18.8.09

Inno Nazionale: Bossi fa marcia indietro.'O Sole mio resta la "Canzone Nazionale"

Inno di Mameli: Bossi ha fatto marcia indietro. Succede spesso in questi ultimi anni sentire dire che il pensiero di un politico è stato interpretato male dalla stampa.
La risposta provocatoria a Bossi è stata lanciata da questo blog per dimostrare che le argomentazioni del senatore non sono per niente valide, soprattutto se sono legate alla popolarità delle melodie.
Nel precedente post ho sintetizzato la popolarità de 'O sole mio e se la proposta di un nuovo inno nazionale si dovrà basare sulla universalità dei brani, certo 'O sole mio non ha concorrenti.
Intanto anche sulle "Gabbie salariali" bisogna dire a Bossi che già esistono. Infatti dall'analisi "condotta dall'Ancot, Associazione Nazionale Consulenti Tributari sulle anticipazioni dei dati diffusa dal Dipartimento delle Finanze relative alle statistiche sulle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2008 e quindi riferite ai redditi del 2007" risulta che che in Lombardia la media dei redditi delle persone fisiche è pari a 22.460 euro mentre al secondo posto figura il Lazio con 21.130 euro e al terzo posto l'Emilia Romagna con una media di 20.450 euro.
Fra le regioni che hanno una media superiore a quella nazionale figurano: Piemonte con 20.030 euro, Valle d'Aosta 19.900 euro, Liguria 19.880 euro, Veneto 19.580 euro, Trentino Alto Adige 19.480 euro, Friuli Venezia Giulia 19.360 euro e Toscana 19.360 euro. Le regioni dove la media dei redditi è al di sotto del dato nazionale sono: Umbria 17.820 euro, Marche 17.460 euro, Sardegna 16.200 euro, Abruzzo 15.920 euro, Campania 15.850 euro, Sicilia 15.160 euro, Puglia 14.770 euro, Molise 14.390 euro, Basilicata 14.180 euro e Calabria 13.410 euro." (ADNKRONOS)
Ritornando all'Inno nazionale, sono convinto che la provocazione lanciata da questo Blog resta una semplice provocazione, resto altrettanto convinto che 'O Sole mio non sarà mai l'Inno nazionale ma sicuramente continuerà ad essere la canzone più conosciuta e cantata nel mondo e quindi la nostra "Canzone Nazionale" :-)

17.8.09

Caro Bossi, solo ‘O Sole Mio può essere l’Inno nazionale italiano.

E’ la canzone più famosa nel mondo pare che i suoi royalties fruttano circa 150 mila euro all'anno.

E’ stata cantata ovunque perfino nello spazio infatti, si dice che Jurij Gagarin, nel corso del volo che portò per la prima volta un uomo intorno all'orbita lunare, scelse di cantare proprio 'O sole mio.

Jazzisti e cantanti lirici, pop e del rock, tutti possono vantare di aver cantato e di cantare "'O sole mio”. Si ricorda fra tutti Elvis Presley con "It's now or never".

‘O Sole mio è proprio la melodia più appropriata per l’Inno nazionale italiano proprio perché è universale e tutti la conoscono e riconoscono come musica italiana. Tra l’altro è stata già sperimentata come tale, infatti alle Olimpiadi di Anversa del 1920 il direttore della banda musicale, che non aveva lo spartito dell'Inno nazionale italiano, scelse al suo posto di suonare 'O sole mio, che tutti i musicisti conoscevano a memoria


6.8.09

Ente Regionale Parco Campi Flegrei:


I rappresentanti di Consiglio Giunta e Presidenza rinunciano alle proprie indennità per consentire il pareggio del bilancio.

I componenti delle associazioni ambientaliste presenti nel Consiglio Direttivo dell’ente Parco dei Campi Flegrei (Carmine Maturo Legambiente, Domenico Cristofori Lipu, Vincenzo Russo WWF) evidenziano il grande senso di responsabilità dimostrato dal presidente e da tutti i componenti del Consiglio nel tagliare le proprie indennità al fine di consentire il pareggio del bilancio e una minima continuità operativa dell’Ente, a causa del finanziamento regionale 2009 del tutto inadeguato (83.000 euro annuali) e addirittura inferiore del 40% dei fondi 2008.

La scelta responsabile di Consiglio e Presidente di apportare tagli considerevoli sulla spesa ordinaria dell'Ente Parco, partendo da quelle afferenti alle prescritte indennità, evidenziano la non sostenibilità della situazione finanziaria attuale nella quale, a causa di fondi regionali irrisori, si rischia di non poter attivare azioni di primaria importanza che la legge affida all’Ente Parco. Per tale motivo, concludono Maturo, Russo e Cristofori, la rinuncia alle identità rappresenta un sano atto di protesta civile per chiedere alla Regione di garantire la gestione amministrativa, cioè dotare, finalmente, gli Enti Parco di personale e fondi adeguati, perché possano, come loro compete, svolgere la loro missione di conservazione della natura, di tutela della biodiversità, di vigilanza dei vincoli di salvaguardia.

Info: 349.45.97.997

14.7.09

LEGAMBIENTE DENUNCIA: “IN MOLTI PUNTI DELLA NOSTRA COSTA MANCANO I CARTELLI DI DIVIETO DI BALNEAZIONE”





DECINE DI SEGNALAZIONI AL CENTRALINO DI LEGAMBIENTE :

MONDRAGONE, CASTELVOLTURNO, GIUGLIANO, PORTICI, CASTELLAMARE”

DOVE NON E’ PREVISTA LA BALNEABILITA’ I COMUNI SI ADOPERINO PER ASSICURARE LA PRESENZA DELLA SEGNALETICA.

UN ATTO DOVUTO A TUTELA DELLA SALUTE DEI BAGNANTI”


Sono decine le segnalazioni e le richieste di cittadini giunte presso la sede di Legambiente Campania per denunciare la mancata apposizione di cartelli del divieto di balneazione su molti tratti di costa della nostra regione dove è vietato fare i bagni.
La denuncia arriva da Legambiente Campania una situazione che diventa intollerabile nell’avvicinarsi del periodo estivo. “Stiamo ricevendo decine di segnalazioni - dichiara Giancarlo Chiavazzo, responsabile scientifico Legambiente Campania- da parte di cittadini che ci denunciano che in diversi comuni dove è vietata la balneazione non esistono i cartelli di divieto. Segnalazioni in tal senso ci sono giunte da Mondragone, Castel Volturno e Giugliano, mentre lungo la fascia costiera che va da Portici a Castellammare di Stabia risultano tanti i bagnanti in acque non balneabili. Così pure presso le foci di diversi fiumi dichiarate non balenabili da ARPA Campania. Chiediamo con decisione che vi sia una efficace comunicazione riguardo la balneabilità da parte delle amministrazioni comunali. Necessari sia i cartelli sulle spiagge, che la diffusione tramite tutti i mezzi di comunicazione, e l’invito ai gestori di stabilimenti balneari di esporre l’ordinanza all’ingresso della spiaggia. E’ un atto dovuto soprattutto se pensiamo che la mancanza di segnaletica dei divieti determina un rischio igienico sanitario per i bagnanti che sono ignari. Prosegue quindi l’iniziativa di Legambiente “L’ultima Spiaggia” . Cittadini, bagnanti e turisti potranno segnalare in prima persona le illegalità che mettono a rischio lo stato di salute del nostro mare. I piccoli e grandi episodi di saccheggio alle coste possono essere segnalati a campania@legambiente.campania.it o chiamando il numero verde del Noe dei Carabinieri 800.253.608

10.5.09

NAPOLI E' MULTIETNICA.


NAPOLI E' MULTIETNICA. 
I napoletani sono un popolo che hanno eretto a simbolo della propria città un dio migrante, un dio alessandrino- egiziano: Il dio Nilo, o' cuorp 'e Napule.

7.5.09

l’Ecomafia non conosce crisi - Un business di 20,5 miliardi di euro per 25.776 ecoreati accertati


25.776 ecoreati accertati, quasi 71 al giorno, 3 ogni ora. Circa metà dei quali (più del 48%) si è consumato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia), il resto si spalma democraticamente su tutto il territorio nazionale. Il 2008 è l’anno dei record per le inchieste contro i trafficanti di rifiuti pericolosi, ben 25, con un fatturato che supera i 7 miliardi di euro. Tutti soldi sporchi accumulati avvelenando l’ambiente e i cittadini. La montagna di scorie industriali gestite illegalmente dalla “Rifiuti Spa” in un solo anno ha raggiunto la vetta di 3.100 metri, quasi quanto l’Etna. Non è mai stata così alta.
Anche l’abusivismo edilizio non conosce tregua: 28 mila nuove case illegali e un’infinità di reati urbanistici, soprattutto nelle aree di maggior pregio. E poi il saccheggio del patrimonio culturale, boschivo, idrico, agricolo e faunistico. Tutto per un totale di 20,5 miliardi di euro: questo l’incasso totale dell’ecomafia, di quei 258 clan censiti da Legambiente nell’ultimo anno (19 in più rispetto all’ultimo dossier presentato), che hanno continuato a fare affari e guadagnare enormi cifre alla faccia della crisi economica in atto.
Questi gli impressionanti numeri dell’Italia sfregiata dal malaffare nella foto puntuale del rapporto Ecomafia 2009 di Legambiente, presentato oggi a Roma, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Sebastiano Venneri, responsabile Osservatorio Ambiente e Legalità Legambiente, il procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso, il vicepresidente della commissione Antimafia Fabio Granata, il presidente della commissione sul Ciclo dei rifiuti Gaetano Pecorella, il responsabile Ambiente del PD Ermete Realacci, Enrico Fontana del direttivo Legambiente, il presidente del Copasir Francesco Rutelli e Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente.
Dal dossier, in positivo emerge la maggiore efficacia degli interventi repressivi da parte delle Forze dell’ordine. Aumentano gli arresti, passati dai 195 del 2007 ai 221 del 2008 (+13,3%) e i sequestri: dai 9.074 del 2007 ai 9.676 dello scorso anno (+6,6%), mentre diminuiscono il numero di reati ambientali (dai 30.124 del 2007 ai 25.766 del 2008), a causa, soprattutto della tendenza da parte delle Forze dell’ordine a concentrare le attività investigative sui reati di maggiore gravità, tali da determinare provvedimenti e interventi repressivi più severi, come l’arresto e il sequestro appunto.

“Il fatturato totale dell’ecomafia non è mai stato così alto ed è cresciuto a livelli record proprio nell’anno più nero per l’economia mondiale – ha dichiarato il responsabile dell’Osservatorio Ambiente e legalità di Legambiente, Sebastiano Venneri -. Segno che il business degli ecomafiosi non conosce congiunture sfavorevoli e che quindi è necessario mettere in campo tutti gli strumenti possibili per combattere chi lucra avvelenando l’ambiente e mettendo a rischio la salute dei cittadini. Speriamo quindi, vista la disponibilità mostrata da numerosi rappresentanti di entrambi gli schieramenti politici, che questo sia finalmente il momento giusto per inserire i reati contro l’ambiente nel codice penale e per confermare la possibilità, per le Forze dell’ordine, di utilizzare le intercettazioni telefoniche e ambientali nelle indagini contro gli ecomafiosi. Tutte le operazioni raccontate in questo rapporto infatti, difficilmente avrebbero potuto concludersi con successo senza l’uso di questo insostituibile strumento d’indagine.”

“La criminalità organizzata ha esteso i propri tentacoli in tutto il paese e ha avviato redditizie attività in molte aree del Nord Italia – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza -. Lo ha reso evidente un arresto che ha fatto scalpore, quello di Mario Chiesa, già protagonista di Tangentopoli, ora impegnato nel redditizio business del traffico dei rifiuti, realizzato con la collaborazione di insospettabili “colletti bianchi”: imprenditori, faccendieri e dipendenti pubblici corrotti. Le mafie si infiltrano quindi in tutti i settori economicamente vantaggiosi ed è per questo che abbiamo voluto istituire l’Osservatorio Ambiente e legalità in Abruzzo, per vigilare affinché la ricostruzione post terremoto non diventi l’ennesima occasione per fare vantaggiosi affari sporchi e pericolosi ai danni dei cittadini e dell’ambiente”.

Le attività operative delle Forze dell’ordine. Il Comando per la tutela ambientale dell’Arma dei carabinieri ha operato, nel 2008, ben 130 arresti, 115 dei quali relativi al ciclo dei rifiuti. Il maggior numero di infrazioni in materia d’ambiente viene accertato dal Corpo forestale dello Stato (il 56,5% del totale) e molto intensa è l’attività delle Capitanerie di porto per quanto riguarda sia la pesca illegale sia l’abusivismo edilizio nelle aree demaniali. Cresce anche l’azione della Guardia di finanza, con un aumento del 24,8% delle infrazioni accertate rispetto al 2007, come quella della Polizia di Stato (più 13%) e dei Corpi forestali delle regioni e province a statuto speciale (più 9,9%). Di grande rilievo è il lavoro svolto dall’Agenzia delle dogane, con 4.800 tonnellate di rifiuti sequestrate, sei volte tanto il quantitativo intercettato nel 2007.

Rifiuti S.p.a. Dal 2002, anno di entrata in vigore del delitto di organizzazione di traffico illecito di rifiuti, salgono a 123 le operazioni giudiziarie portate a termine contro i “signori dei veleni”, raggiunti da ben 798 ordinanze di custodia cautelare, con 2.328 persone denunciate e 564 aziende coinvolte. Un risultato straordinario che testimonia tutta l’efficacia di quello strumento normativo. Il lavoro per gli investigatori, del resto, non manca: la montagna di rifiuti speciali spariti nel nulla secondo l’ultimo censimento disponibile è la più alta di sempre: 3.100 metri con una base di tre ettari per un giro d’affari che raggiunge circa 7 miliardi di euro con un incremento significativo rispetto al 2007, quando i trafficanti si erano spartiti circa 4 miliardi e mezzo. 31 milioni di tonnellate è infatti, il quantitativo di rifiuti industriali di cui è certa la produzione ma assolutamente ignota la destinazione finale.
Tra i casi che hanno fatto scalpore nell’ultimo anno, l’indagine che ha svelato gli affari illeciti di Mario Chiesa (ex tangentopoli) in combutta con i “colletti bianchi”: dipendenti pubblici corrotti e imprenditori d’assalto; l’ingresso del Piemonte e della Lombardia tra le regioni più coinvolte dai traffici illeciti e il fenomeno dell’interramento dei rifiuti industriali a Milano (6 ettari di bosco compromessi), come nelle cave dei cantieri per l’alta velocità ferroviaria nel Parco del Ticino e in Calabria, dove le scorie della ex Pertusola Sud miscelate alle polveri dell’Ilva sono state utilizzate per costruire un aeroporto, l’acquedotto, le strade, le scuole. In vetta alla classifica dell’illegalità ambientale in questo settore si piazza saldamente la Campania con 573 infrazioni accertate (il 14,7% sul totale nazionale) e ben 63 arresti nel corso dell’ultimo anno. Al secondo posto si piazza la Puglia con 355 infrazioni accertate, 416 denunce, 271 sequestri, e 15 arresti. Al terzo posto la Calabria (293 infrazioni, 238 denunce, 567 sequestri), seguita dal Lazio con 291 reati, 358 denunce, 172 sequestri e ben 11 arresti. Il Piemonte è diventata la prima regione del Nord per numero di reati accertati, incidendo per il 6,5% sul totale nazionale. Ma è la Campania la regione dei record: secondo i dati dell’Arpa, sono 2.551 i siti da bonificare tra discariche, zone di abbandono incontrollato di rifiuti o sversamenti di residui industriali. Negli ultimi tre anni, si ipotizza siano stati smaltiti illegalmente in tutta la regione circa 13 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie, che tradotti in camion significano 520 mila tir che hanno attraversato mezza Italia per concludere i rispettivi tragitti nelle campagne napoletane, nell’entroterra salernitano, nelle discariche abusive del casertano o ancora, più recentemente, nei terreni scavati per l’occasione nel beneventano e nell’avellinese.
A livello nazionale invece, i reati commessi sul fronte rifiuti, nel 2008 sono stati 3.911, quasi il 38% dei quali nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa; sono state denunciate 4.591 persone e sono stati effettuati 2.406 sequestri. Ma, soprattutto, ben 137 persone sono finite in manette. A testimonianza della crescita del business poi, crescono pure i paesi coinvolti nei traffici internazionali di rifiuti, che passano da 10 a 13 tra nazioni europee (5), asiatiche (5) e africane (3).

Il ciclo del cemento. Stabile e solida al primo posto la Campania anche per quanto riguarda il ciclo illegale del cemento, a riprova che quest’ultimo e i rifiuti rappresentano un’abbinata pressoché inscindibile negli interessi della camorra. Anche in questo caso cifre e dati sono impressionanti. Ben 1.267 infrazioni accertate, 1.685 persone denunciate e 625 sequestri. Il cemento è il luogo ideale per riciclare i proventi dalle attività criminose e nel caso campano si tratta di proventi ingenti che si traducono in interi quartieri abusivi. Basti pensare che il 67% dei comuni campani sciolti per infiltrazione mafiosa, dal 1991 a oggi, lo sono stati proprio per abusivismo edilizio. All’indiscusso primato campano contribuiscono anche i dati provenienti dal territorio che un tempo era definito agro sarnesenocerino e che ora di agricolo ha conservato ben poco, con 300mila metri quadri cementificati illegalmente su un’area di 158 chilometri quadrati. Ma l’abusivismo non risparmia neppure le località di pregio, a cominciare dalle costiere (amalfitana e cilentana) e dall’area dei templi di Paestum, come a Ischia, l’isola leader della cementificazione selvaggia, dove gli abusivi hanno incontrato un alleato d’eccezione nel vescovo che ha lanciato un appello alla procura perché si eviti “il legalismo esasperato”, sospendendo gli abbattimenti “in attesa del Piano Casa del governo”.
In tutta Italia, dopo anni di costante flessione, nel corso del 2008 l’abusivismo sembra aver rialzato la testa con 28mila nuove unità (dati Cresme), grazie anche alle aspettative nei confronti del governo e alla percezione di un atteggiamento più possibilista nei confronti di ‘chi fa’ .
Stabile al secondo posto, nella classifica del cemento illegale, è la Calabria con 900 infrazioni, 923 persone denunciate e 319 sequestri. Anche in questo caso è singolare che una regione che presenta dati in recessione in tutti i comparti faccia registrare proprio nell’edilizia l’unico trend positivo. Secondo il rapporto della Direzione nazionale antimafia “l’attività delle imprese di costruzioni ha continuato a espandersi nel comparto delle opere pubbliche” e in particolare sulle due mega opere della regione, la Salerno-Reggio Calabria e la SS 106 jonica. Il tutto in attesa dell’affare più grosso: il Ponte sullo Stretto. Continua la scalata del Lazio, che quest’anno si colloca al terzo posto nella classifica del cemento illegale, superando la Sicilia. Sono quasi raddoppiate in un anno le persone denunciate e così pure i sequestri. E nella relazione ispettiva sul comune di Fondi, inviata dal prefetto di Latina al Ministero dell’Interno l’8 settembre del 2008, si fa esplicito riferimento alle infiltrazioni mafiose nel circuito degli appalti e dell’edilizia. Ma se il ciclo illegale del cemento resta uno dei business più proficui per la criminalità organizzata, esiste anche un sistema virtuoso di legalità organizzata, come quello realizzato in provincia di Trapani grazie a un progetto di riutilizzo sociale dei beni aziendali confiscati alla mafia. La Calcestruzzi Ericina, un’azienda sottratta al boss Vincenzo Virga, è stata affidata a una cooperativa di lavoratori, la Calcestruzzi Ericina Libera. Oggi al posto dell’impianto gestito da Cosa nostra è in funzione un sistema di riciclaggio dei rifiuti inerti tecnologicamente avanzatissimo, il primo del genere nell’Italia meridionale. La cooperativa è nata grazie al sostegno di Libera, l’associazione antimafia presieduta da don Luigi Ciotti, e dell’Unipol. E il calcestruzzo che produce può fregiarsi del marchio di Legambiente.

Zoomafie. Tre miliardi di euro è il business delle zoomafie. Per quanto riguarda il racket degli animali diminuiscono i combattimenti tra cani, mentre restano stabili le corse clandestine di cavalli: in 14 ippodromi si è verificata la presenza di scommesse truccate e infiltrazioni della mafia organizzata, con sequestri di immobili in Sicilia, Campania, Calabria, nella Marsica abruzzese, in Puglia e in Lombardia. Aumenta il business dei cuccioli venduti in clandestinità, con grossi quantitativi provenienti dai paesi dall’Est Europa per un mercato dei cani di razza del valore di 300 milioni di euro all’anno. Il 70% della fauna vertebrata risulta minacciata dal bracconaggio, situazione che rischia di aggravarsi con la nuova legge sulla caccia in discussione in Parlamento. La pesca di frodo nel 2008 vede 991 infrazioni e altrettanti arresti di persone mentre sono 884 i sequestri, con 5.119.874 chilogrammi di pesce confiscati dalle Capitanerie. Nonostante il divieto europeo del 2002, le spadare restano il principale strumento di saccheggio: sono almeno 300mila gli esemplari di specie viventi impigliati nelle reti killer non selettive. 25 miliardi di euro è a quanto ammonta, secondo il Corpo forestale il commercio internazionale delle specie protette, sia animali che vegetali, con 7-8 miliardi di euro di solo mercato illegale. Illecito che riguarda ben 784 specie già estinte e oltre 16 mila a rischio. In generale il racket di flora e fauna riguarda ogni anno 350 milioni di esemplari tra cui uccelli, scimmie, orchidee e di cactus. 

Archeomafia. Sono 1.031 i furti accertati con un lieve calo del 5% rispetto al 2007 quando furono 1.085. In testa il Lazio, seguito da Lombardia, Toscana, Piemonte e Campania. Sono aumentati invece i furti nei musei (21 a fronte dei 13 nel 2007), parzialmente compensati da un +55% di tesori di archeologia recuperati. Gli scavi clandestini sono aumentati del 15%, così come le falsificazioni (più 36%). Sale del 9,2% il numero delle persone denunciate. Sono i privati, in assoluto, i soggetti più colpiti dai furti di beni culturali, con 472 casi, seguiti dalle chiese (443 furti nel 2008).

26.4.09

OBIETTIVO CAPODIMONTE - FARE MENTE LOCALE


CAPODIMONTE
La Storia – Il Museo
Agli inizi del ‘700 la collina di Capodimonte era quasi del tutto disabitata, isolata dalla difficoltà dei suoi accessi dalla città, problematica che, dopo oltre 300 anni, con la sua modernità è rimasta immutata. Poi, un’ampia zona della collina fu recintata da mura per farne una riserva di caccia reale. Fu poi edificato un Palazzo che doveva accogliere la celebre collezione d’arte avuta da Carlo in eredità dalla madre Elisabetta Farnese.
Attualmente è uno dei più importanti Musei d’Italia dove si conservano splendide opere d’arte da Masaccio a Caravaggio, da Tiziano all’800 napoletano, incantevoli oggetti, armature e porcellane borboniche.

Il Turismo culturale
Il forte aumento della domanda di conoscenza e di fruizione dei beni culturali – quantitativamente afferente alla risorsa turismo – ha gradualmente condotto ad un mutamento nel loro ruolo sociale. Oggi il turismo culturale è plurimo e rende necessario considerare simultaneamente tutte le espressioni della sua domanda: educativa, turistica, di ricerca, di conservazione e di fruizione/consumo. E dunque se nel passato un Museo era considerato soltanto come un’onerosa memoria da custodire e conservare, il bene artistico oggi deve rappresentare una chiave per innescare un processo di sviluppo che porta ricchezza culturale ed economica a tutto il territorio che ospita l’attrattore culturale.
Alla biglietteria del Museo di Capodimonte nel 2008 si registrano 131,785 visitatori. La domanda: cosa hanno lasciato al territorio questi visitatori? La risposta: tanta pressione antropica (smog e rifiuti) quasi nulla in termini di ricchezza.

Un Museo produttore di ricchezza
Purtroppo c’è ancora molto scetticismo sulla possibilità che un Museo possa essere produttore di ricchezza e occupazione per tutto il territorio che lo circonda.
Le ragioni di questo atteggiamento sono da ricercare nel “muro” che separa il Museo dal resto del quartiere. Gli “addetti ai lavori” ed i cittadini non dialogano e spesso dirigenti ed operatori del Museo non conoscono le Vie, le Piazze e le Strade del territorio che ospita il Museo. D’altra parte, da una indagine che ho condotto personalmente risulta che solo 7 frequentatori del parco su 10 hanno almeno una volta visitato il Museo.

Obiettivo Capodimonte – turismo responsabile
“Obiettivo Capodimonte” promosso da Legambiente/Neapolis 2000 e Rosso Democratico è il concorso fotografico che per LEGAMBIENTE ha come obiettivo, tra l’altro, quello di incoraggiare il diritto della comunità locale a decidere sul turismo nel proprio territorio, principio essenziale del turismo responsabile
La premiazione avverrà oggi 27 aprile 2009 Le fotografie sono state selezionate dalla giuria composta da Lucio Terraciano, Pasquale Centanni e Biagio Ippolito.
Nel corso della premiazione sarà proiettato un video con tutte le foto dei partecipanti al concorso e sarà avviata una discussione sulle possibili iniziative finalizzate alla valorizzazione di Capodimonte; ne discuteranno: Vincenzo Acanfora, Gennaro Centanni, Mario Festa, Sergio Galietto , Carmne Maturo (il sottoscritto), Nicola Oddati. 

Fare Mente-Locale
“Fare mente locale”, cioè pensare con la mente del luogo, è l’invito che rivolgo a cittadini, frequentatori ed amministratori del territorio perché sono convinto che se non ci si localizza nel posto e nel luogo dove c'è un problema, questo non lo si può risolvere, il che significa che solo le persone che stanno in quel determinato postoo pensano come si pensa in quel posto, possono vivere le questioni e trovare le giuste risoluzioni. Per questo invito i lettori e gli amici che leggono questo post a fare "Mente Locale" e collaborare con il circolo Neapolis 2000 di Legambiente per avviare un'azione concreta e partecipata sul territorio di CAPODIMONTE

maturo.carmine@gmail.com

19.4.09

Primo giorno di lavoro al Museo Nazionale d'Abruzzo - Aquila - dei volontari di Legambiente Campania


Partita stamattina per l'Abruzzo con i fuoristrada messi a disposizione dei Parchi Nazionali del Vesuvio e del Cilento l'autocolonna di volontari di Legambiente Campania formata da esperti e volontari del settore.
Obiettivo della task-force di Legambiente è collaborare con le istituzione preposte al RECUPERO LA CATALOGAZIONE E MESSA IN SICUREZZA DEI BEI CULTURALI in Abruzzo.
"Faticoso ma gratificante il primo giorno di lavoro dei Volontari di Legambiente Campania" questo il commento di Nabil Pulita - restauratore e storico attivista di Legambiente." "Appena arrivati ci siamo messi all'opera" ha commentato Pasquale Raia responsabile Parchi di Legambiente Campania.
Due camion di importanti dipinti sono stati messi in sicurezza, grazie al lavoro delle Istituzioni e dei volontari di Legambiente.
Il lavoro di oggi è stato di catalogazione, imballaggio e trasporto delle Opere del Castello dell'Aquila -Museo Nazionale d'Abruzzo- che conservava opere dal XII al XVIII secolo.
Questa sera i Volontari saranno ospitati presso un Centro di Educazione Ambientale nel Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga 
http://www.facebook.com/home.php?#/note.php?note_id=169573520194&id=848049892&ref=share

18.4.09

Legambiente W.E. 18 - 19 aprile 2009 - Fermento e tante iniziative

Grande fermento in Legambiente e tante iniziative..
sabato 18 aprile alle 9.00 circa 20 dei nostri volontari partiranno per l'Abruzzo. Pieni di entusiasmo e non solo... già esperti, restauratori, Architetti, Storici dell'Arte o semplicemente innamrati dell'Italia Tutti però formati da Legambiente Protezione civile punteranno dritti verso l'Abruzzo. I nostri volontari saranno accolti da un Centro di Educazione Ambientale di Legambiente, faranno una esperienza unica e contemporaneamente dimostraranno il loro amore all'Italia. La prossima partenza si prevede per sabato 25. Chi intende offrire la propria disponibilità per la prossima partenza può riempire la scheda di partecipazione e rispedirmela..

Sempre sabato, nell'ambito della settimana della Cultura promossa dal Ministero per i Beni e le attività culturali Trekking Urbano da Via Foria a Capodimonte appuntamento ore 11.00 Via Foria ex Caserma Garibaldi
www.capodimonte.org

Ancora dali 18 aprile a Solofra iniziativa - Salvalarte

Per le scolaresche vi saranno le visite nella mattinata e nel pomeriggio di sabato 18 aprile, in modo da permettere di conoscere la nostra cittadina in maniera più libera, sempre accompagnati da una nostra guida esperta.
Per i gruppi organizzati, invece, sarà loro dedicata il pomeriggio del sabato e tutta la giornata di domenica 19 aprile.

Gli itinerari sono vari in modo da permettere a ogni tipologia di turista di parteciparvi, si può scegliere: il percorso dallo storico all’artistico o quelli legati all’archeologico industriale o escursionistico .
Saranno predisposte navette gratuite per potersi spostare tra i vari luoghi.

I siti resteranno aperti durante gli orari riportati di sotto, dove troverete delle guide che vi illustreranno i monumenti solofrani.

Sabato 18 : dalle ore 9.00 alle 13.00
dalle ore 17.00 in poi

Domenica 19 : dalle ore 9.00 alle 13.00
dalle ore 17.00 in poi


PERCORSI

- CENTRO STORICO
- PINACOTECA GUARINO
- ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE
- TRADIZIONE E STORIA

Piccola Grande Italia - Voler bene all'Italia
Voler Bene all'Italia, la giornata dei piccoli comuni si trasforma in una grande giornata di solidarietà. Domenica 19 aprile oltre 1700 piazze faranno un minuto di silenzio per i piccoli comuni abruzzesi colpiti dal sisma e raccoglieranno fondi gemellandosi con un piccolo comune dell’Abruzzo. Torna così, più solidale che mai, l’iniziativa di Legambiente dedicata alla Piccola Grande Italia, che valorizza e mette in mostra la bellezza e la forza delle amministrazioni con meno di 5.000 abitanti. Organizzata con la collaborazione di Enel Green Power insieme a un vasto comitato promotore di associazioni ed enti, sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica, l’iniziativa coinvolgerà numerosissime piazze in tutta Italia che si apriranno ai visitatori per gite culturali, escursioni, aperture straordinarie di musei, eventi eno-gastronomici e mercatini all’insegna dell’identità locale, ma anche per una inedita gara di solidarietà a favore dei comuni minori dell’Abruzzo colpiti dal sisma. A partire da domani, infatti, prenderanno il via anche i gemellaggi tra i borghi d’Italia e le zone terremotate, e verrà attivata una “banca delle risorse” per una corretta ed efficace gestione dei materiali e dei finanziamenti donati dai piccoli comuni italiani e dal mondo imprenditoriale ai piccoli comuni abruzzesi per affrontare positivamente il futuro.
In Campania I comuni vetrina scelti quest'anno sono Auletta e Pertosa.

Sempre domenica 19ppuntamento a Marina Grande alle ore 9.00: incontro con gli amici dei CICLOVERDI della Campania e via a farsi le colazioni al sacco da Aldo (panino alla caprese e acqua) a prezzo politico e poi in giro per le strade di Capri in bici!!!!
Ps. la bicicletta fa bene alla salute, all'ambiente e all'umore!!

per chi vuole vivere l'isola in maniera diversa, ecò

4.3.09

Filosofia zen, coaching in Provincia e tutti si scandalizzano - L'inizio di una nuova era


Filosofia zen, coaching in Provincia e tutti si scandalizzano.
Se il coaching è il processo attraverso il quale si aiutano individui e gruppi di persone a realizzare obiettivi che da soli non si potrebbero raggiungere perché gridare al nuovo scandalo?
Mi chiedo perché non averci pensato prima???!!!
Cioè, quando tanti obiettivi si dovevano raggiungere ed invece sono stati toppati.
Mi riferisco alla questione rifiuti, snellimento delle procedure, vivibilità etc etc.
Se la “nuova” tecnica “scoperta” dalla Provincia riesce a produrre risultati in modo veloce ed efficace perché solo ora? Non è mai troppo tardi e diamoci da fare... ed, allarghiamo non solo ai dirigenti queste esperienze ed invece di fare la “caccia alle streghe” ai fannulloni, motiviamo i pubblici dipendenti. Magari facciamo fare coaching anche agli amministratori dando loro la possibilità di amministrare in modo olistico il territorio e, potremmo, di riflesso, vivere in una città più bella e più gentile e soprattutto meno violenta.
Certo 40.000 € sono un po’ troppi , si potrebbe rivedere un po’ la cifra e coinvolgere altri dipendenti in un’esperienza nuova che potrebbe essere l’inizio di un “Nuova Era”, un vero nuovo cambiamento di crescita dove non si infonde solo competenza e informazioni ma soprattutto fiducia e senso di pubblica responsabilità.
Mi auguro che il grido allo scandalo lanciato dai quotidiani locali non blocchi questa possibilità di cambiamento e si possa dare il via ad un "Nuova Era"