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2.12.16

Tu scendi dalle scale Quinta edizione 2016


l'8 dicembre avrà inizio l'ottava edizione di tu scendi dalle scale, l'iniziativa del coordinamento scale di Napoli che ogni anno, da cinque anni propone a Napoletani e turisti percosi inediti e panorami mozzafiato.

Anche quest'anno ripropongo la mia visita, uno Slow tour lungo le antiche scale della Collina Gentile.
Una passeggiata della bellezza: da Via Foria al Moiariello di Capodimonte, attraverso le scale di “Ieri, Oggi e Domani”, il famoso film interpretato dalla Loren e da Mastroianni.
Appuntamento ore 10,30 Chiesa San Carlo All'Arena in Via Foria 70, dov'è custodito quello che ho definito il "Cristo Svelato" del Naccherino
Prenotazioni obbligatoria carmine@carminematuro.info – tel 3388408138 - (contributo volontario associativo) - Legambiente Parco Letterario Vesuvio.
Il programma completo di "Tu scendi dalle Scale - scaledinapolicom


31.10.16

Scale di Napoli. Abbiamo aspettato la firma ufficiale in Prefettura per liberare la gioia e applaudire alla Città di Napoli

    Abbiamo aspettato la firma ufficiale in Prefettura per liberare la gioia e applaudire alla Città di Napoli per questo nuovo ed importantissimo risultato per il quale il Coordinamento delle Scale di Napoli è impegnato ormai da oltre 6 anni. 
    Ringraziamo il Sindaco De Magistris che ci ha creduto, assieme a noi, con intelligenza e sensibilità.  
    La firma per il Patto per Napoli prevede importantissimi interventi destinati a migliorare le condizioni delle periferie e della mobilità a Napoli,  insieme anche  al finanziamento per la riqualificazione delle Scale di Napoli: finalmente vedremo realizzato il più lungo percorso  pedonalizzato al mondo che consente di percorrere a piedi il tratto dal Piazzale San Martino  fino a Spaccanapoli, così come l'abbiamo sempre immaginato.
     Inevitabilmente questo itinerario  diventerà il simbolo della nuova rete di scale che saranno recuperate e valorizzate, ma ricordiamo che a Napoli ci sono “135 scale e 69 gradinate:  numeri sorprendenti alla portata dei piedi, e non delle ruote, non dei motorini, che mettono in relazione parti distanti della città ma ancora versano in stato di abbandono.” 
Come si realizza  questo investimento per le Scale di Napoli? A quale delega competerà? Queste sono ora le nostre domande,  divertite e un po’ provocatorie, ma sono domande importanti, perché necessitano di risposte coraggiose e visionarie.
Suggeriamo queste deleghe: Bellezza, Paesaggio, Pedonalità, Turismo sostenibile, Cultura, Manutenzione straordinaria ed Ordinaria, Qualità dell’accoglienza, Qualità della vita dei napoletani. 
    Nel 2012 raccogliemmo le firme e presentammo al Sindaco il  Manifesto per il Recupero delle Scale di Napoli e oggi, come allora, pensiamo che l’intervento per le Scale di Napoli debba rappresentare davvero il simbolo del Patto con i Napoletani per migliorare la sicurezza di molte zone della città, per ampliare l’offerta pedonale, di verde, di socialità e di turismo sostenibile.

4.6.14

Napoli non è quella che vi fanno vedere.

Tradizionalmente siamo abituati a pensare all'immagine e al paesaggio di Napoli come una città di mare con il Vesuvio, ma non è così.
Napoli non è quella che vediamo nella tradizionale cartolina. La cartolina di Napoli con il Vesuvio è quella che si vede da Napoli, non è Napoli - i registi direbbero "La soggettiva".
Infatti, come chi conosce il territorio sa bene, che il Vesuvio è distante dalla città di Napoli da una decina di Km.
L'immagine reale della città di Napoli, ce la offre la Tavola Strozzi, dipinta nella seconda metà del quattrocento, dove sono riportate le colline del Vomero, Capodimonte, Camaldoli.
TAVOLA STROZZI
L'esplosione del Vesuvio 1631 ha distolto l'attenzione dalla città creando l'icona-cartolina che attualmente tutti conosciamo.
Attualmente, le colline di Napoli rappresentano una grande riserva ambientale a scala metropolitana, costituiscono, dal luglio 2004, Il Parco Metropolitano delle Colline di Napoli.
Per collegare la parte alta della città con il suo nucleo originario, nei secoli si è costituito un sistema complesso di collegamento composto da oltre 200 scale.
Legambiente/Neapolis 2000 ha promosso recentemente un coordinamento scale per promuovere e valorizzare sia questi antichi percorsi, sia per recuperare l'appartenenza ad una città fatta di colline sia per promuovere i paesaggi che dalle scale si possono vivere e ammirare.

La Collina Gentile, è un altro progetto scaturito da questo ragionamento, che Legambiente ha promosso assieme ad altre associazione sulla collina di Capodimonte.

Napoli, quindi, non è quella che fanno vedere. Napoli è un'altra cosa.
Così, come per l'immagine della città anche quando parlano di Napoli associandola ad atti criminosi o degrado e abbandono, quella non è Napoli, spesso si parla di comuni adiacenti.
Ma il mio motto è: agire localmente, pensare globalmente e pertanto anche se quello che vi fanno vedere non è Napoli, quei territori, attuale "città metropolitana", che non è una cartolina, ha bisogno di riqualificazione e di uscire fuori dal degrado e dall'abbandono, E' necessario fare qualcosa...

www.scaledinapoli.com - www.visitcapodimonte.com

13.8.08

capri turismo responsabile e sostenibile

TURISMO RESPONSABILE E SOSTENIBILE A CAPRI
Sabato 16 agosto, puntata di Linea Blu, il programma targato Rai a Capri: sarà la presentatrice Donatella Bianchi a far vedere sul piccolo schermo una Capri diversa, meno appariscente ma estremamente affascinante.
Il volto della sostenibilità ambientale attraverso una serie di personaggi di Capri che accompagneranno le riprese ed i filmati, tra cui il Presidente del Circolo Legambiente Isola di Capri, Nabil Pulita.
La puntata così concepita, untende valorizzare e diffondere sempre più la visione di un’isola particolare nella sua semplicità, bella nelle sue più vere tradizioni e nei suoi segni storici del territorio. Questa trasmissione va sicuramente verso un tracciato moderno di turismo, un turismo sempre più attento e responsabile.
Allora tutti sincronizzati alle ore 14.00 su Rai Uno il sabato 16 agosto 2008Alla puntata di Linea Blu hanno dato una mano, sia sul video che logistica: Nabil Pulita di Legambiente, Rosalba Giugni di Marevivo, Luigi Esposito di Capri Outdoors, Carmine Russo custode dell’Eremo di Cetrella.

qui intanto inserisco un video di capri girato da me qualche mese fa nel corso di un w.e. vissuto in anonimato e da turista

2.6.07

Guida Blu 2007


Alla sua settima edizione la Guida Blu è diventato uno strumento indispensabile per trascorrere l'estate all'insegna della natura e dell'ambiente, frutto del sodalizio consolidato fra Legambiente e Touring Club Italiano.
Quest'anno la guida è ancora più ricca d'informazioni. E' aumentato il numero di località passate in rassegna, con diverse nuove spiagge segnalate e "raccontate". Abbiamo poi arricchito le sezioni dedicate alle grotte marine, vere e proprie perle sparse lungo le nostre coste. La sezione contiene la sintesi di un grande lavoro di censimento realizzato lungo i nostri litorali dal Ministero dell'Ambiente: Legambiente ha scelto per voi le grotte più accessibili e più suggestive, con le indicazioni per raggiungerle e visitarle in totale sicurezza. E ancora una sezione dedicata alle località costiere dei laghi, siti di straordinaria importanza storico-culturale, naturalistica e paesaggistica.
La Guida Blu è frutto del lavoro di indagine svolto dalla Goletta Verde di Legambiente durante i suoi anni di navigazione, ma anche del patrimonio di conoscenza delle centinaia di gruppi locali di Legambiente. Le valutazioni non riguardano solo la qualità delle acque di balneazione ma tengono conto di molte altre variabili, a cominciare dalla qualità delle strutture ricettive, dalla presenza di un centro storico ben conservato, da un'offerta enogastronomica di pregio, dalla vicinanza a luoghi di interesse storico artistico o naturalistico, e così via.
Le valutazioni di Legambiente sono state infine integrate con i dati ufficiali raccolti attraverso la banca dati dei Comuni italiani (Ancitel), e sintetizzate in un giudizio espresso con le vele (da un massimo di 5 vele a un minimo di una vela). Inoltre quest'anno le valutazioni sono frutto della collaborazione del prestigioso Istituto di Ricerca Ambiente Italia che ha curato l'elaborazione dei dati. E insieme alle vele, c'è la segnalazione delle spiagge più belle: spesso sono angoli conosciuti e frequentati solo dai residenti, magari raggiungibili dopo faticosi trekking o seguendo itinerari nascosti. Un "segreto" che sveliamo nella convinzione che i lettori della Guida Blu sapranno godere di questi tesori in maniera responsabile. Buone vacanze!


16.2.07

AMBIENTE: LEGAMBIENTE E TRENITALIA, ORA UN VIAGGIO E' GRATIS

ANSA) - ROMA, 15 feb - Partire in vacanza senza pagare il viaggio, lasciando l'automobile a casa e scegliendo di spostarsi in treno. L'idea e' di Legambiente, che trova un modo concreto per festeggiare il compleanno del protocollo di Kyoto dando cosi' un taglio alle emissioni del trasporto su gomma. Da oggi infatti, grazie ad un accordo siglato da Trenitalia e Legambiente Turismo, sara' possibile passare sei giorni con un trattamento di mezza pensione in una delle oltre 30 strutture aderenti all'iniziativa e sparse lungo lo stivale facendosi rimborsare il prezzo del biglietto del treno, andata e ritorno, dall'albergatore. Una volta sul posto il cliente non viene abbandonato, ma potra' spostarsi grazie a servizi navetta, biciclette, mezzi pubblici e car sharing. Gli italiani potranno sperimentare il servizio gia' dalle prossime vacanze di Pasqua, ma la prova del fuoco sara' sicuramente l'estate 2007. ''Le strutture aderenti, fra hotel, campeggi, agriturismi, ostelli, residence o Bed and Breakfast, fanno parte di un bacino di oltre 318 strutture ricettive per un totale di 50.000 posti letto, che adottano misure per ridurre il proprio impatto ambientale spiega Luigi Rambelli, presidente di Legambiente Turismo Nel 2006 queste strutture hanno risparmiato 355.000 metri cubi di acqua e 24.000 Mw/h di energia elettrica per scaldarla, oltre a due tonnellate e mezzo di plastica delle confezioni monouso, come quelle della marmellata per la colazione la mattina''. La rivoluzione per un turismo eco-sostenibile pero' passa anche dai trasporti, ed ecco allora la sperimentazione del rimborso del biglietto del treno e delle biciclette per spostarsi in loco, partita gia' a Riccione nel 2005 ed oggi estesa a livello nazionale. Otto le Regioni coinvolte: Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Umbria, Toscana, Campania e Calabria. Dalle classiche mete della Riviera romagnola, come Rimini, Riccione e Cervia, all'isola d'Elba o il Cilento, il turista potra' scegliere la sua meta per le vacanze, con il viaggio a costo zero. ''Il confronto e la collaborazione tra le Ferrovie dello Stato e Legambiente procedono ormai da anni, sostenute da un comune denominatore: la salvaguardia dell'ambiente ha detto Vincenzo Sacca', responsabile della vendita ed assistenza della Divisione passeggeri nazionale e internazionale di Trenitalia Questa e' un'operazione virtuosa: laddove ci saranno risposte positive, con numeri significativi, nulla impedisce che in futuro venga incentivata maggiormente questa iniziativa''. L'offerta, che promuove quindi una vera e propria 'cura del ferro', e' valida fino al 30 settembre 2007 e sara' pubblicizzata sul sito internet di trenitalia e su www.legambienteturismo.it. Il rimborso sara' relativo alla tariffa di seconda classe senza limitazioni riguardo al tipo di treno utilizzato (dall'Eurostar al Regionale), alla percorrenza chilometrica o al numero di camere/persone a cui puo' essere applicata. Y62-CAM
15/02/2007 18:44

9.12.06

Definizione concettuale del WTO sul turismo sostenibile



Il comitato della WTO sullo sviluppo sostenibile del turismo ha recentemente concordato di rielaborare la definizione di turismo sostenibile che la WTO aveva pubblicato in Agenda 21 for Travel and Tourism nel 1995. Lo scopo di ciò è di poter esprimere in modo migliore i risultati che riguardano la sostenibilità del turismo, alla luce di quanto stabilito dal vertice di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile.
La nuova definizione concettuale pone enfasi sull’equilibrio tra aspetti ambientali, sociali ed economici del turismo, la necessità di mettere in atto i principi di sostenibilità in tutti i segmenti del turismo, e si riferisce agli obiettivi del Millennium Development, specialmente per alleviare la povertà.
Le linee guida e i dettagli organizzativi dello sviluppo sostenibile del turismo sono applicabili a tutte le forme del turismo e a tutti i tipi di destinazioni, includendo il turismo di massa e i vari segmenti del turismo di nicchia.
I principi di sostenibilità fanno riferimento agli aspetti ambientali, socio-culturali ed economici dello sviluppo turistico, e un adeguato equilibrio deve essere stabilito tra queste tre dimensioni per garantire sostenibilità a lungo termine.
Inoltre il turismo sostenibile dovrebbe:
1. fare ottimo uso delle risorse ambientali che costituiscono un elemento chiave nello sviluppo turistico, mantenendo essenziali processi ecologici e aiutando a conservare il patrimonio naturale e la biodiversità.
2. rispettare l’autenticità socio-culturale della comunità ospitante, conservare il patrimonio culturale e i valori tradizionali e contribuire alla comprensione e alla tolleranza inter-culturale.
3. Assicurare operazioni economiche a lungo-termine, procurare benefici socio-econiomici includendo un impiego stabile, opportunità di guadagno e servizi sociali alle comunità locali e contribuire ad alleviare la povertà.
Lo sviluppo del turismo sostenibile richiede partecipazione informata, una forte leadership politica per assicurare un’ampia adesione e stabilire il consenso.
Realizzare il turismo sostenibile è un continuo processo che richiede un costante monitoraggio degli impatti, introducendo le misure necessarie ogni volta che sia necessario.
Il turismo sostenibile dovrebbe anche mantenere un alto livello di soddisfazione turistica e assicurare al turista un’esperienza significativa, accrescendo la sua consapevolezza riguardo alla sostenibilità e alle modalità termini di promozione.

2.10.06

4° Rapporto Ecotur Turismo-Natura: nei parchi italiani 800mila presenza in più

presentato il 4° Rapporto sul Turismo-Natura Ecotur, ritenuto fondamentale per lo studio delle dinamiche che presiedono lo sviluppo di questo segmento del turismo nazionale. Ecco nel dettaglio cosa viene messo in evidenza dallo studio.

Dall’analisi dei dati presentati emerge che le presenze nei parchi naturali e nelle aree protette, nel 2005, sono aumentate di circa 800 mila unità facendo registrare oltre 76 milioni di presenze per un fatturato complessivo di 8,14 miliardi di euro in aumento rispetto all’anno precedente del 12,7%, laddove l’incremento generale del turismo nazionale non ha superato il 2%.
Dal Rapporto emerge, inoltre, che la domanda individuale e quella intermediata internazionale risultano influenzate dai parchi e dalla natura italiana.
Ne è un esempio il mercato americano per il quale il turismo-natura è parte assolutamente inscindibile dal pacchetto Italia, tanto che sono ben 34 i tour operator americani, tra i più importanti, che trattano nei loro cataloghi il prodotto “Parchi e Natura” con un’offerta che interessa praticamente tutte le regioni italiane.

Tra le varie tipologie di turismo-natura, il Rapporto passa in esame, tra gli altri, il birdwatching, il wolf houling, il leaf-watching, il trekking, l’ippoturismo, il cicloturismo, le greenway, nonché l’agriturismo, i cui dati destano sempre grande interesse.

QUALCHE NUMERO.

Il numero delle aziende agrituristiche autorizzate alla fine del 2005 era pari a 14.719, con un incremento dell’8,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Gli arrivi sono aumentati del 2,5%, ma i soggiorni più brevi hanno portato ad una diminuzione del numero dei pernottamenti (-3,5%). Il fatturato complessivo del settore è calato dell’1,6% rispetto al 2004 (806,2 milioni di euro).
Per quanto concerne in generale la distribuzione dei turisti natura nelle strutture ricettive, gli alberghi e le pensioni rappresentano ancora la soluzione preferita (30,1%), anche se il valore continua a calare (48,2% nel 2002, 42,3% nel 2003, 34,1% nel 2004). Seguono ad una certa distanza appartamenti/case private (21,6%), gli agriturismi (14,7%) i B&B (11,5%), le foresterie, i rifugi, i bivacchi, gli ostelli, i centri didattici, ecc. fanno registrare, tutti insieme, il 10,8, in aumento di quasi un punto rispetto al valore fatto registrare nel 2004, i campeggi (5,7%) e, infine, i camper (5,6%).

ATTIVITA’

Relativamente alle attività svolte, l’escursionismo presenta l’indice di gradimento più alto (35,9%), in diminuzione però rispetto al valore (42,5%) fatto registrare nel 2004. Seguono le attività sportive (29,4%), con il trekking in cima alla lista delle preferenze, seguito dal mountain bike, il birdwatching, lo sci, l’equitazione e il climbing.

MOTIVAZIONI
Tra le motivazioni che spingono i turisti a scegliere una vacanza a contatto con la natura, dopo l’escursionismo e la pratica di attività sportive, troviamo il relax (11,7%), la riscoperta delle antiche tradizioni (8,9%), l’enogastronomia (8,8%) e, infine, con il 5,3% la storia, la cultura, i musei naturalistici, ecc.

ETA’

Quanto alle fasce di età, il turista eco-ambientale appartiene alla classe di età “fino a 30 anni” per il 42,8%, alla classe di età intermedia “30-60 anni” per il 40,2% e alla classe di età “over 60 anni” per il 17%. In riferimento al livello d’istruzione, il 25,1% è in possesso della laurea, il 45,3% del diploma di scuola media superiore e il 29,6% del diploma di scuola media inferiore.

PERMANENZA

Circa il tempo di permanenza, l’analisi mette in evidenza che il “senza pernottamento” costituisce la categoria temporale più frequente, scelta dal 31,5% degli interpellati, ma in questo caso si deve parlare, più che di turisti, di escursionisti che però non vengono in rilievo nella quantificazione del dato economico, seguita da “un giorno” con il 28,8%, dal “weekend” con il 15%, da “una settimana” con il 9,9%, dai “tre giorni” con il 9,2%, dal “più di una settimana” con il 3,4% e da altre categorie con il 2,2%.

L’analisi riferita alla richiesta dei parchi, mette in evidenzia che le preferenze maggiori vanno, in ordine, al Parco Nazionale d’Abruzzo e al Parco Nazionale del Gran Paradiso, i due parchi storici italiani, seguiti da quelli del Cilento, dei Monti Sibillini, delle Cinque Terre, dello Stelvio, delle Dolomiti, del Gran Sasso, del Pollino, della Majella, del Gargano, del Circeo, della Val Grande, della Sila e delle Foreste Casentinesi. Tra i Parchi Regionali, invece, ai primi posti troviamo quello dell’Etna, delle Alpi Marittime e quello fluviale del Po.

5.8.06

Italia: vantaggi del turismo responsabile nelle aree di pregio

Turismo responsabile in aree di pregio da WWF Il secondo rapporto dell'Osservatorio Turismo & Natura istituito dal WWF mette in risalto i vantaggi per l'ambiente e le comunità locali derivanti dal turismo sostenibile nelle aree di pregio Il turismo sostenibile fa bene all'ambiente e alle comunità locali. E’ un volano per l’indotto, migliora l’estetica dei paesi e aumenta il senso di appartenenza delle comunità locali. E’ quanto emerge dal e da Legacoop turismo, Associazione italiana Guide Ambientali escursioniste (Aigae), Federcultura, turismo e sport (Confcooperative), che ha analizzato la sostenibilità ambientale, sociale ed economica del turismo in aree ad alto valore naturalistico. L’indagine ha coinvolto 238 cooperative, società, associazioni operanti in territori naturalisticamente rilevanti e dalle riposte a una serie di domande sono emersi dati molto interessanti. Il 41,67% delle imprese intervistate dichiara di avere più di 10 realtà economiche collegate per le proprie attività: nell’85% dei casi si tratta di altri operatori del turismo, nel 58% di associazioni culturali e nel 53,33% di società di servizi. Come messo in evidenza dal 50 % degli operatori, il 100% degli addetti fissi dell’impresa appartengono alle comunità locali delle aree in cui si svolgono le attività. Oltre ad offrire occupazione, il turismo naturalistico è visto di buon occhio: per il 60 % degli intervistati le comunità locali hanno una considerazione positiva delle attività di turismo e natura e il 51,67% dichiara che non ci sono mai stati conflitti legati alla presenza di turisti sul territorio. I vantaggi per il territorio del resto sono molti. Il turismo ha contribuito al suo miglioramento estetico (45%) al recupero del centro storico (41,67%) e al miglioramento degli esercizi commerciali (40) senza portare, come dice il 61,67% degli intervistati, a un aumento dei prezzi e del costo della vita per gli abitanti locali. Infine ha sviluppato il senso di appartenenza (43,33%) e di identificazione della comunità con l’area di interesse naturalistico (43,33%) e nel 35 % dei casi ha anche portato al cambiamento d’opinione di chi era contrario all’istituzione dell’area protetta. Se da un lato, l’indagine mette in evidenza come negli ultimi anni la sensibilità dei turisti sia cresciuta conplessivamente di quasi il 27 per cento (il rispetto degli elementi naturali è al 58,33%, attenzione alla raccolta differenziata è del 40%) non mancano gli impatti negativi del turismo. Prima di tutto i rifiuti (67%), poi i danni a sentieri provocati da cavalli, mountain bike, moto, passaggi fuori sentiero, che costituiscono il 46,67%, il traffico (41,67%) e l’asportazione e il danneggiamento di elementi naturali (40%). Tutti problemi che possono essere evitati con un pò di accortezza dei gestori delle aree protette e con piani di capacità di carico turistico, riqualificando i sentieri più battuti e chiudendo le strade secondarie al traffico. Dal rapporto infatti emerge che nel 70% dei casi manca all’interno dell’impresa una certificazione o carta di qualità che contiene riferimenti specifici di attenzione alla sostenibilità ambientale,secondo rapporto dell’Osservatorio Turismo & Natura istituito dal WWF e da Legacoop turismo, Associazione italiana Guide Ambientali escursioniste (Aigae), Federcultura, turismo e sport (Confcooperative), che ha analizzato la sostenibilità ambientale, sociale ed economica del turismo in aree ad alto valore naturalistico. L’indagine ha coinvolto 238 cooperative, società, associazioni operanti in territori naturalisticamente rilevanti e dalle riposte a una serie di domande sono emersi dati molto interessanti. Il 41,67% delle imprese intervistate dichiara di avere più di 10 realtà economiche collegate per le proprie attività: nell’85% dei casi si tratta di altri operatori del turismo, nel 58% di associazioni culturali e nel 53,33% di società di servizi. Come messo in evidenza dal 50 % degli operatori, il 100% degli addetti fissi dell’impresa appartengono alle comunità locali delle aree in cui si svolgono le attività. Oltre ad offrire occupazione, il turismo naturalistico è visto di buon occhio: per il 60 % degli intervistati le comunità locali hanno una considerazione positiva delle attività di turismo e natura e il 51,67% dichiara che non ci sono mai stati conflitti legati alla presenza di turisti sul territorio. I vantaggi per il territorio del resto sono molti. Il turismo ha contribuito al suo miglioramento estetico (45%) al recupero del centro storico (41,67%) e al miglioramento degli esercizi commerciali (40) senza portare, come dice il 61,67% degli intervistati, a un aumento dei prezzi e del costo della vita per gli abitanti locali. Infine ha sviluppato il senso di appartenenza (43,33%) e di identificazione della comunità con l’area di interesse naturalistico (43,33%) e nel 35 % dei casi ha anche portato al cambiamento d’opinione di chi era contrario all’istituzione dell’area protetta. Se da un lato, l’indagine mette in evidenza come negli ultimi anni la sensibilità dei turisti sia cresciuta conplessivamente di quasi il 27 per cento (il rispetto degli elementi naturali è al 58,33%, attenzione alla raccolta differenziata è del 40%) non mancano gli impatti negativi del turismo. Prima di tutto i rifiuti (67%), poi i danni a sentieri provocati da cavalli, mountain bike, moto, passaggi fuori sentiero, che costituiscono il 46,67%, il traffico (41,67%) e l’asportazione e il danneggiamento di elementi naturali (40%). Tutti problemi che possono essere evitati con un pò di accortezza dei gestori delle aree protette e con piani di capacità di carico turistico, riqualificando i sentieri più battuti e chiudendo le strade secondarie al traffico. Dal rapporto infatti emerge che nel 70% dei casi manca all’interno dell’impresa una certificazione o carta di qualità che contiene riferimenti specifici di attenzione alla sostenibilità ambientale, mentre ben il 55% degli intervistati non è a conoscenza del fatto che il Ministero dell’Ambiente ha definito per le attività turistiche nei parchi un marchio di qualità

20.7.06

Il turismo fa bene alle comunità locali che vivono nei territori ricchi di biodiversità

E' positivo il quadro che emerge dal Secondo rapporto dell’Osservatorio Turismo & Natura istituito da WWF, Legacoop Turismo, AIGAE e FederCultura Turismo Sport/Confcooperative, incentrato sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica del turismo in aree ad alto valore naturalistico. L’Osservatorio ha lo scopo di monitorare, con indagini semestrali, gli andamenti della domanda di turismo naturalistico sul piano qualitativo e quantitativo, i cambiamenti e le novità sul versante dell’offerta, le indicazioni sull’impatto ambientale prodotto dal turismo. Nell’indagine sono state coinvolte 238 cooperative/società/associazioni legate alle quattro organizzazioni che potevano fornire anche più di una risposta alla stessa domanda. Decisamente significative le risposte relative alla ricaduta delle attività di turismo naturalistico sul territorio e sulla estesa rete di collaboratori che le imprese attivano grazie alla proprie attività. Il 41,67% delle imprese intervistate dichiara di avere più di 10 realtà economiche collegate per le proprie attività (l’85% di queste sono rappresentate da altri operatori del turismo, il 58% da associazioni culturali e il 53,33% da società di servizi). Complessivamente il 50% degli operatori dichiara che il 100% degli addetti fissi dell’impresa appartengono alle comunità locali delle aree in cui si svolgono le attività. Per il 60% degli intervistati la comunità locale ha una considerazione positiva delle attività di Turismo e natura, e il 51,67% dichiara che non ci sono mai stati conflitti legati alla presenza di turisti sul territorio (causati per il 30% degli intervistati dalla presenza invadente di escursionisti e nel 10% dei casi da campeggiatori abusivi). Diversi i vantaggi per il territorio dalle attività di turismo, che ha contribuito al suo miglioramento estetico (45%) al recupero del centro storico (41,67%), al miglioramento degli esercizi commerciali (40%), senza portare (61,67% delle risposte) a un aumento dei prezzi e del costo della vita per la comunità locale. Infine il turismo ha sviluppato il senso di appartenenza del territorio (43,33%), all’identificazione della comunità locale con l’area di interesse naturalistico (43,33%), e addirittura, nel 35% dei casi al cambiamento d’opinione in chi era contrario all’istituzione di un area protetta. In questi ultimi 5 anni, dichiarano gli operatori, la sensibilità dei turisti nei confronti dell’ambiente è aumentata, in particolare, nel rispetto degli elementi naturali (58,33%) e nell’attenzione alla raccolta differenziata (40%), mentre risulta decisamente aumentata complessivamente per quasi il 27% degli intervistati. Le “bestie nere” dell’ambiente, ossia gli impatti provocati dai turisti nelle are verdi sono i rifiuti (67%), i danni a sentieri provocati da cavalli, mountain bike, moto fuori strada, passaggi fuori sentiero rappresentano il 46,67%; altre criticità provengono da traffico e mobilità (41,67%) e dall’ asportazione e danneggiamento di elementi naturali (40%). I gestori delle aree protette potrebbero però fare la loro parte per contenere questi guai, redigendo dei piani di capacità di carico turistico (63,33%), riqualificando i sentieri più battuti (45%) e chiudendo le strade secondarie al traffico motorizzato (48,33%). Nel 70% dei casi non esiste all’interno dell’impresa una certificazione o una carta di qualità che contiene riferimenti specifici di attenzione alla sostenibilità ambientale, mentre ben il 55% degli intervistati è ignaro che il Ministero dell’Ambiente ha definito per le attività turistiche nei parchi un marchio di qualità. Secondo il 61,67% delle imprese coinvolte nell’inchiesta, i turisti potrebbero pagare un ticket di ingresso di 1-3 euro per accedere a un’area protetta, purchè il ricavato venga investito a beneficio del parco stesso