10.1.08

RIFIUTI:DOSSIER LEGAMBIENTE;I NUMERI PER USCIRE DA EMERGENZA



(ANSA) - ROMA - Uscire dall'emergenza si puo'. Dal Veneto alla Campania, passando per la Lombardia, a parlare sono i numeri. In due casi, Veneto e Lombardia, strade senza piu' immondizia da dieci anni, dopo la crisi della meta' degli anni '90. Nel terzo caso, la Campania, un'emergenza non risolta. E ora la regione ha la possibilita' di mettere in piedi il modello Veneto in un anno. Lo afferma Legambiente che ha realizzato un dossier fitto di dati e percentuali. La crisi del Veneto risale a 10 anni fa mentre la Campania un'emergenza come quella attuale l'ha vissuta gia' 6 anni fa quando nel 2002, ricorda Legambiente, vennero chiuse le ultime due discariche, quelle di Tufino e Parapoti. In particolare risulta che, al 2005 (ultimi dati ufficiali disponibili) il Veneto, con 480 chili pro-capite prodotti ogni anno e un totale di 2,2 milioni di tonnellate di rifiuti annui e' al 47,7% di raccolta differenziata contro il solo 10,6% della Campania che produce 485 chili a testa e 2,8 milioni di tonnellate l'anno a livello regionale. In Lombardia (quasi il doppio degli abitanti rispetto a quelli Veneto e Campania) la produzione pro-capite e' a 503 chili l'anno con una raccolta differenziata regionale al 42,5% su un totale regionale di produzione di rifiuti di quasi 5,8 milioni di tonnellate totali. La Lombardia manda a incenerimento il 36% del totale di rifiuti, il Veneto l'8%. Il ricorso alla discarica fino al 2005 in Lombardia era del 15,4%, in Veneto del 37,3%, in Campania dell'89,4%. (ANSA). GU 09/01/2008 18:34

8.1.08

LEGAMBIENTE: "DISCARICA DI PIANURA ENNESIMA SCELTA INDECENTE

TANTI I RESPONSABILI CHE IN QUESTI ANNI HANNO GESTITO UN' EMERGENZA SOLO A TELECOMANDO DOVE LE SCADENZE DA MESI ERANO NOTE A TUTTI"

"Non sappiamo se l'apertura di Pianura sia essenziale e risolutiva, ma siamo certi che rappresenta l'ennesima scelta indecente che azzera qualsiasi credibilità istituzionale e sconfessa qualsiasi piano per uscire dall'emergenza, qualora esista un piano. L'esperienza ci insegna che tolti i rifiuti dalle strada di Napoli, l'emergenza viene solo rinviata a data da destinarsi" . Legambiente prende posizione netta e chiara sull'apertura della discarica a Pianura.

La scelta indecente non deve giustificare nessun tipo di violenza, si farebbe il gioco di chi vuole aprire quella discarica. Ancora una volta dobbiamo denunciare che non c'è un solo responsabile, ma ce ne sono stati tanti, troppi che in questi anni hanno gestito un'emergenza a telecomando. Nella nostra regione da anni le scadenze delle chiusura degli impianti era nota a tutti, cosa si è fatto? Dove sono i lavori dei siti di discarica individuati dall 'ultimo decreto? Per quanto tempo ancora dobbiamo essere ostaggi della Fibe? Dei suoi debiti e della sua inefficienza? Perchè non si inviano i militari per aprire gli impianti di compostaggio? Perchè non sono stati messe in mora le amministrazioni che ancora non hanno avviato la raccolta differenziata?Le risposte a queste domande già sarebbero una risoluzione del problema. E' in gioco la salute dei cittadini, da anni avvelenati da "ecoballe" e veleni dell'ecomafia. Ma siamo in un paese dove non c'è peggior sordo di chi che non vuol sentire...

5.1.08

Sul sito di Videocomunicazioni le immagini esclusive girate dalla loro troupe questa mattina

Ecco le immagini girate questa mattina dall'agenzia Video Giornalistica Videocomunicazioni in via Montagna Spaccata dove la polizia per permettere il passaggio di alcune camionette carica dei manifestanti pacificamente seduti a terra. Ad avere la peggio alcune persone anziane. Un vecchietto di almeno 70anni è stato portato in ospedale. (fonte: agenzia Video Giornalistica Videocomunicazioni)

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PER VEDERE IL VIDEO


4.1.08

Diocesi di Pozzuoli sulla discarica a Pianura

Definire delle linee-guida per la risoluzione definitiva del problema rifiuti, ascoltare la voce degli abitanti
Diocesi di Pozzuoli, non possiamo non intervenire dinanzi al problema dei rifiuti e della riapertura della discarica di Pianura, mossi dalla preoccupazione circa la tutela e il rispetto del territorio, nonché della salute delle persone.Ci lasciamo illuminare a questo proposito da quanto già è emerso nel cammino che la nostra Chiesa ha vissuto nel Sinodo diocesano (cfr. Libro del Sinodo, nn. 52. 54):- l'atteggiamento interiore fondamentale per poter rispondere alle nuove sfide sociali è il dialogo, anche quando esso è più difficile. Nel dialogo, inoltre, non è possibile scindere l'amore dalla verità che rende liberi gli uomini (cfr. Gv 8,32);- circa il problema dei rifiuti, questi ultimi vanno adeguatamente differenziati, smaltiti, trattati, ri-usati e riqualificati, secondo le innovazioni suggerite dalla scienza e dalla tecnica;- in questo contesto i fedeli sono invitati a promuovere opportune azioni di vigilanza e di denuncia rispetto a situazioni di offesa perpetrate all'ambiente, alla costa, alla geologia del territorio.Alla luce di queste indicazioni sinodali, è indispensabile:- definire al più presto delle linee-guida che puntino ad una risoluzione definitiva del problema dei rifiuti, che offende la dignità delle nostre popolazioni, che ferisce in maniera grave il nostro territorio, influenzandone in maniera negativa lo sviluppo socio-economico e le attività connesse (in primo luogo, quelle turistiche). Occorre uscire dall'emergenza e puntare alla riqualificazione del territorio non solo dei Campi Flegrei, ma di tutta la Campania. E' intollerabile che a tutti oggi non si riescano ad intravedere vie di uscita da una situazione che altre Regioni hanno già brillantemente risolto, magari con impianti - come per esempio quello di Mestre - che rendono possibile lo smaltimento dei rifiuti anche in assenza di una seria e adeguata raccolta differenziata. Ciò implica responsabilità istituzionali a tutti i livelli, non soltanto per quello che non si è riusciti a fare fino ad oggi, ma anche per l'incapacità di proporre in tempi brevi una soluzione seria e radicale al problema;- che venga ascoltata la voce degli abitanti del territorio, cercando di rispondere alle richieste di sicurezza per la salute e di chiarezza circa la reale durata della riapertura, nonché di controllo circa quello che realmente verrà sversato nella discarica, in modo che sia impedita ogni possibile forma di infiltrazione da parte di organizzazioni malavitose e camorristiche; procedendo nel contempo all'elaborazione di un progetto complessivo di sviluppo per la zona.Inoltre, non è possibile accettare il ricorso, da parte di nessuno, alla violenza o a provocazioni che facciano ulteriormente salire la tensione. È fondamentale da parte di tutti cercare il modo per avviare un reale dialogo tra cittadini e istituzioni.Ci rendiamo conto che la situazione non è semplice. Cerchiamo tuttavia, in questo momento così drammatico per il nostro territorio, di far prevalere ancora una volta la voce della ragione e del dialogo, nella convinzione che solo in questo modo si possono individuare tutti insieme delle possibili soluzioni. Siamo consapevoli dei gravi rischi per la salute delle persone - in primo luogo delle fasce più deboli, dei bambini e degli anziani - a causa dei cumuli d'immondizia presenti per le strade e dei pericoli derivanti dalla loro combustione. Allo stesso tempo, non vogliamo far mancare il nostro sostegno a coloro che temono per la riapertura della discarica di Pianura: comprendiamo e condividiamo tutte le loro paure, e per questo chiediamo precise garanzie alle Autorità che hanno preso tal decisione.Non possiamo però tacere che è urgente e necessaria un'opera di educazione della popolazione sul tema dei rifiuti, in modo da evitare comportamenti che aggravano la situazione (come incendiare o gettare i rifiuti per strada, non fare la raccolta differenziata, non avere stili di vita adeguati alla drammaticità della situazione).Ci sembra giunto il momento di porre in essere da parte di tutti segni precisi di speranza che facciano guardare con fiducia al futuro, aprano nuove vie lì dove sembra che non ce ne siano.

3.1.08

No del Parco Regionale dei Campi Flegrei alla riapertura della discarica in Contrada Piasani

Giusta e necessaria la delibera Delibera n. 01 del 2/1/2008 della Giunta del Parco dei Campi Flegrei riunitasi in seduta straordinaria che esprime una posizione fortemente contraria all'Ordinanza Commissariale finalizzata alla riapertura della discarica in Contrada Pisani . – E' Quanto ha dichiarato Carmine Maturo Consigliere del Parco ed esponente Regionale di Legambiente.
Infatti, l'area Contrada Pisani è inclusa nel Parco Regionale dei Campi Flegrei e pertanto è sottoposta a specifiche Misure di Salvaguardia.
Pur nella consapevolezza del gravissimo stato emergenziale che impone urgenti decisioni da parte degli Organi commissariali deputati dalla Legge, con la delibera di ieri la Giunta del Parco non può non esprimere la propria netta posizione contraria all'ipotesi prospettata anche in considerazione dell'assenza di un chiaro quadro strategico e di una tempistica credibile, indispensabili per far comprendere ai cittadini le ragioni del loro eventuale sacrificio.
Aspetto ancor più grave, - si legge nella Delibera - se si tiene conto che l'area in esame è stata già oggetto di una lunga lotta negli anni '90 per la chiusura della devastante discarica privata, i cui effetti sulla salute dei cittadini e sull'ambiente non sono stati ad oggi ancora stati valutati.
Tra l'altro, - conclude il documento dell'Ente Parco - tale chiusura è stata sancita e confermata ripetutamente dal PRG di Napoli, che ha stabilito una diversa destinazione d'uso del suolo e dal Consiglio regionale della Campania che l'ha inserita nel perimetro del Parco regionale dei Campi Flegrei, dotandola di Norme di salvaguardia che ne vietano perentoriamente l'utilizzo a discarica.

2.1.08

Rottamazione: un provvedimento buono per metà


Il CdM licenzia il DL milleproroghe, sì alla rottamazione dei vecchi elettrodomestici e delle auto, anche Euro 2.
“È un provvedimento buono per metà. Se infatti è ottima la norma che prevede la rottamazione dei vecchi elettrodomestici per l’acquisto di quelli di classe A, resta qualche perplessità su quella delle auto”. Così Legambiente accoglie il via libera dato dal Consiglio dei Ministri al cosiddetto DL milleproroghe che prevede la rottamazione di auto, anche Euro 2, e dei vecchi elettrodomestici.“Per quanto riguarda le auto è importante sottolineare gli elementi di novità di questa rottamazione senza ricambio, – si legge nella nota dell’associazione ambientalista – e cioè prevedendo un bonus per chi rottama il proprio mezzo senza sostituirlo e aderisce al servizio di car-sharing. In realtà avrebbe avuto ragione Bersani a sostenere che questa rottamazione rafforza gli obiettivi ambientali se il provvedimento si fosse fermato qui senza invece prevedere 700 Euro per l’acquisto di una nuova vettura”.
Rottamare anche gli Euro 2 vuol dire, infatti, buttare una vettura che potrebbe essere stata comprata 5 anni fa. In questo caso mentre il beneficio ambientale sarebbe tutto da dimostrare, è certo il guadagno delle case automobilistiche. La rottamazione delle auto ha, sulla qualità ambientale, effetti assai ridotti. Lo dimostrano i dati annuali sull’inquinamento atmosferico nelle città italiane che, nel corso degli ultimi anni, hanno avuto un andamento analogo sia laddove c’è stato un massiccio ricambio del parco automobilistico sia dove questo invece non è avvenuto.
Se a livello globale è vero che un auto nuova ha minori emissioni di una vecchia è altrettanto vero che a livello locale sulle continue emergenze smog che si registrano in molti centri urbani italiani l’effetto è stato trascurabile o addirittura nullo: in principio i provvedimenti di incentivazione al ricambio auto hanno dato risultati positivi solo per certi inquinanti: gli ossidi di azoto e il monossido di carbonio in particolare. Oggi invece per le polveri sottili non ci sono conseguenze apprezzabili. Il vero problema dell’Italia – come dimostrano i dati internazionali – è il numero dei mezzi privati in circolazione per abitante: terzo Paese dopo gli Usa e il Lussemburgo con 60 auto ogni 100 abitanti. È dunque la densità automobilistica quella che va ridotta. Un obiettivo che viene ancor prima della qualità delle motorizzazione in circolazione.
Decisamente più utile, sia dal punto di vista ambientale che economico, è la rottamazione dei vecchi elettrodomestici. Grazie a questa norma, infatti, verrà evitata la svendita dei modelli più inquinanti a danno di quelli di classe A contribuendo così a un vero risparmio energetico

20.12.07

Auguri di Buon 2008

Se Nel 2008
Non ci daremo da fare
saremo fritti
Auguri!
Carmine Maturo
Se vi preoccupate anche solo un po' della vostra sicurezza personale,
dovreste prima di tutto pregare per l'ordine e la tranquillità
in tutti e quattro i quartieri del paese".
(Nichiren Daishonin, XIII secolo).

11.12.07

VIII Congresso Nazionale: Vittorio Cogliati Dezza e Rossella Muroni alla guida dell'associazione ambientalista





Eletti il presidente e il direttore generale di Legambiente. Si chiude la tre giorni congressuali. Cogliati Dezza: “il 7 giugno manifestazione nazionalecontro la febbre del pianeta”
“Riprogettare il territorio, riprogettare la città, bloccare il consumo del suolo sono, oggi, tra le sfide centrali dell’azione di Legambiente. Tre priorità di vasto respiro che incidono sul cambiamento climatico, sulla mobilità, la qualità della vita”. Con queste parole, Vittorio Cogliati Dezza ha salutato la platea a conclusione dei lavori dell’VIII Congresso nazionale di Legambiente, che lo ha eletto oggi presidente nazionale dell’associazione. Vittorio Cogliati Dezza succede così a Roberto Della Seta, nominato responsabile ambiente nell’esecutivo del Partito Democratico.
“La nostra società civile nel suo complesso non è migliore della società politica - ha aggiunto il nuovo presidente di Legambiente -. Migliorare la politica è un compito di Legambiente; lo è anche quello di migliorare la società civile. L’ambientalismo è oggi la migliore chiave per capire il futuro e cambiare il presente. L’azione, la nostra azione, opera per il bene comune, l’interesse generale. Ed è con questo obiettivo che oggi lanciamo l’idea di una manifestazione nazionale a giugno per fermare la febbre del pianeta, costruendo una grande alleanza di forze che si batta per il bene comune”.
Il Congresso di Legambiente ha eletto oggi anche il nuovo direttore generale, Rossella Muroni, che sostituisce Francesco Ferrante. Della Seta e Ferrante sono stati salutati da un lungo e caloroso applauso dell’assemblea congressuale.
“Dopo più di 20 anni - ha detto Roberto Della Seta nel suo discorso di chiusura, nell’augurare buon lavoro a Vittorio Cogliati Dezza e Rossella Muroni - lascio il lavoro quotidiano in Legambiente, lascio un’associazione forte, autonoma, decisa a non delegare a nessuno il suo ruolo politico. D’ora in avanti cercherò di fare passare le ragioni dell’ambiente nella politica, finora incapace di vedere che la qualità ambientale è nel Ventunesimo secolo una delle pietre angolari dell’idea di progresso”.
“Lascio la direzione di Legambiente, non certo la mia associazione - ha dichiarato Francesco Ferrante - con cui continuerò a impegnarmi per un futuro migliore, sperando che il mio lavoro nelle istituzioni possa essere utile all’affermarsi delle nostre ragioni. E’ stato già così nelle scorse settimane con l’approvazione della riforma degli incentivi per le energie rinnovabili in finanziaria. Auguriamoci di fare di più e meglio”.
“Voglio un’associazione autonoma e coraggiosa – ha detto invece Rossella Muroni – che sappia valorizzare la sua biodiversità interna. Perché la nostra ricchezza è quella che distingue i campi di battaglia dei nostri circoli, da Aosta a Gela, che poi sono invece così vicini nel fare ambientalismo. Voglio un’associazione che abbia dirigenti donne che non rincorrano modelli maschili, ma sappiano portare la loro prospettiva originale. Infine voglio una Legambiente che non cammini su una strada solitaria, che sia sempre più votata alle alleanze e al dialogo e sappia rompere i confini della riserva in cui spesso di trovano rinchiuse le associazioni ambientaliste”.

21.11.07

Puntata speciale di ‘Belfagor’ sul Prodigio del Sangue a Napoli e non solo...

Puntata speciale di ‘Belfagor’
sul Prodigio del Sangue a Napoli e non solo...

Mariangela Mingione mi ha intervistato per 30 minuti su questo tema a me tanto caro.


La trasmissione andrà in onda sull’emittente regionale Tv Luna nei giorni: - Giovedì 29 novembre h 23,00 - Venerdì 30 novembre h 22,00 - Sabato 1 dicembre h 22,30 - Domenica 2 dicembre h 07,30

14.11.07

nero di google

http://www.googlelightoff.com http://www.nerooogle.com
Sono due motori di ricerca per il risparmio energetico.
Il primo sito è nero di google mentre il secondo è un motore di ricerca tutto italiano
... ammetto che pur essendo"navigatore" incallito non sapevo che una pagina bianca consuma più energia di una pagina nera e questo non posso nemmeno provarlo.
Stando a ciò che si legge nel web per visualizzare una pagina bianca bianca occorrono circa 74 watt mentre una pagina nera 59 wat.
praticamente 15 wat per ricerca....moltiplichiamolo tutte le ricerche che effettuiamo non è poco...allora...proviamo

10.11.07

salvalarte di Legambiente a Napoli


Salvalarte di Legambiente

A Napoli per accendere i riflettori
sul Complesso Monumentale di Santa Maria del Purgatorio ad Arco

Salvailmuseo rivela i risultati del monitoraggio dell’inquinamento atmosferico
nella Galleria Accademia Belle Arti di Napoli

Consegnato il premio “Amici dell’Arte” a Fabio Maniscalco e Lorella Starita

Presentazione del dossier “Salvalarte del Mare”

Il Complesso Monumentale di Santa Maria del Purgatorio ad Arco, caso esemplare di gestione del patrimonio culturale da parte di un’associazione e obiettivo del passaggio a Napoli di Salvalarte. La campagna di Legambiente per la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio artistico e paesaggistico, realizzata con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il contributo di Bialetti Industrie da oltre un mese, infatti, sta attraversando l’intera Penisola alla volta di opere d’arte da sottrarre al degrado e all’abbandono.A presentare Salvalarte questa mattina nella chiesa di Santa Maria del Purgatorio ad Arco erano presenti Federica Sacco responsabile nazionale Salvalarte, Carmine Maturo, responsabile Turismo e Beni Culturali di Legambiente Campania, Tsao Cevoli, presidente Associazione Nazionale Archeologi e Lorella Starita, presidente Progetto Museo Aperto. Ad aprire la conferenza stampa la presentazione di “Gioielli ritrovati” la guida in cui Legambiente ha raccolto i beni culturali di cui intende prendersi cura, con attività di valorizzazione o veri e propri restauri; tra i protagonisti anche il Complesso monumentale di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, aperta grazie al “Progetto Museo Aperto” del Comune di Napoli e in buono stato di conservazione grazie al restauro effettuato dalle associazioni.

“Salvalarte da anni rappresenta il momento per accendere i riflettori sul patrimonio culturale minore – ha dichiarato Carmine Maturo, responsabile regionale Turismo e Beni Culturali di Legambiente Campania –e proprio per questo, abbiamo deciso di inserire nella guida nazionale “Gioielli Ritrovati” il Complesso Monumentale di Santa Maria del Purgatorio ad Arco, un esempio di buona pratica di gestione da parte delle associazioni che hanno contribuito al restauro e alla promozione. Ci sono tante altre strutture monumentali chiuse da anni ed altrettante associazioni che vorrebbero offrire il loro contributo per poterle valorizzare, credo pertanto – ha aggiunto Maturo –sia giunto il momento di coinvolgerle maggiormente. Per rendere partecipi anche i volontari alla tutela dei beni culturali a marzo Legambiente Campania terrà un corso della protezione civile sulla salvaguardia del patrimonio culturale dai rischi naturali”.

Nel corso dell’evento sono stati presentati anche i risultati di Salvailmuseo il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico effettuato da Legambiente nella Galleria Accademia Belle Arti di Napoli. Sono tanti, infatti, i problemi generati dallo smog sulle opere d’arte anche quando non sono esposte direttamente all’aria aperta: erosione e scolorimento dei dipinti, sfibratura e opacizzazione dei tessuti, rigonfiamenti del legno, annerimento dei marmi, fragilizzazione e polverizzazione superficiale delle pelli sono gli effetti che particolato, ozono e gas acidi ogni giorno, inesorabilmente, provocano sui pezzi del nostro patrimonio artistico e culturale. Dalle indagine effettuata da Salvailmuseo tra il 7 e il 25 settembre 2007 emerge che all’interno del museo solo il biossido di zolfo rientra tra i parametri stabiliti con valori così bassi che sono risultati impossibili da rilevare. Più critica la situazione del biossido di azoto con valori medi fino a punte di 47,8 µg/mc contro i 5 µg/mc ammessi dalla legge e dell’ozono con valori medi di 29,6 µg/mc, superando quasi di 15 volte il limite consentito. Nel museo i rilevamenti sono stati effettuati attraverso campionatori passivi (passam) di ossidi di zolfo, ozono, ossidi di azoto, esposti in quattro luoghi diversi: un posto all’esterno, sul terrazzo, gli altri 3 all’interno del museo. In questo modo è stato possibile rapportare l’inquinamento presente all’esterno con quello che penetra all’interno dell’edificio.

“Il museo – ha commentato Federica Sacco responsabile nazionale Salvalarte – non è solo un luogo dove realizzare tutela, conservazione e fruizione delle opere d’arte, ma è anche punto di diffusione culturale che non può prescindere dal proprio territorio e dalle iniziative culturali che in esso si svolgono. La responsabilità del museo va al di là della semplice dimensione architettonica, per diventare motore di sviluppo e luogo in cui viene determinata la sostenibilità del nostro patrimonio artistico”.

A seguire è stato consegnato il “Premio amici dell’Arte” un riconoscimento per premiare coloro che si sono distinti nel difendere il patrimonio culturale. Ad aggiudicarsi la seconda edizione del premio Fabio Maniscalco e Lorella Starita. Fabio Maniscalco è un archeologo che si è distinto per aver realizzato una mappatura dei beni artistici in Bosnia-Herzegovina, tra il 1995 e il 1998 nell'ambito delle missioni multinazionali di pace IFOR e SFOR. Lorella Starita è il presidente di Progetto Museo Aperto, l’Associazione che nel 1997 è riuscita a mettere assieme esperienze di varie associazioni provenienti dall'impegno di promozione, valorizzazione e tutela del patrimonio artistico già prima e durante il cosiddetto "Rinascimento Napoletano".

“Salvalarte vuole dare spazio a testimonianze positive: azioni di recupero e salvaguardia di pezzi importanti di storia e d’arte - ha continuato Federica Sacco responsabile nazionale Salvalarte -. Personaggi che non salgono quasi mai agli onori delle cronache. Ecco perché abbiamo deciso di premiare due persone che da privati o dall’interno delle istituzioni, con il loro lavoro costante e tenace si sono distinti nella salvaguardia di questi beni preziosi”.

In conclusione della tappa napoletana di Salvalarte la presentazione del dossier “Salvalarte del Mare” di Legambiente e l’Associazione Nazionale Archeologi dedicato alla tutela dei tesori sommersi custoditi nei fondali del Mediterraneo e disponibile su www.legambiente.eu/documenti/2007/0925_salvalarte2007/index.php

“La mancanza di una adeguata tutela del patrimonio archeologico sommerso lo espone a numerosi attacchi da parte dei “nemici dell’arte in mare”- ha concluso Tsao Cevoli, presidente Associazione Nazionale Archeologi -. Dall’elaborazione del dossier dei dati del progetto “Archeomar” del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e di altri progetti analoghi, emergono molte situazioni “ad elevato rischio” nelle quali occorre intervenire immediatamente, attraverso provvedimenti ad hoc o il rafforzamento degli interventi già in atto. Proprio per questo Salvalarte del Mare si conclude con la proposta dei “Cinque passi”: cinque importanti provvedimenti che l’Italia dovrebbe adottare per salvare l’archeologia in mare del Belpaese e garantire una migliore tutela e valorizzazione dell’immenso patrimonio archeologico custodito nei nostri mari”.