26.9.07

Birmania: l'Italia intervenga per scongiurare la repressione



Cisl, Wwf, Greenpeace e Legambiente lanciano un appello per il rispetto dei diritti umani in Myanmar: stop ai rapporti con il paese finchè la situazione politica non cambia





La Birmania è un paese martoriato da decenni di violenta dittatura, che ha imposto l’arbitrio come legge e come modalità di governo. Un paese che ha raggiunto il triste primato di essere il primo produttore di metanfetamine al mondo, il secondo per produzione di oppio, il primo per bambini soldato e per la presenza di lavoro forzato.Inoltre il Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, da ormai 12 anni, è costretta a durissimi arresti domiciliari, mentre oltre mille prigionieri politici, sono vittime di torture ed abusi durante la detenzione, a causa dei quali molti hanno perso la vita. Il regime militare inoltre si rifiuta di avviare un serio dialogo tripartito con procedure e scadenze condivise con tutte le parti interessate, a partire dalla Lega Nazionale per la Democrazia e le organizzazioni delle nazionalità etniche, ed ha lanciato un inaccettabile processo di "Convenzione Nazionale" per una costituzione, che manterrebbe il potere nelle mani dei militari.Centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini sono tutt’ora costretti al lavoro forzato, da parte sia dei militari, sia delle autorità locali, e sono spesso obbligati alle deportazioni forzate, mentre sono comuni la detenzione e le esecuzioni, torture, stupri, utilizzati come mezzo di potere.Continua la repressione di tutti i fondamentali diritti umani e sindacali. Gli attivisti del lavoro, le loro famiglie, amici e conoscenti vengono costantemente arrestati, torturati e condannati a pesanti pene detentive, mentre Il regime militare ha dichiarato il sindacato birmano FTUB una organizzazione terroristica.Accanto alle violazioni dei fondamentali diritti umani e del lavoro si aggiungono la gravissima violazione dei diritti ambientali con la distruzione ed il taglio illegale delle foreste di teak, il dissennato sfruttamento minerario, la costruzione delle dighe sul fiume Salween, che ridurranno alla povertà oltre 500.000 contadini e pescatori danneggiando irrimediabilmente il delicato ecosistema locale.Poiché tutte le principali attività economiche e produttive sono in mano o sono controllate dal regime militare o dallo stato, l’ ILO ha approvato nel 2000 una Risoluzione che chiede a tutti i governi, agli imprenditori e alle organizzazioni sindacali: " di rivedere i loro rapporti con la Birmania e di adottare le misure appropriate affinché tale paese Membro, non possa trarre profitto da questi rapporti, per perpetuare o sviluppare il sistema di lavoro forzato. A causa della persistenza del lavoro forzato, tale risoluzione è stata integrata dalla richiesta ai governi di introdurre ulteriori misure, ivi compreso nei confronti degli investimenti diretti esteri e dei rapporti con le imprese birmane statali o di proprietà di militari.Chiediamo:alle imprese italiane che hanno rapporti commerciali con la Birmania e alle multinazionali, a partire da quelle impegnate nel settore forestale, petrolifero, del gas e minerario, nei progetti di costruzione di dighe ed infrastrutture - che comportano ingenti profitti per il regime, la violazione dei diritti umani, sindacali, ambientali - di sospendere i loro rapporti con questo paese, per non contribuire a rafforzare il potere della giunta, che continua ad utilizzare il lavoro forzato e la devastazione ambientale come fonte di potere;agli enti locali, alle Regioni, al governo Italiano:di impegnarsi attivamente per la attuazione della Risoluzione ILO nei confronti delle imprese e di istituire un sistema di disincentivi e di monitoraggio e rapporto regolare all’ILO, sul comportamento delle imprese;di sostenere il rafforzamento della Posizione Comune dell’UE, inserendo nell’elenco delle imprese con le quali è proibito oggi promuovere accordi e collaborazioni economiche, anche le imprese di proprietà dello stato e dei militari, così come richiesto dal governo birmano in esilio e dall’ILO, a partire dai i prodotti del settore del legno;di sostenere attivamente le organizzazioni democratiche e sindacali birmane e il governo in esilio;di continuare a fare pressione per il rilascio immediato e senza condizioni del Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi e di tutti gli altri prigionieri politici, in particolare di Myo Aung Thant; sindacalista dell’FTUB, condannato all’ergastolo;di rifiutare il riconoscimento del processo di "Convenzione Nazionale" e la costituzione illegittima, predisposta dal regime, sostenendo invece l’impegno del movimento di opposizione democratica, per la promozione di una costituzione democratica e federale;di sostenere attivamente il dialogo specifico nelle istituzioni EU, ASEAN Association of South East Asian Nations – Associazione delle Nazioni dell'Asia Sud-Orientale, ASEM Asia-European Meeting. e SAARC South Asian Association for Regional Cooperation – Associazione per la cooperazione regionale dell'Asia del Sud., e con i paesi più interessati, per spingere il regime militare ad avviare un efficace dialogo politico con la partecipazione di tutte le parti interessate: i gruppi etnici e la Lega Nazionale per la Democrazia, come condizioni indispensabili per l'istituzione di una vera e propria democrazia e dello stato di diritto;di richiedere il pieno rispetto delle foreste della Birmania e delle comunità che le abitano;di richiedere alle organizzazioni internazionali e regionali, comprese le istituzioni finanziarie, di interrompere i prestiti e qualunque altro progetto che coinvolga la Birmania, ad eccezione di quei casi specificamente previsti per la attuazione delle raccomandazioni dell’OIL e per la lotta contro HIV/AIDS, malaria e tubercolosi;di lavorare per la adozione al Consiglio di Sicurezza ONU, di una Risoluzione, che costringa la giunta ad un tavolo negoziale per la democrazia con tutte le parti interessate a partire dall’NLD e dalle organizzazioni dei gruppi etnici.Birmaniademocratica.org dalla rete per la democrazia
Per informazioni e per firmare l'appello clicca su: http://www.birmaniademocratica.org/

13.9.07

Legambiente Protezione Civile: dieci anni di solidarietà concreta e tempestiva

Legambiente celebra con la più grande esercitazione dedicata alla messa in sicurezza dei beni storico artistici. Dal 13 al 16 settembre a Pievebovigliana (MC
Nel settembre 1997 una forte scossa di terremoto con epicentro Colfiorito di Foligno colpisce l’Appennino umbro-marchigiano: muoiono undici persone, alcune di infarto altre colpite dai crolli, centinaia i feriti e migliaia restano senza casa. Simbolo del terremoto sarà il crollo di parte della volta della Basilica di San Francesco ad Assisi, ripreso da un cameraman di un’emittente locale durante un sopralluogo. Di fronte a questa situazione di emergenza Legambiente presta soccorso con oltre 500 volontari per mettere in salvo più di mille opere d’arte che rischiavano di essere irrimediabilmente danneggiate. Nasce così la prima struttura operativa di protezione civile gestita da un’associazione ambientalista che oggi può contare oltre cinquanta gruppi territoriali in tutta Italia. Dieci anni durante i quali Legambiente ha potuto portare una solidarietà concreta e tempestiva in tutte le emergenze di protezione civile nazionali ed estere. Non solo, Legambiente si attiva nel far conoscere i rischi che gravano sul territorio portando avanti opere di prevenzione e di pianificazione al fianco degli Enti Locali e delle Regioni, con una particolare attenzione al mondo della scuola.Un impegno lungo dieci anni, ma anche il drammatico evento che ha colpito i territori e le popolazioni dell’Umbria e delle Marche, che l’associazione ambientalista vuole celebrare tornando nella zona colpita dal sisma con la più grande esercitazione nazionale rivolta alle squadre specializzate di volontari nella salvaguardia e nella messa in sicurezza del patrimonio storico artistico. L’esercitazione vedrà i partecipanti impegnati in corsi di alta specializzazione ma sarà anche occasione per risistemare e mettere in piena sicurezza le opere rimosse all’epoca del sisma: con l’ausilio dei Vigili del Fuoco, infatti, le squadre di volontari schederanno e imballeranno correttamente sculture, dipinti e quelle piccole opere artistiche ancora stoccate nei magazzini. Le squadre poi simuleranno momenti di emergenza operando per il riconoscimento, la messa in sicurezza e la catalogazione di beni conservati in chiese, musei e palazzi. Quattro giorni, dal 13 al 16 settembre, di prevenzione e formazione dunque, a Pievebovigliana, in provincia di Macerata, dove oltre cento volontari provenienti da ogni parte d’Italia, tutti professionisti del settore (restauratori, storici dell’arte, architetti), verranno impegnati nella messa in sicurezza, l’imballaggio e la schedatura dei beni. Un appuntamento, organizzato in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale e la Regione Marche.Sabato 15 settembre, verranno premiati i comuni vincitori di “Restare in piedi”, il concorso nazionale lanciato dall’associazione ambientalista e dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile per la pianificazione d’emergenza e per le attività informative rivolto a tutti i comuni italiani ad alto e medio rischio sismico (ore 15,00 presso la Chiesa di Santa Lucia di Serravalle di Chienti).

28.8.07

TORNA A VENEZIA L'EDITORIA DI PACE - Sarà “L'odio” il tema del 7° Salone dell'Editoria di Pace

Il Salone dell’Editoria di Pace è diventato negli anni un appuntamento ormai tradizionale. Promosso dalla Fondazione Venezia, in collaborazione con il Comune, la Provincia e la Municipalità di Venezia, nel suo genere, il Salone è l’unica occasione in Italia in cui quanti si riconoscono nel popolo della pace si danno appuntamento per incontrarsi e riflettere.
Ad esporre e a presentare le proprie attività ci saranno soprattutto gli editori e gli operatori di pace, da quelli più affermati a quelli emergenti, da quelli generici a quelli esclusivamente del settore. Tutti proporranno i loro libri ma soprattutto faranno della loro presenza un’occasione di analisi delle problematiche, di interfaccia con il visitatore: la produzione culturale si valorizza nell’incontro, ed è dall’incontro che nasce la cultura di pace.
Nel salone inoltre i libri diventeranno occasione di conferenze, presentazioni, eventi, mostre. Sarà fitto il programma di Incontri con l'Autore, dei thè semi-filosofici, di presentazioni letterarie.
Fra le novità di quest'anno ci saranno gli spazi e le attività dedicati ai più piccoli, con i laboratori di “Giochi di pace... storie di amicizie”; la

14.8.07


Ho letto questa citazione di Albert Einstein e mi piace condividerla con voi.

"La mente intuitiva è un dono sacro e quella razionale un fedele servitore. Noi abbiamo creato una società che onora il servitore e dimentica il dono"

10.7.07

IL SISTEMA DELLE AREE PROTETTE DELLA CAMPANIA

SERVONO STRATEGIE E STRUMENTI PER UN NUOVO PROTAGONISMO
DELLA REGIONE CAMPANIA IN ITALIA E PER IL MEDITERRANEO

LEGAMBIENTE DENUNCIA L’IMMOBILISMO E L’INEFFICIENZA DELLE AREE PROTETTE DELLA CAMPANIA

I RAPPRESENTANTI DI LEGAMBIENTE PRESENTI NEI CONSIGLI DIRETTIVI DEI PARCHI DARANNO VITA AD ULTERIORI AZIONI DI PROTESTA


I Parchi regionali della Campania a 14 anni dalle legge, dopo 4 anni dall’istituzioni degli enti gestori, a 2 anni dalla nomina dei presidenti, hanno bisogno di una nuova fase. Le aree protette campane necessitano di un rinnovato protagonismo degli enti e dei soggetti locali interessati, ma soprattutto serve che la politica, fino ad oggi inesistente, investa in questo importante progetto di conservazione e valorizzazione della biodiversità.
I Parchi della Campania, attendono oramai da troppo tempo di contribuire alla realizzazione del sistema nazionale delle aree protette, attraverso lo sviluppo della Rete ecologica nazionale e dei progetti di sistema quali APE – Appennino Parco d’Europa, Itaca - la rete delle aree marine delle isole minori, e CIP – Coste italiane protette.
Le nomine dei presidenti e dei consigli direttivi degli enti parco, ottenuti con grandi difficoltà, sono insufficienti ad affrontare la sfida di conservazione della biodiversità in una realtà fortemente antropizzata come quella campana, se le aree protette non sono supportate da un progetto politico e culturale moderno e da investimenti in risorse umane e finanziare adeguate.
Alle aree protette campane serve il supporto di personale regionale qualificato e competente, con una pianta organica dedicata al settore adeguata alle esigenze. Una Regione con un’organico di migliaia di unità, con tante strutture ed enti strumentali stracolmi di personale qualificato, talvolta in dismissione, può procedere a reperire personale motivato anche attraverso distacchi e mobilità. Le inefficienze causate dalla politica in questo, come in altri settori ambientali, sono oramai insopportabili ed i ritardi nella nomina dei Direttori dei parchi sono un caso emblematico di cattiva amministrazione ed arroganza politica.
In Campania si tratta di passare dalle parole ai fatti, soprattutto per la Regione, in un disegno coerente e partecipato utile per sgomberare il campo dalle tante polemiche e dubbi che a ragione vengono oggi espressi. Sono necessarie scelte strategie che la regione Campania deve attuare per recuperare anni di attesa e di aspettative di tanti cittadini, soprattutto giovani, ed intere comunità, che guardano ai parchi come una grande occasioni di sviluppo locale sostenibile incentrato su una forte azione di conservazione della natura.
Non è più possibile tollerare la scarsa attenzione che presta la Regione nell’organizzazione delle aree protette, inserite nella Rete Ecologica, e strutturate intorno ai Siti di Interesse Comunitario e alle Zone di Protezione Speciale, frutto dell’applicazione delle Direttive Comunitarie Habitat ed Uccelli e parte importante della rete Natura 2000, la strategia pan-europea per la conservazione della biodiversità. Si registra una chiara contraddizione tra le aspettative che si sono palesate nella nostra Regione, che ha un territorio protetto quasi pari al 30% della sua superficie totale, e la non adeguata strutturazione degli enti di gestione delle aree protette.
Gli Enti parco non devono essere enti burocratici, bensì enti snelli, in grado di riportare, rapportandole alle direttive della legge istitutiva, sul particolare territorio in cui insistono, le strategie regionali espresse dall’Assessorato all’Ambiente nella sua interazione con le varie tematiche che attengono ai parchi (agricoltura, urbanistica, turismo prioritariamente, tematiche in capo agli altri Assessori che condividono con il Presidente della G.R. la nomina dei Presidenti degli Enti Parco).
In tal senso, opportunamente la stessa legge 33/93 prevede che il personale degli Enti Parco sia esclusivamente distaccato dalla Regione, senza aggravio di spesa per la stessa e enuclea solo per il Direttore una diversa modalità di designazione.
A queste considerazioni si aggiungono quelle ancor più gravi relative alla spesa dei fondi POR che ha consentito di stanziare sui territori protetti notevoli finanziamenti, senza garantire per l’assenza di Enti adeguatamente strutturati, validi meccanismi di controllo dell’efficacia della spesa. Inoltre, destano dubbi i bandi addirittura emanati in questi giorni da alcuni Parchi, laddove le aggiudicazione delle gare dovevano scadere tassativamente entro il 31.12.2006, così come va tenuto in debito conto l’allarme derivante per abusi fatti in aree SIC ed i sequestri di cantieri da parte del Corpo Forestale dello Stato appaltati addirittura da Parchi anche Nazionali.
E, con riferimento a questi ultimi, Legambiente contesta e lamenta che sia il Parco Nazionale del Vesuvio che quello del Cilento Vallo di Diano sono tuttora commissariati. Eppure i Presidenti dei Parchi Regionali furono nominati all’inizio del 2005 proprio perché la Commissione Europea stabilì che non era possibile procedere alla gestione dei Fondi POR nelle aree protette da parte di Commissari!
A due anni dalla nomina dei Presidenti degli Enti Parco e Riserve Regionali, ancora non tutti gli Enti hanno completato la nomina degli altri organi, l’Ente di gestione delle Riserve “Foce Sele Tanagro-Monti Eremita-Marzano” non ha ancora avuto la designazione del Direttivo, la Riserva di Foce Volturno-Garigliano – Costa di Licola non ha avuto ancora la nomina del Collegio dei Revisori dei Conti e quasi tutti i parchi hanno sofferto le dimissioni dei Responsabili Amministrativi.
Nonostante le reiterate critiche alla Del. G.R. 1217/05 non è stato possibile ottenerne una modifica sostanziale tesa alla strutturazione degli Enti e a creare i presupposti adeguati per l’attività di conservazione della natura e per l’esercizio delle funzioni di tutela, di vigilanza delle aree protette, in capo agli Enti Parco che hanno competenze vaste e tutte cogenti, sovraordinate rispetto a quelle degli Enti Locali. Non va dimenticato che i Parchi hanno competenza per il rilascio di pareri urbanistici, per il controllo e il sanzionamento degli abusi, per la vigilanza ed il controllo, per la costituzione in giudizio contro i ricorsi, ecc. Non a caso, con riguardo alle piante organiche dei Parchi Nazionali, è facile verificare che in capo ad essi ci sono Piante Organiche strutturate, con il CTA (coordinamento territoriale ambientale) del Corpo Forestale dello Stato, proprio per la vigilanza ed il controllo dei vincoli e divieti, oltre alle unità operative, localizzate in uffici adeguati che non possono essere le poche stanze messe a disposizione in parti di edifici pubblici dei comuni.
Solo affrontando in maniera adeguata la strutturazione degli Enti sarà possibile poi procedere ad affrontare i tanti problemi connessi alla strategia di tutela e sviluppo. Grave e preoccupante è il rischio che si sta correndo nella programmazione del POR 2007-2013 che attribuisce un ruolo significativo ai Parchi, intesi come enti intermedi, soggetti di sovvenzione globale e stazione appaltante sia per i fondi FERS che FEARS.
Dalla Rete Ecologica, al Progetto APE (Appennino Parco d’Europa), alla Rete dei Parchi del Mediterraneo, tante sono le strategie di sistema che vedono nei parchi un volano per lo sviluppo sostenibile, per bilanciare le opportunità di crescita tra la costa e le zone interne, per qualificare l’agricoltura e il turismo con riguardo alla ruralità e alla valorizzazione del patrimonio di beni culturali e naturali. Legambiente ha inteso interagire con le strategie della Regione Campania, ritenendole coerenti con quelle della propria missione. Ma oggi è necessario assumersi la responsabilità di prendere le distanze da un sistema che non corrisponde nei fatti a queste aspettative, laddove si registra uno scollamento tra le scelte strategiche pur condivisibili e la reale consistenza degli Enti Parco e Riserve che sono un gigante senza gambe, spesso assimilato ai GAL o a un Sistema di Sviluppo Locale o a una Comunità Montana, prescindendo dalla loro precipua funzione.
Legambiente ritiene che occorre finalmente ristabilire la netta linea di demarcazione tra le responsabilità politiche e quelle amministrativo-gestionali, soprattutto in un momento in cui l’opinione pubblica matura una diffusa critica e insofferenza verso la “cosa pubblica” sia politica che amministrativa, chiedendo scelte competenti ed efficienti, che privilegino la meritocrazia per soddisfare strategie di sviluppo sostenibile e durevole.
Tutto ciò anche facendo opportuno tesoro della lunga e gravissima esperienza commissariale della gestione del ciclo integrato dei rifiuti, la quale ha dimostrato che occorre saper in tempo individuare le criticità che si manifestano quando si tralascia di risolvere i nodi strutturali, agendo solo con provvedimenti tampone, che rischiano di autoperpretarsi. Le fasi transitorie ed emergenziali devono essere giustamente a tempo.
D’altro canto, la sostituzione protratta nel tempo del regime ordinario di amministrazione delle aree protette si configura come del tutto illegittima se non addirittura anticostituzionale, come affermato –sia pure con riferimento ad altro settore della tutela ambientale – da più di una decisione giurisprudenziale, risolvendosi in sostanza nell’estromissione degli organi previsti dalla legge dalla gestione concreta dei Parchi. Com’è noto, tra l’altro, la mancanza di ogni certezza sui tempi dell’avvio della gestione ordinaria contribuisce ad accrescere l’illegittimità della situazione.


Technorati Profile

9.7.07

ECCO I NONNI GUIDE TURISTICHE – IL PRIMO CASO IN ITALIA – A DISPOSIZIONE DEL PARCO NAZIONALE DEL GARGANO E DELLA COMUNITA’ DI RIGNANO GARGANICO - SI O

A Rignano Garganico istituiti i “Nonni guide turistiche”. Si tratta di un gruppo nutrito di anziani del Circolo Culturale “Pietro Nisi” che si occuperanno prevalentemente di accogliere i turisti del più piccolo comune della Montagna del Sole interessati ai tesori paleolitici di Grotta Paglicci e ai bene naturalistici, culturali ed eno-gastronomici rignanesi. Le neo-guide, che saranno continuamente aggiornate dai volontari del Coordinamento Amici di Paglicci, saranno a disposizione tutti i giorni in maniera gratuita del Parco Nazionale del Gargano e della locale municipalità. In cambio avranno a loro disposizione alcuni locali pubblici, che serviranno anche da luogo di svago e di aggregazione. Nei giorni scorsi, alla presenza di un centinaio di anziani di ambedue i sessi, il neo-sindaco Antonio Gisolfi, nel corso di un’apposita manifestazione di consegna, ha affidato al suddetto Circolo le chiavi dell’ex-asilo comunale, che i nonni guide utilizzeranno provvisoriamente fino a dicembre, quando la struttura sarà chiusa per essere adibita, dopo una serie di lavori di adeguamento e di messa a norma, a Museo Virtuale di Grotta Paglicci e della Preistoria del Parco Nazionale del Gargano, grazie a due appositi fondi Pis Gargano da 3 miliardi di vecchie lire. Da gennaio 2008 gli stessi anziani saranno ospitati presso i locali al pian terreno della Scuola Elementare.

28.6.07

"5 buone azioni" per la questione rifiuti in Campania

Sono convinto che “cinque buone azioni” nella vita quotidiana di ogni singolo cittadino può contribuire fattivamente alla risoluzione del problema rifiuti in Campania.

1) DISIMBALLIAMOCI. Preferiamo e acquistiamo prodotti con meno imballagi ed involucri.
2) RICICLIAMO. Anche se il Comune non effettua raccolta differenziata, per quel che è possibile, facciamola noi autonomamente: acquistiamo e usiamo solo pile ricaricabili, ricicliamo i fogli di carta utilizzando il retro di quelli da buttare, riutilizziamo le borse della spesa…
3) PREFERIAMO bibite e contenitori con “vuoto a rendere”,
4) RIFIUTIAMO i prodotti monouso – piatti, bicchieri, forchette…
5) UTILIZZIAMO borse di juta per la spesa.

17.6.07

NAPOLI"URBS SANGUINUM": SANGUE SAN GENNARO SCIOLTO DAVANTI PATRIARCA CIPRO



Napoli
L'Urbs sanguinum, ovvero la "città dei sangui", è Napoli, e così fu definita nel 1632 da un osservatore dell'epoca rimasto attonito di fronte alle tremila reliquie di martiri cristiani gelosamente custodite in città nel chiuso dei conventi o delle dimore private.

Sebbene il miracolo dello scioglimento del sangue abbia finito con l'identificarsi con San Gennaro, tanti altri santi compivano e tuttora compiono il prodigio.
Il sangue di San Gennaro, si e’ sciolto questa mattina durante la visita alle reliquie dell’arcivescovo Crisostomos II, capo della chiesa ortodossa di Cipro. L’eccezionale evento e’ avvenuto, durante lo storico incontro tra il capo della chiesa cipriota, la piu’ antica della cristianita’ e il cardinale arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe che segue la prima visita nella santa sede avvenuta ieri di un capo della chiesa cipriota. Il cardinale Sepe ha preso la teca in cui ci sono le ampolle con il sangue in mano per meglio mostrarle a Crisostomos II, e a quel punto si e’ potuto notare che il sangue si era liquefatto; un evento che non ha precedenti in quest’ultimo secolo, dato che l’appuntamento con il miracolo di San Gennaro e’ a maggio, a settembre e a dicembre. Il prodigio, secondo Sepe, e’ “un segno della provvidenza del Signore e della volonta’ di San Gennaro di fare in modo che da Napoli parta un ponte di collegamento tra le religioni per costruire la pace”. "San Gennà miettec' a mano"
Il materiale d'informazione e di conoscenza che ho raccolto nel libro "Urbas Sanguinum" assieme a Lucia Malafronte, viene offerto senza la pretesa di far luce sul prodigio dello scioglimento del sangue, nella consapevolezza che si tratta comunque di fenomeni non solo religiosi, ma anche storici e culturali che ormai fanno parte integrante della nostra città.
Così la mia ricerca svolta qualche anno fa - come sottolinea Marino Niola nella prefazione - diventa un contributo a far riemergere il fascino, i segreti, i misteri della città e del sangue dei suoi martiri per "far scorrere Napoli nelle vene del mondo. vedi "Urbs Sanguinum"

15.6.07

road pricing a New York


Dopo i taxi “verdi”, il sindaco di New York Michael Bloomberg ha annunciato l’inizio di un programma pilota di tre anni che introduce il pedaggio per l’accesso al centro di New York dalle 6 alle 18.
Otto dollari per le autovetture e ventuno per i mezzi pesanti.
Tanto è il tiket che gli automobilisti dovranno pagare ogni giorno per circolare in esclusive vie di Manhattan.
La Grande Mela decide sieriamente di abbattere il traffico. Il coraggioso piano del Sindaco di New York rientra in un ambizioso progetto ambientale iniziato da qualche mese che mira a ridurre del 30% le emissioni di Co2 entro il 2030.
Con questo progetto, secondo le previsioni, l’amministrazione comunale dovrebbe incassare 400 milioni di dollari, solo nel primo anno di attività dei varchi elettronici.
Il progetto, simile a quello che Londra ha adottato dal 2003 sta per essere adottato anche in alcune città coragggiose del Bel Paese. Sarà Milano la prima città che nelle intenzioni della nuova amministrazione sdoganerà questa formula anche nel Italia.
Il capoluogo lombardo sta valutando l’ipotesi di introdurre un pagamento alle autovetture in transito lungo le cinta murarie del centro, nell’ambito di un progetto che prevede anche di aumentare le zone pedonali e le piste ciclabili.Mi auguro che si pensi ad un meccanismo che possa reinvestire il danaro incassato in opere per la tutela dell'ambiente, trasporti pubblici, verde urbano...

5.6.07

Sanità, verso una legge per le medicine non convenzionali - Legambiente sulla libertà di scelta terapeutica



“Bisogna garantire a tutti i cittadini italiani, al pari di altri cittadini europei, il diritto di scelta della terapia medica”. Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente e senatore della Repubblica, sottolinea così le ragioni del convegno Libertà di scelta terapeutica, nel rispetto della sicurezza dei cittadini, organizzato a Roma da Legambiente in collaborazione con Weleda. Garantire la libertà di scelta terapeutica quale diritto fondamentale è questo il tema del dibattito, che affronta quindi la necessità di una legge per le medicine non convenzionali e di una copertura da parte del servizio sanitario che consenta a tutti di scegliere liberamente tra i diversi approcci diagnostici e terapeutici. “Questo significa – dice Ferrante – fornire un quadro normativo che, prevedendo una formazione di base nelle università e nelle scuole specializzate, dia le necessarie garanzie di professionalità a tutti i cittadini che si rivolgono a questi indirizzi terapeutici. Questo non significa nessun avvallo a questa o a quella medicina e nessuna preclusione sull’una piuttosto che sull’altra. Questa è materia, appunto, di libera scelta. E’ necessaria inoltre – aggiunge il direttore generale di Legambiente - una norma che tuteli i cittadini dalle truffe di sedicenti medici e ciarlatani”.All’omeopatia, la fitoterapia, l’agopuntura, la chiropratica, l’antroposofia si rivolgono ormai, secondo i dati più recenti, quasi dieci milioni di italiani. Si è accresciuta inoltre la consapevolezza dei problemi ambientali e dello stretto legame dell’uomo con la natura che lo circonda, e dell’importanza di tutelare l’ambiente in cui l’uomo vive come principale elemento di prevenzione riguardo alla salute, aspetti ai quali le medicine non convenzionali hanno sempre prestato particolare attenzione.Al convegno - introdotto da Mauro Alivia presidente della Società Italiana di Medicina Antroposofica, da Paolo Roberti di Sarsina, coordinatore del comitato permanente di consenso e coordinamento per le medicine non convenzionali in Italia e da Lucia Venturi di Legambiente - sono intervenuti tra gli altri i senatori Ignazio Marino, presidente XII Commissione Igiene e sanità, Daniele Bosone, relatore del provvedimento di legge sulle medicine non convenzionali, Paolo Rossi e Gianpaolo Silvestri.

2.6.07

Guida Blu 2007


Alla sua settima edizione la Guida Blu è diventato uno strumento indispensabile per trascorrere l'estate all'insegna della natura e dell'ambiente, frutto del sodalizio consolidato fra Legambiente e Touring Club Italiano.
Quest'anno la guida è ancora più ricca d'informazioni. E' aumentato il numero di località passate in rassegna, con diverse nuove spiagge segnalate e "raccontate". Abbiamo poi arricchito le sezioni dedicate alle grotte marine, vere e proprie perle sparse lungo le nostre coste. La sezione contiene la sintesi di un grande lavoro di censimento realizzato lungo i nostri litorali dal Ministero dell'Ambiente: Legambiente ha scelto per voi le grotte più accessibili e più suggestive, con le indicazioni per raggiungerle e visitarle in totale sicurezza. E ancora una sezione dedicata alle località costiere dei laghi, siti di straordinaria importanza storico-culturale, naturalistica e paesaggistica.
La Guida Blu è frutto del lavoro di indagine svolto dalla Goletta Verde di Legambiente durante i suoi anni di navigazione, ma anche del patrimonio di conoscenza delle centinaia di gruppi locali di Legambiente. Le valutazioni non riguardano solo la qualità delle acque di balneazione ma tengono conto di molte altre variabili, a cominciare dalla qualità delle strutture ricettive, dalla presenza di un centro storico ben conservato, da un'offerta enogastronomica di pregio, dalla vicinanza a luoghi di interesse storico artistico o naturalistico, e così via.
Le valutazioni di Legambiente sono state infine integrate con i dati ufficiali raccolti attraverso la banca dati dei Comuni italiani (Ancitel), e sintetizzate in un giudizio espresso con le vele (da un massimo di 5 vele a un minimo di una vela). Inoltre quest'anno le valutazioni sono frutto della collaborazione del prestigioso Istituto di Ricerca Ambiente Italia che ha curato l'elaborazione dei dati. E insieme alle vele, c'è la segnalazione delle spiagge più belle: spesso sono angoli conosciuti e frequentati solo dai residenti, magari raggiungibili dopo faticosi trekking o seguendo itinerari nascosti. Un "segreto" che sveliamo nella convinzione che i lettori della Guida Blu sapranno godere di questi tesori in maniera responsabile. Buone vacanze!