto molto interessante è quello del cohousing o della multi-residenzialità, in cui si sperimenta l'altruismo, l'affettività con la propria comunità e col proprio territorio attraverso la condivisione dei servizi e degli spazi.

Si tratta, in entrambi i casi, di visioni che permettono di ridare centralità alle persone.

Se ritorniamo con i piedi a terra nella nostra città, se riflettiamo sul rapporto spazio auto/pedoni delle nostre strade urbane, salta subito agli occhi quanto spazio viene concesso ai pedoni e quanto alle auto; la proporzione carreggiata/marciapiede continua ad essere tutta a favore delle auto.

Viviamo in una città autocentrica non solo per la quantità di spazio dedicato alle auto ma anche per la tipologia dei materiali usati per la pavimentazione: asfalto, continuamente asfalto al posto di basolato e sampietrini. Gli esempi più evidenti sono il collegamento stradale asfaltato Lungomare/Fuorigrotta (che attraversa Via Marina e la riviera di Chiaia, proseguendo poi  fino a Bagnoli) e il Corso Vittorio Emanuele, in cui i lavori attualmente in corso prevedono la sostituzione dei sampietrini con l'asfalto, un materiale adatto a strade a scorrimento veloce.

Nel XXI secolo è ancora necessario ricordare che l'asfalto è causa di aumento della temperatura del microclima urbano e che contribuisce a creare le cosiddette “isole di calore” che non solo alimentano la crisi climatica ma portano sofferenza e a volte anche morte, nei periodi estivi, ai nostri anziani?

Ma a proposito di strade e spazio urbano dedicato ai pedoni, nella nostra città il rapporto diventa sempre più a sfavore di questi ultimi con l'invasione di tavolini "selvaggi" che sottraggono spazio ai pedoni invece che alle auto.

Per questi motivi e tanti altri ancora urge un Piano della mobilità sostenibile adeguato ai tempi e al momento che preveda la valorizzazione dei percorsi pedonali delle scalinate napoletane, nuove piste per bici e monopattini, marciapiedi più larghi per pedoni, bar e ristoranti, tante strade a 30 km per l'uso promiscuo di bici e auto, corsie preferenziali per mezzi pubblici collettivi, un piano dei tempi della città per differenziare gli orari dei servizi, parcheggi aziendali per la micro mobilità.

C’è bisogno di fare uno sforzo di fantasia, insomma, ricalcando il vecchio slogan, è necessario un po' di “immaginazione al potere” per proporre una visione di città del futuro prossimo, per puntare non solo ad avere una città più pulita e meglio organizzata, con trasporti efficienti, con più verde, senza smog e inquinamento, cosa scontata/indispensabile per una città vivibile, ma per realizzare una città "civile", la città dei cittadini, che sa affrontare e superare il disagio e la solitudine e che sa dare il senso dell’ appartenenza e la voglia di partecipare.

18.5.20

Song 'E Napoli - #Legambiente40


Pubblico questo video, in occasione dei 40 anni di Legambiente Onlus #Legambiente40.
Il video fu realizzato nel 1997, uno degli ultimi videoclip realizzati in Betacam SP, in condizioni veramente estreme, da Tony Ponticello.
Era il video promo di una compilation di canzoni napoletane realizzata per sostenere un progetto di educazione ambientale di Legambiente/Neapolis 2000 nell'ambito di Lavori in Corso che Legambiente proponeva in tutt'Italia, col fine di responsabilizzare i giovani napoletani al recupero, al restauro e alla manutenzione di piccoli spazi abbandonati o degradati, rendendo i giovani protagonisti e orgogliosi di appartenere al territorio "Song" in napoletano vuol dire"Sono", appartengo.
Molte immagini del sono tratte da TG locali, quindi sono scene di vere iniziative e campagne di #Legambiente Neapolis 2000: La Festa dell'Albero, la campagna Mal'Aria con le lenzuola dalle finestre del Mattino, Cento Strade per giocare, la Campagna Salvalarte, Puliamo il Mondo.
Al progetto aderirono con una loro canzone napoletana: Peppe Barra, Edoardo Bennato, Francesco Baccini con Patrizio Trampetti, Fuori Orario, Massimo Bubola, Mendoza special guest Enzo Gragnaniello, Gino Paoli, Jams Senese e Napoli Centrale, Daniele Sepe, Ornella Vanoni, Teresa De Sio, Roberto Vecchioni...
Il Brano Song 'e Napoli partecipò al premio Tenco e sul palco dell'Ariston a Sanremo fu introdotto facendo sventolare la Bandiera di Legambiente/Neapolis 2000
Progetto artistico: Peppe Ponti, Giorgio Verdelli, Toni Verona
Progetto di Educazione ambientale e alla Cittadinanza Attiva: Carmine Maturo
edizione: ALA BIANCA
Collaborazione Napolimania
Grazie a questo progetto nel 1997 ci furono oltre 100 classi che aderirono al progetto Lavori in corso di Legambiente.

 

26.7.19

Napoli: Merida e Green Italia stendono reggiseni per Carola

Stamattina a Napoli, in largo Berlinguer per l'iniziativa "LIBERAMENTE DONNE" promossa ed organizzata dall'Associazione Merida impegnata nel contrasto e prevenzione alla violenza di genere e dal movimento ecologista Green Italia.

Una vera e propria “stesa di reggiseni” ha fatto da sfondo all'appuntamento al quale hanno preso parte decine di cittadini e turisti incuriositi, che hanno accolto e condiviso il messaggio lanciato in favore della parità di genere, dell'inclusione e della libera informazione simbolicamente rappresentati dalla figura della giovane donna Carola Rackete, vittima della strumentalizzazione dell'informazione attraverso la quale traspare un pericoloso atteggiamento maschilista.

Carola siamo tutti noi, che abbiamo la liberà di poter indossare ciò che desideriamo senza essere oltraggiosi né fuori luogo, diversamente dalla tanta volgarità alla quale siamo ormai assuefatti con comportamenti ed abbigliamenti fuori luogo.

All'appuntamento voluto in un luogo che rappresenta l'inclusione e l'accoglienza della Città di Napoli, sono intervenuti diversi esponenti istituzionali e, tra gli altri, la Consigliera della Città Metropolitana Elena Coccia, che ha ben chiarito quanto ella stessa avesse già manifestato negli anni settanta il diritto alla libertà di espressione femminile in tutte le sue forme, compresa la scelta di indossare il reggiseno.

Carmela Sermino ha dato la sua testimonianza sia in qualità di vedova di camorra impegnata per una città in cui, purtroppo, ancora si verificano stese di camorra che per la sua delega alla giustizia sociale in qualità di Assessore alla Giustizia Sociale.
Questa mattina abbiamo con Cristina Salvio abbiamo  voluto dare un forte segnale positivo di cambiamento volto alla nuova cultura dell'inclusione e della parità di genere, rimarcando al contempo l'esistenza di una macchina di distrazione di massa che ha puntato il dito contro Carola etichettandola come “sfrontata” solo per aver liberamente indossato una composta maglietta senza reggiseno invece di affrontare le reali problematiche sociali attuali.
Si ringraziamo le Associazioni : Telefono Rosa Napoli, Donne in Difesa, Dream Team, Farmaciste Insieme e Mai più Violenza Infinita, affiancati dagli avvocati a tutela delle donne vittime di violenza Pisani e Zuccaro per la loro adesione.


15.6.19

Bella e vivibile è la città che mi piace


Stanco di città grigia, di divieto di circolazione per inquinamento, di denunciare rumori assordanti e spazi intasati. Stanco di dire no allo smog!
E' possibile uscire dal “fumo quotidiano”, di vivere una città a misura di uomo, libera dal traffico e dalle auto.
Napoli ha bisogno di un Piano del traffico/Piano della Mobilità, una mobilità sostenibile che mette al centro le persone e la qualità della vita, (7 milioni di morti ogni anno causate dall’inquinamento atmosferico secondo l'OMS 84.300 in Italia)
che pensa a infrastrutture per i pedoni (e per i disabili) e non per le auto, una città antropocentrica e non autocentrica.
Basta guardarsi intorno, osservare una strada e si può notare quanto spazio è riservato alle auto e quanto ai pedoni (marciapiedi) e quel poco di spazio rimasto per i pedoni oggi è invaso da tavolini e sedie.
Le scelte riguardanti la città e il suo sviluppo sono state fin qui guidate da una visione autocentrica e gestite con logiche indifferenti alla bellezza, ai problemi dell'ambiente e della qualità della vita e soprattutto senza una visione sistemica.
La città, la Napoli del futuro va ripensata e rigenerata con una visione nuova ed ecologista togliendo asfalto e cemento, rinaturalizzando quante più aree possibili, che siano in grado di assorbire l'acqua e contrastare le bolle di calore estive quando i nostri anziani muoiono di solitudine e afa urbana.
Napoli, 89a posizione nel rapporto annuale di ecosistema urbano 2018 di Legambiente, è una città che soffre, deve fare scelte moderne ed ecocompatibili, iniziando a disincentivare il mezzo privato, come Oslo che ha abolito tutti i parcheggi nel centro cittadino tranne che per i disabili e vietato il transito perfino alle auto elettriche.
Da una città che ha dichiarato lo “Stato di emergenza climatica” mi aspetterei che si avviasse un serio dibattito per allontanare l'aereoporto dal centro della città e che si valutassero, assieme a tutti i cittadini, i costi/benifici che apportano le navi da crociera nel nostro Golfo che rappresentano una delle fonti di maggior inquinamento cittadino (il porto di Napoli è al 12° posto su 50 città Secondo il rapporto di Transport&Environment..)
La Mal'Aria a Napoli non è frutto di un destino inaggirabile è il risultato di una consolidata e ultradecennale visione frammentata e autocentrica che può e deve essere superata.
Sono stanco di dire No e quindi dico SI ad una città bella e vivibile.

1.1.18

Napoli, La Collina dell'Arte: da Via Foria a Capodimonte




COS' È LA COLLINA DELL' ARTE.
Prendetevi qualche minuto, trattenete il fiato, lasciatevi emozionare dalla #bellezza...

Questa è una storia che ci piacerebbe raccontare. La storia di chi crede che amare la propria terra sia un modo efficace per combattere la difficile battaglia per il riscatto del suo popolo. Allora ve la raccontiamo, senza avere la pretesa di raccontare l’unica verità di un territorio - anche perché quella non c'è - ma di provare, più semplicemente, a raccontare una delle verità: la voglia che abbiamo, noi che lo viviamo, di valorizzarlo sempre di più.
Ecco a voi allora“La Collina dell’Arte”.
Un augurio per un felice anno nuovo e un modo per raccontare una piccolissima parte delle infinite bellezze della nostra municipalità.
Spero vogliate condividerla e farla vostra questa storia.

#Municipalità3 #RioneSanità #Capodimonte
#Mann

Credits Video
A story by
Luciano Filangieri e Luca Delgado
Ideazione: Luca Delgado, Luciano Filangieri, Ivo Poggiani
Riprese: Antonio De Muro, Peppe De Muro, Deborah Veneziano
Drone: Genny Coppola

La Collina dell’Arte è un abbraccio di terra, stretto tra Via Foria, Santa Teresa, la Stella, Capodimonte e i Ponti Rossi, all’interno della Municipalità 3 del Comune di Napoli.

Si ringraziano i portatori di luce che hanno preso parte a questa storia:

Enzo Pirozzi – Voce narrante

Padre Antonio Loffredo – Basilica di Santa Maria della Sanità
Paolo Giulierini – Direttore Mann
Sylvain Bellenger – Direttore Museo Capodimonte
Susy Galeone – Catacombe di San Gennaro
Massimo Della Valle – Direttore Osservatorio Astronomico
Ivo Poggiani – Presidente Municipalità 3
Gino Monteleone – Attivista del Rione Sanità
Nino Daniele – Assessore alla Cultura e Turismo
Carmine Maturo – Responsabile U.O.A. Turismo Sostenibile - Comune di Napoli
Titti De Marco – La Tenda
Gina Bonavolontà – La Casa dei Cristallini
Giovanni Carusio – Porcellane Capodimonte
Biagio Roscigno - Artigiano
Salvatore Oliva – Pizzeria Oliva
Ciro Oliva – Pizzeria Concettina ai 3 Santi
Ciro Poppella – Pasticceria Poppella

Il brano “Lazzari Felici” (P. Daniele) è suonato dai Quartieri Jazz e cantato da Fabiana Martone

La voce di Enzo Pirozzi è stata registrata presso la Sala discografica CC Record

8.12.17

Pizza Unesco: scambiare fischi per applausi

#Controcorrente
Leggo con piú attenzione la motivazione finale UNESCO su questione pizza.
Innanzitutto meglio ribadire che non é la pizza che é diventata patrimonio dell'umanitá ma il modo in cui si fa a Napoli. Ma con quale motivazione? Perché ci vedono sempre come I soliti pulcinella, morti di fame che teatralizzano la propria vita per campare. Si parla di Bancone "palcoscenico" in cui pizzaiolo e ospiti si impegnano in un rito sociale e di ragazzi scampati alla marginalitá ma sottintendono criminalitá, che si sono salvati diventando pizzaiuoli...

Non so se ora mi sento di festeggiare questa cosa approfondendo la lettura della motivazione. Del resto poi, per me e credo per tutti, non c'era bisogno del riconoscimento UNESCO per dire che la pizza é il miglior alimento del mondo.
Motivazione Unesco:
"Il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l'impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale. I pizzaioli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da "palcoscenico" durante il processo di produzione della pizza. Ciò si verifica in un'atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. Per molti giovani praticanti, diventare Pizzaiolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalitá"

28.7.17

Moiariello - Maturo, il signore delle scale




IL VIAGGIO DEL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO TRA I GUARDIANI DI BELLEZZA/5

Maturo, il signore delle scale di Napoli di Alessandro Ghetta 27 luglio 2017

Con un coordinamento di dieci associazioni ha riacceso i riflettori sulle rampe di Napoli
Stanziati 10 milioni


Carmine Maturo è uno scaligero del Moiariello, per lui Napoli è un Lego di gradini e gradoni, vrecce e basoli, sbeccati, stinti, incantevoli. Ogni profilo della città obliqua conserva una rampa; e se la quarta guerra mondiale la combatteremo con le pietre (Einstein) allora l'ultima Tangenziale di Napoli saranno le scale pubbliche. Se ne contano oltre duecento; alcune di mero transito, altre fanno quartiere. Il coordinamento di associazioni che Carmine presiede promuove e da lustro alle gradinate storielle. «La nostra — racconta — è una città di colline. San Martino, Camaldoli, Capodimonte, Santa Teresa, ora nascoste sotto cemento e modernità. Nei secoli per facilitare la mobilità ci siamo dotati di scalinate. Nei punti in cui insistono si ricompone l'ecosistema relazionale del vicolo. Valorizzarle perciò significa farsi carico anche dell'ambiente che le circonda». 
Il postulato: prendersi cura delle scale, diffuse ovunque, è prendersi cura di tutta Napoli. Per personale filosofia urbanistica Maturo da le spalle al mare. «La mia bussola è la Tavola Strozzi: cosi si dovrebbe guardare la città». La terribile eruzione del 1631 ha curvato l'oleografia verso il Vesuvio, nostro padrone di casa. «Già. Ma se la "cartolina" classica inquadra solo baia e vulcano buona parte della metropoli viene esclusa». È il paradosso della Torre Eiffel: se ammiri Parigi da lassù ti godi il panorama della Ville Lumière.. . meno la Torre Eiffel.
Carmine, discretamente logorroico, l'abbronzatura maori interrotta solo da una barbetta sale e pepe, è uno dei nostri «guardiani». Il suo monumento sono le scale che seghettano Partenope. «Luoghi delicati, facile presa del degrado, vanno sorvegliati con costanza». Non ci pare affatto ma ha 58 anni. Sarà il buddismo, abbracciato 20 anni fa. Nasce al Borgo Sant'Antonio, O buvero, da una famiglia di commercianti. Il nonno gestiva il cinema Cairoli . A parte una breve parentesi a Lucrino, ha vissuto sempre a Napoli. Un mezzo secolo è bastevole per conoscere tutto e tutti, almeno sul versante ambientalista (è stato, tra le altre cose, responsabile nazionale turismo di Legambiente). Aveva ancora i calzoni corti quando a 21 anni entrò al Comune in virtù della legge 285 giovani, una vita all'ufficio cultura e turismo. Scrivania al Maschio Angioino ma da poco anche al museo di Capodimonte dove il direttore Sylvain Bellenger, attento a non fare della Reggia borbonica il Castello di Cenerentola, ha chiesto un ufficetto comunale ad hoc, per relazionarsi meglio al territorio. Maturo veste bene il ruolo: ama le scale e sulle scale ci vive. Abita da 18 anni in un appartamento alle rampe Morisani, che a piedi servono Foria e in cima la Porta Grande del Bosco dove ai tornanti silenziosi e puliti fanno ombra la Torre del Palasciano e il vessillo dei Nuovi Templari (sic). Diciamola bene: praticità zero, a far le scale ci vogliono polmoni. «Non è così. Certo i medici ortopedici avrebbero qualcosa da ridire, in compenso i cardiologi consigliano di farle. Inoltre, per esempio, da casa mia per scendere al centro impiego meno di dieci minuti. Con l'auto venti, se c'è traffico anche di più». Ha solo sfiorato la politica dei partiti. È un militante che fa (parecchia) pressione dal basso, adesso col movimento Green Italia. Qualcuno l'ha definito un attivatore di processi. Sul finire degli anni '90, similis cum simiîibus, insieme con Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, Salvatore Testa, Mimmo Ferrante e Camilla Aulisio, accende una luce sulle scale, dimenticate da Dio e dal Comune, che di fatto le escludeva dalla manutenzione ordinaria. Non erano catalogate quali strade primarie. Ridotte a letto per eroinomani. Oggi invece, miracolo, sono state inserite addirittura nel Patto per Napoli. Fondi per 10 milioni di euro. «Ma quale miracolo — ribatte —. È il risultato di un tenace lavoro nel tempo. Fondammo il Comitato recupero scale nel 2000 poi ampliatesi in Coordinamento, con oltre dieci associazioni, motore di tante iniziative (vedi www.scaledinapoli.com, ndr)». L'apogeo è «Tu scendi dalle scale» manifestazione del Natale 2014 che segnò il ritomo delle rampe sulle mappe turistiche. Pedamentina, ovviamente.  Petraio, ovviamente. ParadisielloCalata San Francesco, Santa Barbara, San Marcellino, Cerriglio, via Piazzi dove la Loren, perpetuamente incinta- «tene 'a panza» - contrabbandava sigarette nel film da Oscar Ieri oggi e domani. «La Pedamentina — rammenta — è l'unica costruita ad hoc per raggiungere Castel Sant'Elmo. Le altre in origine erano canaloni che congiungevano monasteri. Al top comunque metto la scalinata dellaPrincipessa Jolanda, disegnata dal Niccolini, al tondo di Capodimonte».

Dal Moiariello i grattacieli del Centro direzionale paiono vicini, laccano lo skyline come coltelli di Warhol. Passa un signore in scooter. «Mi sapete indicare le rampe Morisani?». Il guardiano è del posto: «Tornate indietro, pochi metri e ci siete. Però dovete parcheggiare il motorino. Ci sono le scale» e quella parola chiave gli rimbomba in bocca, fa l'eco. Scale-aie-ale-aie-ale. 

7.12.16

Tu scendi dalle Scale V edizione

dall'8 dicembre al 7 gennaioL'Assessorato all'Ambiente e il "Coordinamento Scale di Napoli"organizzano un ricco calendariodi appuntamenti lungo le pendici delle Colline di San Martino, Vomero e di Capodimonte fra scale, gradinate,parchi e luoghi di assoluta bellezza.Visite guidate e perfomance per ritrovare l’identità di una città collinare.




I primi interventi di sensibilizzazione al degrado delle Scale di Napoli risalgono alla primavera del 1978 ma è nel 1995 che nasce un primo Comitato Recupero Scale di Napoli. Nel 2011 si costituisce il Coordinamento scale di Napoli che ha dato vita ad un vero e proprio movimento civico di cittadini, ha elaborato un “Manifesto per il Recupero Scale di Napoli”, ha dialogato con l'Amministrazione e, trovando terreno fertile, ha fatto valere, attraverso le proprie iniziative, le ragioni della Bellezza, della Pedonalità, del Turismo Sostenibile. Quest'Amministrazione ha saputo cogliere, dopo anni di abbadono, questa occasione e l'ha inserito nel patto per Napoli ed è con questo spirito che il Cordinamento Recupero Scale di Napoli, assieme all'Assessorato all'Ambiente del Comune di Napoli, propone Un ricco calendario di appuntamenti lungo le pendici delle Colline del Vomero e di Capodimonte fra scale, gradinate, parchi e luoghi di assoluta bellezza.
Visite guidate e perfomance per ritrovare l’identità di una città collinare.
La proposta si colloca quindi in continuità con le attività svolte dal “Coordinamento per il Recupero Scale di Napoli”, che impegnerà numerosi esperti ed artisti, rappresentanti delle diverse associazioni, in molteplici e differenti iniziative che animeranno un calendario che va dall’ 8 dicembre 2016 al 7 gennaio 2017”.
Quest'anno siamo veramente felici di veder annunciare che alcuni dei percorsi delle scale saranno finalmente finanziati e realizzati, noi continnueremo ad offrire la nostra disponibilità a collaborare con il Comune per una Napoli per rendere la nostra Napoli più bella e vivibile.

Ecco il Programma


8 dicembre 2016
Slow tour lungo le antiche scale della Collina Gentile.
Passeggiata della bellezza: da Via Foria al Moiariello di Capodimonte, attraverso le scale di “Ieri,
Oggi e Domani”
Itinerario guidato a cura di Carmine Maturo di Legambiente Parco Letterario del Vesuvio
Appuntamento ore 10,30 Chiesa San Carlo All'Arena in Via Foria 70
Per info e prenotazioni: carmine@carminematuro - tel 3388408138 - (contributo volontario associativo)

sabato 10 dicembre 2016
Da Pontecorvo alle scale dei Ventaglieri.
Itinerario guidato a cura di Maria Teresa Dandolo e da Maria Anna Martignetti di Legambiente
Parco Letterario del Vesuvio
Appuntamento alle ore 10,00 Piazza Mazzini davanti all’ufficio postale.
Per info e prenotazioni plvesuvio@libero.it - tel 3388408138 (contributo volontario associativo)

Sabato 17 dicembre 2016
Lungo le antiche scale: il Petraio.
Passeggiata dalla collina al mare attraversando la città verticale.
Itinerario guidato a cura di Gabriella Guida dell’Associazione Napoletana Beni Culturali
Appuntamento alle ore 10.30 in piazza Fuga, Vomero
Per info e prenotazioni: ass.benicult@virgilio.it – tel. 3358236123 (contributo volontario
associativo)

Domenica 18 dicembre 2016
Per le scale del Borgo di Capodimonte
Da Porta Grande di Capodimonte per le scale del Moiariello a via Foria
Itinerario guidato a cura di Gabriella Rotorato e Maria Settembre dell'Associazione Pro Loco
Capodimonte/Cittadinanzattiva Campania
Appuntamento ore 10,30 Porta Grande
info e prenotazioni campania@cittadinanzattiva.it (contributo volontario associativo)

domenica 18 dicembre 2016
Trekking urbano e spettacolo itinerante con prosa danza e musica dal vivo
"Come l'acqua che scorre...prosa fluida dal Piazzale di San Martino a Spaccanapoli"
(Pedamentina - Scala di Montesanto e Quartiere Intelligente).
Regia di Guido Liotti de Lo Sguardo che Trasforma in collaborazione con WWF Napoli
Appuntamento ore 10,00 e 12,15 Piazzale di San Martino
Info e prenotazioni: losguardochetrasforma@gmail.it – tel. 3926866064 - (contributo volontario
associativo)

lunedi 26 dicembre 2016
Trekking urbano e spettacolo itinerante con prosa danza e musica dal vivo
"Come l'acqua che scorre...prosa fluida dal Piazzale di San Martino a Spaccanapoli"
(Pedamentina -Scala di Montesanto e Quartiere Intelligente).
Regia di Guido Liotti de Lo Sguardo che Trasforma in collaborazione con WWF Napoli
appuntamento ore 10.00 e 12.15 Piazzale di San Martino
info e prenotazioni losguardochetrasforma@gmail.it – tel. 3926866064 - (contributo volontario
associativo)

sabato 7 gennaio 2017
Trekking urbano – passeggiata letteraria con danza e musica dal vivo
" Uno sguardo sul Mito” (Libreria iocisto c/o Piazza Fuga e scale del
Vomero).
A cura di Guido Liotti e la scrittrice Cristiana Buccarelli per lo
Sguardo che Trasforma in collaborazione con WWF Napoli e Libreria “iocisto”
appuntamento ore 10.30 Libreria iocisto c/o Piazza Fuga . scale di Via Cimarosa
infoe prenotazioni losguardochetrasforma@gmail.it - 3926866064 - (contributo volontario
associativo)


2.12.16

Tu scendi dalle scale Quinta edizione 2016


l'8 dicembre avrà inizio l'ottava edizione di tu scendi dalle scale, l'iniziativa del coordinamento scale di Napoli che ogni anno, da cinque anni propone a Napoletani e turisti percosi inediti e panorami mozzafiato.

Anche quest'anno ripropongo la mia visita, uno Slow tour lungo le antiche scale della Collina Gentile.
Una passeggiata della bellezza: da Via Foria al Moiariello di Capodimonte, attraverso le scale di “Ieri, Oggi e Domani”, il famoso film interpretato dalla Loren e da Mastroianni.
Appuntamento ore 10,30 Chiesa San Carlo All'Arena in Via Foria 70, dov'è custodito quello che ho definito il "Cristo Svelato" del Naccherino
Prenotazioni obbligatoria carmine@carminematuro.info – tel 3388408138 - (contributo volontario associativo) - Legambiente Parco Letterario Vesuvio.
Il programma completo di "Tu scendi dalle Scale - scaledinapolicom


23.11.16

Il Cristo Svelato di Michelangelo Naccherino

Non c'è alcun biglietto d'ingresso da pagare per ammirarlo e nemmeno si trova in un Museo, è stato scolpito da uno dei maggiori scultori trasferitosi a Napoli nel 500'.
Si tratta del Cristo crocifisso scolpito nel marmo da Michelangelo Naccherino nel 1599 ed originariamente esposto nella Cappella dei Duca di Caselluccia nella Chiesa dello Spirito Santo.
Lo ritrovò Tito Angelino nel 1835 nascosto e abbandonato in un ripostiglio della Sagrestia. Fu stimato di grande valore artistico dal Ministero del tempo, il quale, apprezzando la bellezza dell'opera, deliberò l'esposizione nel Museo degli Studi.
Successivamente al restauro della Chiesa San Carlo All'Arena, il Crocifisso fu trasferito e collocato sull’altare maggiore della Chiesa e lì vi rimase per quasi cento anni, fino al 1927, quando un furioso incendio distrusse la Chiesa e il Cristo crollò al suolo sbriciolandosi in tanti pezzi. 
Successivamente, il Crocifisso venne restaurato e le evidenti fratture ricomposte oggi esaltano la sofferenza ed enfatizzano la passione del Cristo evidenziando la bellezza della scultura del Naccherino, e originando poi grande devozione.
La costruzione della Chiesa è dedicata a San Carlo Borromeo, fu voluta dai Circestensi tra il 1636 e 1632 su progetto di Frà Nuvolo, il domenicano Giuseppe Donzelli.
L'appellativo all'Arena è dovuto ai detriti (la rena in napoletano) che dalle Colline di Capodimonte e MIradois si incanalavano e ancora, quando piove forte, scorrono in Via Foria, fino all'Arenaccia.
Di fatto, la chiesa ha dato il nome all'intero quartiere.
La pianta della Chiesa è sul modello del Pantheon di Roma: una cupola con sette cappelle.

18.1.16

Continuare a intitolare le Scale di Napoli a personaggi illustri per valorizzarle...

Intitolare scale a personaggi noti e illustri è un modo per valorizzare le oltre 200 scale di Napoli. Sono felice di questa strategia intrapresa dall'Amministrazione Comunale. Dopo la strada con scale intitolata a Giancarlo Siani al Vomero,oggi è stato il turno delle Scale del grande Massimo Troisi. Mi piacerebbe prossimamente vedere intitolate altre scale a personaggi dello spettacolo e della cultura, fra queste le Scale Giuseppe Piazzi, dove fu girato il primo episodio del Film "Ieri Oggi e Domani" con Sofia Loren e Marcello Mastroianni, nei pressi di Via Foria. Marcello Mastroianni se lo meriterebbe proprio avere intitolata una strada a Napoli ricordo quando si augurava di vivere su un pianeta tutto napoletano.

8.9.14

Il Genio ritrovato sulle Scale di Napoli

   Il rumore, l’inquinamento e il caos della Città moderna ha allontanato dalla nostra quotidianietà il “regno elementare” partenopeo fatto di Geni, munacielli e Belle Mbriane. Spiriti affettuosi e benigni, che vegliano sulle fortune delle case e dei luoghi, si sono rifugiati sulle oltre duecento scale della città, luoghi che garantiscono l’atmosfera della “vecchia Napoli”, senza il caos del traffico cittadino, con gli antichi profumi e le “voci” di un tempo.
   Per evocare queste forze benevoli indossate un’immagine che li richiama e passeggiate in silenzioso rispetto lungo una delle duecento scale cittadine. Immergetevi nella bellezza del paesaggio, come una meditazione in movimento, vi garantisco riceverete la vostra protezione e non resterete delusi.
   Vuoi informazioni per ricevere la medaglina del "Genio" delle "Scale di Napoli" fatta a mano dal Maestro Orafo Antonio Petacca? chiedi info legambiente.neapolis@gmail.com

22.8.14

La Bella Mbriana adesso vive sulle scale di Napoli

bonasera bella 'mbriana mia ccà nisciuno te votta fora.
Così recita il ritornello di una bella canzone di Pino Daniele dedicata alla Bella 'Mbriana. Chi è la Bella Mbriana, in tanti cantano questa canzone ma in pochi sanno chi è. Chiedete ad un ragazzo o ad una ragazza chi è questa “Bella Signora”. Loro forse vi diranno che è una bella popolana oppure vi spiegheranno che è un fantasma del passato.
Ebbene io vi posso testimoniare che “La Bella Mbriana” non è una creatura del passato, lei è viva anche se si nasconde alle folle chiassose.
Ricordo che quando mio padre e mia madre, ma anche i miei nonni o i miei zii, uscivano o rientravano a casa, anche se la casa sembrava apparentemente vuota, dicevano: “Salutamm' bella mbrià!” e quando chiedevo a chi salutavano loro mi rispondevano “Si saluta la casa, bisogna sempre salutare la casa”. Un segno di rispetto, un gesto molto antico nei confronti dell'anima della casa e della sua personificazione: “A Bella Mbriana”. Un'entità materna, dolce e benevola ma anche molto temuta e rispettata. Oggi, la Bella Mbriana non è più presente in tutta la città. Stanca e infastidita dal traffico e dal caos cittadino la potete scorgere, per un istante, lungo le oltre 200 scale cittadine: in un riflesso di una finestra o di un balcone oppure in una tenda mossa dal vento o, nelle sere d'estate, incarnata in un geco a godere la brezza che sale dal mare verso le colline. “La Bella Meridiana”, se le siete simpatici, la potete anche vedere in tutto il suo splendore, bella come il sole, appunto meridiana. Il mio consiglio è di rispettarla perchè è potente e capricciosa, porta tanta fortuna e salute a chi “crede” in lei e la rispetta ma è molto crudele contro chi la offende. Se vi trovate in difficoltà e avete bisogno di aiuto basta ripetere un'antica e magica invocazione “Bella Mbriana, scetatè”!!!  

4.6.14

Napoli non è quella che vi fanno vedere.

Tradizionalmente siamo abituati a pensare all'immagine e al paesaggio di Napoli come una città di mare con il Vesuvio, ma non è così.
Napoli non è quella che vediamo nella tradizionale cartolina. La cartolina di Napoli con il Vesuvio è quella che si vede da Napoli, non è Napoli - i registi direbbero "La soggettiva".
Infatti, come chi conosce il territorio sa bene, che il Vesuvio è distante dalla città di Napoli da una decina di Km.
L'immagine reale della città di Napoli, ce la offre la Tavola Strozzi, dipinta nella seconda metà del quattrocento, dove sono riportate le colline del Vomero, Capodimonte, Camaldoli.
TAVOLA STROZZI
L'esplosione del Vesuvio 1631 ha distolto l'attenzione dalla città creando l'icona-cartolina che attualmente tutti conosciamo.
Attualmente, le colline di Napoli rappresentano una grande riserva ambientale a scala metropolitana, costituiscono, dal luglio 2004, Il Parco Metropolitano delle Colline di Napoli.
Per collegare la parte alta della città con il suo nucleo originario, nei secoli si è costituito un sistema complesso di collegamento composto da oltre 200 scale.
Legambiente/Neapolis 2000 ha promosso recentemente un coordinamento scale per promuovere e valorizzare sia questi antichi percorsi, sia per recuperare l'appartenenza ad una città fatta di colline sia per promuovere i paesaggi che dalle scale si possono vivere e ammirare.

La Collina Gentile, è un altro progetto scaturito da questo ragionamento, che Legambiente ha promosso assieme ad altre associazione sulla collina di Capodimonte.

Napoli, quindi, non è quella che fanno vedere. Napoli è un'altra cosa.
Così, come per l'immagine della città anche quando parlano di Napoli associandola ad atti criminosi o degrado e abbandono, quella non è Napoli, spesso si parla di comuni adiacenti.
Ma il mio motto è: agire localmente, pensare globalmente e pertanto anche se quello che vi fanno vedere non è Napoli, quei territori, attuale "città metropolitana", che non è una cartolina, ha bisogno di riqualificazione e di uscire fuori dal degrado e dall'abbandono, E' necessario fare qualcosa...

www.scaledinapoli.com - www.visitcapodimonte.com

15.4.13

Napoli in salita e discesa. Percorso alla scoperta delle scale napoletane

200 percorsi, 135 scale, 69 gradinate, Napoli è tutto un percorso in salita e in discesa costruito nei secoli, sovrapposto alla sittà di sotto per unirla con quella di sopra.

Proprio a quella porzione di città obliqua è dedicato il volume edito da Intra Moenia, "Napoli in salita e in discesa. Percorso alla scoperta delle scale napoletane" di Gabriella Guida, con le fotografie del nostro Sergio Siano.

Le foto potete ammirarle nella galleria allegata a questa notizia. Il libro dovete leggerlo per entrare nel cuore della Napoli che troppo spesso scende ma che sa sempre come risalire.

Titolo: Napoli in salita e discesa. Percorso alla scoperta delle scale napoletane 
Autore Gabriella Guida
Foto: Sergio Siano
con un mia piccola Prefazione
Editore: Intra Moenia (€ 15,20)



27.3.13

legambiente pic nic di Pasquetta a Napoli



Pro Loco Capodimonte e III Municipalità/Legambiente Neapolis2000 (aderenti al Coordinamento Recupero Scale di Napoli) invitano a trascorrere insieme il lunedì di Pasquetta, il 1° aprile 2013 con un Pic Nic e un tour di trekking-urbano che racconterà la bellezza, la memoria e le curiosità dei luoghi, per “riappropriarsi” di angolazioni insolite, un panorama di suggestivi scorci sul golfo e sulle colline napoletane, un paesaggio dal fascino antico, che conserva il carattere bucolico nella dimensione del borgo. Dalla ex-Caserma Garibaldi su Via Foria, per le scale del Moiariello si assaggerà un patrimonio di bellezze storico-naturalistiche spesso trascurato. La passeggiata si concluderà con il tradizionale PIC-NIC di Pasquetta: "noi offriremo vino e casatiello, voi portatevi colazione al sacco e “a frittata ‘e maccheroni”!!!!" dicono gli organizzatori. Il Pic Nic si consumerà presso il cortile di Adele. Prenotazione obbligatoria (max. 50 persone) contributo associativo 15 € comprensivo di tessera-soci all’associazione Pro Loco Capodimonte e III Municipalità.

Contatti,
info e prenotazioni: proloco.capodimonte@gmail.com legambiente.neapolis@gmail.com tel. 3494597997 – 3496666017